È giusto mandare via una moglie non credente?

Esdra 10:2-44

Dopo il ritorno dall'esilio, diversi Giudei sposarono delle donne di altre nazioni che abitavano nella Giudea quando i Giudei ritornarono. Tali matrimoni erano contrari ai comandi di Dio (Es 34:11-16; Dt 7:1-5), perché i famigliari degli altri popoli avrebbero indotto i Giudei ad adorare gli dèi stranieri (vedi anche 1Re 11:1-2). Esdra elenca 113 tali Giudei, che numericamente non erano molti in confronto con le 30.000 famiglie, ma spesso nella storia di Israeliti pochi peccatori portarono il giudizio di Dio sull'intera nazione, per cui la situazione era molto più grave della piccola proporzione suggeriva. A volte i matrimoni con non Giudei sembravano di essere accettati (per esempio Raab e Rut), ma erano casi in cui la donna era una proselita (convertita al giudaismo).

L'Antico Testamento proibisce quindi il matrimonio con i non Giudei. Siccome non era permesso, non dice quello che si doveva fare con una moglie non credente. Esdra doveva quindi decidere cosa fare in questo caso. Il divorzio era permesso dall'Antico Testamento in alcune situazioni (Dt 24:1-4), anche se in generale Dio odia il divorzio (Mal 2:16). Esdra consigliò di "rimandare" le donne (Esd 10:3), che non è la stessa parola usata per il divorzio, per cui non possiamo sapere esattamente quello che è successo alle donne.

Con tutti questi fattori specifici, non possiamo trarre delle conclusioni da questo evento per un caso particolare adesso. Più simile a noi sarebbe l'istruzione di Paolo in 1Cor 7:12-16 di non mandare via un coniuge non credente. Questa istruzione contraddice la decisione di Esdra? No, perché Esdra agì quando non c'era un comando da Dio, in una situazione dove peccati personali portavano il giudizio divino sull'intero popolo. Probabilmente Paolo parlava di una situazione diversa, non quando un Cristiano aveva sbagliato sposando un non Cristiano (che lui scoraggiava 1Cor 7:39; 2Cor 6:14-7:1), ma quando un membro di una coppia già sposata si convertì ma non l'altro, per cui non c'era un precedente matrimonio sbagliato. E anche se un Cristiano sposa un non Cristiano, non porta il giudizio divino sull'intera chiesa.