È possibile essere un Cristiano e non ricevere lo Spirito Santo?

Atti 19:2

Quando Paolo arrivò a Efeso durante il terzo viaggio missionario, trovò 12 uomini chiamati "discepoli" (At 19:1,7). Difficilmente non potevano essere discepoli di Gesù. L'uso del termine "discepoli" senza dire di chi dovrebbe voler dire di Gesù Cristo. Però, quando Paolo parlò loro, scoprì non soltanto che non avevano ricevuto lo Spirito Santo, ma che non avevano neanche sentito parlare dello Spirito. Inoltre, furono battezzati con il battesimo di Giovanni il battista, come segno di ravvedimento, e non nel nome di Gesù come segno di credere in Gesù Cristo (e, si intende, come segno di salvezza in Gesù)(At 19:2-5). Quindi anche se erano discepoli di Gesù, avevano una conoscenza molto limitata di Gesù e della sua opera. Sembravano di essere nella posizione degli apostoli di Gesù poco dopo averlo conosciuto dopo che furono battezzati da Giovanni. Come loro erano chiamati discepoli in quel periodo, ma non erano "Cristiani" nel senso completo della parola e non avevano ricevuto lo Spirito Santo, così anche questi 12 uomini erano seguaci di Gesù in modo limitato, per cui non avevano ricevuto lo Spirito Santo, cioè non credevano in Gesù come Salvatore e Messia (come At 19:4 suggerisce, altrimenti Paolo non avrebbe detto che Giovanni disse di credere in Gesù). Appartenevano ancora al periodo di transizione fra la venuta di Gesù da una parte, e il compimento della salvezza da parte sua e la Pentecoste dall'altra parte, quando c'era ancora un'ignoranza a causa di una mancanza di rivelazione. Ma questa situazione non è più possibile. (Anche allora era chiaramente un caso anomalo per Luca, e sicuramente non la norma.) È possibile credere solo in una parte di quello che è stato rivelato riguardo a Gesù, ma in quel caso non si ha diritto di essere chiamato né "discepolo" né Cristiano. Adesso tutti i Cristiani hanno ricevuto lo Spirito Santo (Rom 8:9).

Leggere questo brano nel contesto di Atti ci aiuta a capirlo. È collegato con la descrizione di Apollo (At 18:24-28), che è molto simile (neanche lui conosceva il battesimo di Gesù nello Spirito Santo). Sembra che Luca voglia insegnarci qualcosa sui seguaci di Giovanni il battista (anche quelli che seguivano i suoi insegnamenti, senza averlo seguito fisicamente), che ovviamente da questo brano erano molto diffusi - si trovavano non soltanto nella Palestina ma anche in Egitto e nella provincia romana dell'Asia (nella Turchia odierna). C'è evidenza nella letteratura cristiana del 4o secolo ("Epistole alle vergini" attribuite erroneamente a Clemente) di tali persone. Luca volle descrivere il modo in cui queste persone entrarono nella chiesa, forse anche come modello per altri seguaci di Giovanni il battista. Così nel libro degli Atti ci sono quattro riempimenti di gruppi di persone, in cui lo Spirito Santo riempie o scende su diverse persone, che includono tutti e tre i casi di persone che parlano in lingue come conseguenza di questo riempimento: a Pentecoste i Giudei (per prima i 120 Cristiani), poi i Samaritani, poi Cornelio e la sua famiglia come i primi Gentili, e poi questi 12 discepoli che seguivano l'insegnamento di Giovanni il battista. Possibilmente Dio ritardò il dono dello Spirito Santo, come fece con i Samaritani, per indicare che l'insegnamento di Giovanni il battista su Gesù non bastava, e che dopo aver creduto in Gesù come Messia questi 12 facevano parte della chiesa di Cristo a pieno titolo. Ma preferisco l'interpretazione che non ricevettero lo Spirito Santo perché, per la loro ignoranza, non credevano in tutto quello che Gesù era e dava, e che Luca riteneva importate dimostrare questo a causa degli altri seguaci di Giovanni era erano presenti ai suoi tempi. È un insegnamento importante anche per noi, quando riflettiamo sulle molte persone nella nostra società, ed anche nella chiesa, che professano di essere discepoli di Gesù, ma che non credono in tutte le caratteristiche di Gesù, per cui non hanno lo Spirito Santo, e hanno bisogno di ulteriore insegnamento come Apollo e questi 12.