27 April, 2008

Una traduzione letterale di Efesini

Negli ultimi alcuni mesi ho studiato molto la lettera di Paolo agli Efesini. Una parte di questo studio era tradurre la lettera, che ho fatto molto letteralmente (con note quando ci sono traduzioni alternative possibili). Chi è interessato può leggere la traduzione nella sezione del sito con gli studi biblici.

14 June, 2007

Studi sulla preghiera

Ho appena finito una serie di studi con alcuni amici sulla preghiera. Non pretendono di dire tutto quello che c'è da dire sulla preghiera, ma prendono spunto da otto preghiere nella Bibbia per considerare le caratteristiche di una preghiera giusta. Siccome ho pensato che potessero anche essere utili ad altri, ho messo un file con gli studi sul mio sito a http://www.laparola.net/file/preghiera.rtf che si può scaricare e leggere.

07 May, 2007

Peccato e colpa

La rivista Riza Psicosomatica ha fatto un sondaggio (descritto a Yahoo) sui peccati più seri secondo le persone intervistate. A parte il fatto che l'elenco di peccati è molto lontano da quello che la Bibbia dice (al primo posto sperperare troppi soldi nello shopping, e sono i peccati secondo la gente sempre azioni senza mai accennare a quello che è dentro le persone come la discordia, gelosia, ira, invidia), è molto interessante (e sbagliata) l'identificazione del peccato con un senso di colpa. È facile togliere un senso di colpa, basta diventare più indurito come tutte le persone malvagie. Ma un peccato secondo la Bibbia è invece qualcosa che offende Dio, che mette noi stessi sopra di lui, e ha conseguenze vere e proprie e non soltanto soggettive (come ci sentiamo). Per questo motivi, per togliere i peccati ci vuole un Salvatore, qualcuno che toglie l'offesa, come ha fatto Gesù sulla croce quando è diventato maledetto nel nostro posto caricando su di sé la punizione per i nostri peccati.

02 February, 2007

Pregare il Dio sovrano

La Bibbia parla chiaramente della sovranità di Dio (Salmo 135:6; Prov 16:9; Mt 6:26-30; Efes 1:11). Però, se è così, perché pregare? Se Dio ha già deciso tutto, non sarebbe inutile pregare per chiedergli di fare qualcosa, se ha deciso di farlo o non? Anche se non è già deciso, se Dio "compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà", perché pensiamo che farà qualcosa secondo la nostra volontà invece della sua quando preghiamo? Vedremo alcune preghiere in questo studio in cui la conoscenza della volontà di Dio ha spinto le persone a pregare, e cercheremo di capire perché, e come, pregare il Dio sovrano.

Ma prima, c'è una possibile soluzione che in realtà non risolve il problema. Se Dio non fosse sovrano, potremmo pregare affinché prendesse le decisioni anche in base alla nostra volontà espressa nella preghiera. Ma se non è sovrano, non è necessariamente in grado di fare quello che vorremmo, e la preghiera diventerebbe inefficace perché Dio forse non potrebbe rispondere alla preghiera. Per esempio, se preghiamo per la salvezza di qualcuno, e Dio ha già fatto del tutto affinché si convertisse ma lui non vuole convertirsi, non servirebbe pregare ancora perché Dio non potrebbe salvarli.

Vediamo un esempio di come e perché si può pregare un Dio sovrano in Daniele 9:1-19, che conviene leggere adesso.

Daniele ha letto Geremia 25:11-12 e/o 29:10-14. Ha capito che Dio aveva già deciso che l'esilio sarebbe durato 70 anni. Facendo qualche calcolo, si è reso conto con il tempo per l'adempimento di questa profezia stava per arrivare.

Perciò, Daniele ha pregato. La preghiera ha tre sezioni: adorazione nel versetto 4, confessione dal 5 al 15, e supplica dal 16 fino al 19 (con alcune frasi di adorazione anche nella seconda e nella terza sezione).

L'adorazione del versetto 4 è una conseguenza di quello che Daniele sa che sicuramente succederà (perché Dio l'aveva detto ed è sovrano) - adora Dio per la sua fedeltà al suo patto, che è possibile solo se Dio è sovrano, e per la sua misericordia. Quindi il primo modo di pregare il Dio sovrano è di lodarlo per quello che è e quello che fa.

Anche la confessione e la supplica di Daniele sono secondo la volontà sovrana di Dio, cioè secondo quello che Dio ha deciso di fare? Perché Dio aveva deciso che l'esilio sarebbe durato 70 anni. Ma la condizione per il ritorno era il pentimento di Giuda, quindi Daniele confessa per loro. Poi chiede a Dio di fare quello che aveva promesso di fare.

Questo non è l'unico esempio di una preghiera che Dio faccia una cosa che si sa già che farà. Per esempio in Giovanni 17:1 Gesù dice al Padre, "L'ora è venuta", cioè l'ora della crocifissione in cui Gesù sarà glorificata (come Giovanni 12:23). Questa conoscenza della volontà di Dio non crea silenzio o fatalismo (perché è già tutto deciso) in Gesù, ma una preghiera che il Padre glorifichi Gesù. Giobbe 42:7-9 è un altro esempio (soprattutto dopo una delle affermazioni più forti della sovranità di Dio nei capitoli 38-41): Dio dice come Giobbe doveva pregare e che avrebbe risposto, e la preghiera fa parte del piano di Dio per il perdono dei suoi amici. Vedi anche Genesi 20:6-17. L'ultima preghiera nella Bibbia è un altro esempio: in Apocalisse 21:20 Gesù dice che verrà presto, e poi Giovanni prega, "Vieni, Signore Gesù".

Quindi un altro modo di pregare il Dio sovrano è di chiedere che farà quello che sappiamo che farà. Questo potrebbe sembrare inutile, ma non lo è. Il mondo non è una macchina che va avanti senza intervento, né noi siamo dei robot. Siamo creati per avere un rapporto personale con Dio, e Dio usa mezzi umani per realizzare i suoi propositi sovranamente decisi. Dio non è solo sovrano, è anche personale, e ha scelto di operare in questo modo. Poteva fare tutto da solo, e non ha bisogno di noi prima di agire, ma in amore ha deciso di includere noi nella realizzazione dei suoi piani. Ciò è vero anche, per esempio, dell'evangelizzazione: Dio può convertire tutti da solo, ma ha deciso di usare la nostra predicazione come mezzo di evangelizzazione. Al privilegio enorme di avere accesso alla sua presenza, Dio aggiunge il privilegio di partecipare con lui nei suoi proposti per tutto l'universo. Dio lo fa perché vuole un rapporto con noi, in cui chiediamo umilmente delle cose e impariamo ad allineare la nostra volontà alla sua – ma in cui Dio rimane sempre sovrano e la fonte di ogni cosa buona, affinché la gloria vada solo a lui.

Per esempio, Daniele era forse il mezzo divinamente nominato per riportare gli ebrei a Gerusalemme, tramite la sua confessione. Forse se non avesse pregato, i Giudei non sarebbero tornati dall'esilio; ma siccome il ritorno era la volontà di Dio, lui ha fatto sì che qualcuno confessasse i peccati dei Giudei. Se Daniele non avesse pregato, qualcuno altro avrebbe. La preghiera cambia le cose, non nel senso che le cose vanno diversamente da come Dio ha deciso né che i propositi e la volontà di Dio sono frustrati, ma che noi possiamo partecipare alla realizzazione dei propositi con la preghiera (ed altri mezzi). Se non preghiamo, non è che i propositi di Dio siano frustrati perché Dio si fidavano di noi; significa invece che la nostra mancanza di preghiera, di cui siamo responsabili, è il mezzo di altri propositi di Dio, per esempio il giudizio su di noi per non aver pregato, o su quelli per cui dovevamo pregare ma che per cui non abbiamo pregato.

È importante quindi anche evitare l'estremo, che i propositi di Dio dipendono da noi, un punto di vista molto comune in alcuni ambienti cristiani oggi. Cioè, Dio starebbe aspettando in cielo, pronto ad agire, ed i Cristiani avrebbero il potere e l'autorità di farlo agire. Questo dà troppa potenza alle nostre preghiere e limita la potenza di Dio. La realizzazione dei propositi di Dio non dipende dalle nostre preghiere, e lui non può essere sconfitto dalla mancanza delle nostre preghiere.

C'è un mistero qua, come nella Trinità o come Gesù poteva essere completamente divino e completamente umano. Ma la Bibbia insegna chiaramente che Dio è completamente sovrano e che Dio è completamente personale; non è sempre facile mantenere questi due aspetti in equilibrio, ma se non lo facciamo non abbiamo nessuna garanzia di una risposta alla nostra preghiera.

25 July, 2006

Liberaci dalla menzogna e dall'inganno

Per natura, i seguaci di Gesù Cristo dovrebbero essere più suscettibili all'inganno, ad essere fregati. Dovrebbero dire sempre la verità e quindi non hanno la difesa della menzogna. Dovrebbero avere l'impegno di Gesù per gli altri, che si mostra in atti pratici di amore, senza la sua conoscenza se quell'atto veramente aiuta l'altro, oppure se l'altro sta solo approfittando della bontà del seguace di Gesù. Il seguace di Gesù che veramente non contrasta il malvagio, che porge l'altra guancia quando è percosso su una guancia, che lascia il mantello a chi vuole prendere la sua tunica, che fa due miglia con chi vuole costringerlo a farne uno (Matteo 5:38-48) sarà sempre suscettibile ad essere fregato. Per questo motivo mi ha colpito la preghiera del Salmista (Salmo 120:2, o 119:2 nella versione CEI) di essere liberato dalle labbra bugiarde e dalla lingua ingannatrice. Dobbiamo pregare con il Signore non ci lasci in situazioni di inganno, affinché possiamo lasciare il nostro mantello a chi veramente ne ha bisogno.

20 June, 2006

L'amore

1Corinzi 13:4-7 è uno dei più popolari brani letti nei matrimoni. Ma sicuramente nessun giovane corinto ha usato il brano nel suo matrimonio, né ha chiesto a Paolo di predicare da questo brano, perché è un rimprovero e una dura critica dei Corinzi. Nel capitolo precedente Paolo ha interagito con il loro atteggiamento sbagliato, e poi dice che mostrerà loro una via migliore, che è quella dell'amore. E l'amore è tutto quello che i Corinzi non erano.

I Corinzi erano impazienti e pensavano prima a se stessi (11:21, 33-34); l'amore è paziente e benevolo.
I Corinzi erano orgogliosi esaltandosi l'uno al danno dell'altro (4:6-8); l'amore non invidia, non si vanta, non si gonfia.
I Corinzi erano egoistici (8:9-12; 11:21); l'amore non cerca il proprio interesse.
I Corinzi portavano altri credenti in tribunale (6:1-6); l'amore non addebita il male, soffre ogni cosa e sopporta ogni cosa.
I Corinzi arrogantemente tolleravano il peccato (5:2); l'amore non gode dell'ingiustizia.
I Corinzi dubitavano di Paolo (4:3-5); l'amore gioisce con la verità.

Tutto quello di cui i Corinzi erano fieri – conoscenza, doni, saggezza – era inutile perché non accompagnato dall'amore. Ricordiamoci la prossima volta che sentiamo questo bellissimo brano sull'amore che è in realtà una condanna dei Corinzi - e di noi, che senza dubbi abbiamo le nostre mancanze nell'amore degli altri.

02 May, 2006

Dipendenza e ubbidienza

Filippesi 2 inizia con una grande affermazione della Deità di Gesù Cristo. Ma come è normale nella Bibbia, lo scopo del brano non è di insegnare dottrina ma di insegnarci come vivere. Le istruzioni sono nei versetti 2-4, e il 'ponte' è il versetto 5. Dobbiamo avere lo stesso sentimento che avere Gesù. E quale era il suo sentimento? Prima di tutto, un completa dipendenza dal Padre. Non ha cercato di far valere i suoi diritti, ma ha svuotato se stesso, lasciando agire Dio nella sua vita. Ma non era una dipendenza passiva, ma (il versetto 8) una dipendenza caratterizzata dall'ubbidienza. Questo è il sentimento che siamo chiamati ad avere nella vita cristiana – in altre parole (Colossesi 1:28), affaticarsi nel servire Dio ma non con la nostra forza, ma in dipendenza da Dio con la sua forza e potenza. Ci vogliono tutte e due queste caratteristiche, perché la dipendenza senza ubbidienza è misticismo, mentre l'ubbidienza senza dipendenza è legalismo.

15 April, 2006

Buona Pasqua

Uno dei fondatori di Apple Computers, Steve Jobs, ha costruito una società che ha avuto molto successo. Ma presto aveva scoperto che affinché la sua visione fosse raggiunta, aveva bisogno di più capacità gestionale. Così ha chiesto a John Sculley, allora presidente della Pepsi, di fare parte dell'Apple. Ma non c'era nessun motivo per cui Scully doveva lasciare un lavoro pagato molto bene in una delle più grandi società del mondo per lavorare con alcuni secchioni di computer in una nuova industria. Non sorprendentemente, ha rifiutato l'offerta di Jobs. Ma Jobs non ha accettato quel rifiuto. Ha chiesto a Sculley di nuovo. Di nuovo Sculley ha detto di no. Come ultima possibilità Jobs ha presentato con passione le sue idee visionarie a Sculley e poi gli ha posto una domanda che l'ha costretto ad accettare. La domanda era: "Vuoi trascorre il resto della tua vita vendendo acqua zuccherata, o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?"

"Vuoi trascorre il resto della tua vita vendendo acqua zuccherata, o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?" E infatti Jobs e Sculley hanno cambiato il mondo.

Gesù viene a noi con la stessa domanda: "Vuoi trascorrere il resto della tua vita vendendo acqua zuccherata, o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?" La maggior parte di noi trascorre la propria vita facendo acqua zuccherata – qualcosa di dolce, ma senza sostanza – quando possiamo essere ambasciatori del Cristo risorto. Perché è proprio la risurrezione di Gesù che ci dà la possibilità di cambiare il mondo. Senza la risurrezione, non conosceremmo la potenza di Dio che può cambiare il mondo. Senza la risurrezione, l'esistenza finirebbe alla morte e niente avrebbe senso. Come dice Paolo, "Se i morti non risuscitano, 'mangiamo e beviamo, perché domani morremmo'" (1Corinzi 15:32) Cioè avremmo solo acqua zuccherato. Lui invece conclude questo capitolo sulla risurrezione di Cristo con le parole, "Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore". Se la fatica non è vana, facciamo sì che la fatica sia per qualcosa per cui vale la pena faticare!

20 February, 2006

Parole, parole, parole

Le parole sono un tema importante nel libro dei Proverbi - ci vuole molto saggio per usare le parole nel modo giusto. Ecco un breve riassunto di quello che i Proverbi insegnano sulle parole:

La potenza delle parole
"Morte e vita sono in potere della lingua" (18:21). Questo potere viene soprattutto da due qualità:
1. Penetrazione
Quello che è fatto a te è meno importante di quello che è fatto in te, che può essere per bene o per male. I sentimenti possono essere lacerati da una colpa crudele o maldestra (12:18a; vedi anche 18:14). Similmente, possono essere animati da una parola giusta (12:18b,25), e con loro tutto l'essere (16:24; 15:30; 18:8). La stima di sé può essere rovinosamente gonfiata dalla lusinga (29:5). E soprattutto, le credenze e le convinzioni sono formate da parole, e possono distruggere o nutrire (11:9; 10:21).
2. Distesa
Siccome le parole piantano idee nella mente di altri, i loro effetti crescono – per bene o per male. L'uomo cattivo semina contese come un fuoco (16:27s), anche con azioni a quanto pare non importanti (10:10; 16:30). L'uomo buono avrà frutto sia nel bene che gli ritorna (12:14) sia nei benefici che raggiungono altri (10:11; 15:4).
La debolezza delle parole
1. Non possono sostituire le azioni
Il contrasto fra la fatica e la chiacchiera (14:23) è l'altro lato della prima sezione.
2. Non possono alterare i fatti
Il fascino più impenetrabile non può ingannare davanti ai fatti che nasconde (26:23-28). Negare il comportamento empio alla fine non serve a niente (28:23; 24:12).
3. Non possono costringere una risposta
Anche la comprensione non basta se non c'è la volontà (29:19). Ecco perché ci sono le esortazioni di cercare la sapienza (2:1-5) perché non può essere insegnata all'apatico (17:10). Ma anche la parola malvagia ha la stessa limitazione – ha effetto solo sul malvagio (17:4).
Le parole giuste
1. Le loro caratteristiche
a) sono oneste (16:13). Sempre rette (24:24-26), riprendono (25:12; 27:5s), correggono (28:23).
b) sono poche (17:28; 10:14). Per il proprio bene (13:3), l'amicizia (11:12s), e non peccare (10:19).
c) sono tranquille (17:27). Per valutare bene (18:13; vedi anche 18:17) e per calmare (15:1); sono potenti (25:15).
d) sono adatte (15:23; 25:11; 22:11).
2. Come pronunciarle
a) con cura (15:28). Vengono dal Signore (2:6; 16:1).
b) con carattere giusto. Vengono dal carattere (14:5; 12:17) e dal cuore (10:20; 4:23s).

15 May, 2005

Pentecoste

Oggi - sette settimane o 50 giorni dopo la Pasqua (contando sia il giorno di Pasqua sia oggi, come facevano gli Ebrei) - è il giorno in cui si ricorda la Pentecoste, il dono dello Spirito Santo a tutti quelli che credono in Gesù Cristo, come raccontato per la prima volta in Atti 2. Io ho meditato invece su Salmo 104, che si riferisce all'opera dello Spirito di Dio nel versetto 30. In realtà è un contrasto con il versetto 29, in cui le parole ebraiche per spirito e per fiato sono uguali. Senza fiato/spirito non siamo niente che polvere (la polvere da cui Adamo fu tratto, prima che Dio gli soffiasse nelle narici), cioè solo elementi chimici. Ma Dio mette la vita in ognuno, tutti dipendono solo da lui per la propria esistenza e vita. Non solo dà la vita, ma anche rinnova la faccia della terra. Ci trasforma alla somiglianza di Dio, affinché possiamo avere la vera vita che dovremmo avere. Per tutto questo è giusto "cantare al Signore finché abbiamo vita, salmeggiare al nostro Dio finché esistiamo" (il versetto 33).