Dio seduce le persone?

Geremia 20:7

In alcune versioni (per esempio C.E.I., TILC, Nuovissima), Geremia affermò che Dio l'aveva sedotto, perché Dio l'aveva chiamato al ministero del profeta, e Geremia non era stati consapevole delle conseguenze di questo ministero - scherno, beffe, e così via. Alcune versione traducono addirittura "ingannare" (Nuovo Mondo, molte delle principali versioni in inglese). Ma il senso della parola פָּתָה, pāṯāh in questo versetto è "persuadere" (che è una possibile traduzione della parola, per esempio Pr 25:15), come la Nuova Riveduta, la Nuova Diodati, e la Riveduta/Luzzi. Geremia si lasciò persuadere dalla grandezza di Dio, che era meglio essere il suo profeta di qualsiasi altra cosa, anche se c'erano delle conseguenze negative nei rapporti con gli altri, che forse Geremia non conosceva quando diventò profeta. Che Geremia fosse convinto che fosse migliore essere profeta è chiaro da quello che disse pochi versetti dopo in Ger 20:11-13. Dio non tenta né seduce qualcuno a fare il male o qualcosa di sbagliato (vedi il commento su Giacomo 1:13), ma ci persuade, attrae e alletta a qualcosa di buono.

La stessa parola ebraica è usata in Ez 14:9, di un profeta ipotetico che si lascia sedurre (dando una parola di profezia a degli Ebrei idolatri), che Dio dice che lui stesso avrebbe sedotto, e poi distrutto. In questo caso, Dio avrebbe solo confermato quello che era già nel cuore del profeta, offrendogli la seduzione che il profeta voleva già. È simile a quando Dio manda errore alle persone che non hanno aperto il cuore alla verità (2Te 2:10-11), a quando Dio abbandona persone all'impurità dei desideri dei loro cuori (Rom 1:24), e quando Dio indurisce quelli che si induriscono il cuore (vedi il commento su Rom 9:11-18).

Un caso simile è 1Re 22:20-22 e il suo parallelo 2Cr 18:18-22, in cui la stessa parola è di nuovo usata. La spiegazione è comunque un po' diversa. In questo caso, Dio permise ad uno spirito di menzogna di parlare attraverso i (falsi) profeti del re Acab, per sedurre o ingannare Acab affinché combattesse contro Ramot di Galaad, dove sarebbe stato sconfitto e ucciso. Ma non è mai detto che Dio né sedusse né ingannò il re. Infatti, Dio attraverso il profeta Micaia spiegò chiaramente ad Acab che aveva mandato uno spirito di menzogna. Non possiamo accusare Dio di aver ingannato Acab, possiamo solo accusare Acab di non aver voluto ascoltare la verità. Invece Dio usò uno spirito di menzogna, ed anche il cuore di Acab che voleva ascoltare i falsi profeti invece di ascoltare Dio. Li usò per compiere i suoi buoni propositi, di giudicare Acab per averlo abbandonato e di dimostrare che i profeti che Acab seguiva erano falsi. Cioè, Dio permise questo inganno, e forse in questo caso potremmo anche dire che Dio lo ricercò. Ma il fatto che Dio è sovrano sul male non significa che ne è responsabile. Il permesso dato a Satana per affliggere Giobbe, e quello dato agli uomini di uccidere Gesù, sono probabilmente gli esempi più chiari di questo fatto. Per un approfondimento, vedi il commento su 1Cronache 21:1.