Il racconto della Bibbia

Questo articolo non è un elenco di tutti gli eventi della Bibbia - per questo puoi leggere una cronologia - neanche un elenco del contenuto dei libri che la compongono. Cerca invece di raccontare la storia della Bibbia, di trovare dei temi che la uniscono.

La Bibbia in tre righe

  1. Dio ha creato il mondo perfetto, e l'uomo governava il mondo sotto la sua autorità (Gen 1-2)
  2. Ma l'uomo si è ribellato contro Dio (Gen 3), e cerca sempre di farsi dio (Gen 4-Apoc 20)
  3. Il progetto di Dio è di ripristinare l'umanità come era prima in rapporto con lui in una nuova creazione sotto un solo capo Cristo(Apoc 21-22; Efes 1:9-10)

Pittoricamente, possiamo quindi rappresentare il racconto biblico così:

Racconto della Bibbia semplificata

Però, come vedremo, ci sono state molte anticipazioni di questo restauro nell'Antico Testamento (AT), e benché Gesù abbia stabilito il nuovo regno nella sua morte non è ancora completamente rivelato. La nostra immagine quindi è più dettagliatamente così:

Racconto della Bibbia completa

Ma queste cose saranno spiegate ulteriormente qui sotto.

Il racconto della Bibbia

Il giardino di Eden (Genesi 1-2)

Il mondo è creato da Dio, ed è perfetto. Dio crea l'uomo per governare la sua creazione, sotto l'autorità di Dio, e l'uomo gode la presenza di Dio (Gen 1:31,26-27; 2:8).

Il peccato dell'uomo (Genesi 3-11)

Però Adamo e Eva peccano, cercando di diventare come Dio. Nella sua grazia, Dio li scaccia dal giardino affinché non vivano per sempre in uno stato di ribellione. Ma l'uomo non potrò mai tornare a questa comunione perfetta con Dio? Sì, Dio dà la prima promessa della conquista del male, e il resto della Bibbia è la storia di come Dio riporta l'uomo a sé (Gen 3:6,22,15).

Dal capitolo 4 di Genesi al capitolo 11 vediamo la crescita della ribellione dell'uomo contro Dio, con peccato, giudizio e grazia: Caino uccide Abele ma è protetto; la terra corrotta è distrutta dal diluvio ma alcuni sono salvati con Noè; tutti vogliono farsi un nome e raggiungere Dio costruendo la torre di Babele, ma sono dispersi da Dio. La risposta di grazia da parte di Dio è di chiamare Abraamo.

Abraamo e i patriarchi (Genesi 12-50)

Il piano di Dio per ripristinare l'umanità è rivelato: Dio sceglie Abraamo, attraverso cui tutte le nazioni saranno benedette (Gen 12:1-3). Diventa ovvio però che non sarà Abraamo la fonte di benedizione, ma i suoi discendenti (che sono gli Ebrei) (Gen 15:1-6; 17:1,8). Tutto quello che Dio richiede da Abraamo e che creda. E Abraamo crede al Signore, che gli conta questo come giustizia, che così Abraamo diventa un amico di Dio, ristabilendo il rapporto perso a causa del peccato (Gen 15:6; Giac 2:23). In un primo momento sembra impossibile che questa promessa sia mantenuta, data la sterilità di Sara e l'età di lei e di Abraamo (Gen 11:30; 17:17; 18:11). Ma Dio provvede miracolosamente con la nascita di Isacco, che porta le promesse e il piano di Dio (Gen 21:1-7).

Ma neanche Isacco è una benedizione per tutte le nazioni, e neanche suo figlio Giacobbe. Giacobbe ha 12 figli, e sotto lui Israele diventa una nazione di settanta persone, che è una parte della promessa alla discendenza di Abraamo. Dio però ha anche promesso di dare loro il paese del Canaan (la Palestina), ma gli Israeliti devono trasferirsi in Egitto a causa di una carestia (Gen 46:27; 50:24-25). Può Dio ancora adempire le sue promesse e ripristinare l'umanità, se il suo mezzo scelto si trova nel posto sbagliato?

Mosè e la legge (Esodo-Deuteronomio)

Durante il soggiorno in Egitto, gli Ebrei diventano una grande nazione, come promesso - ma sono in schiavitù. Dio chiama quindi Mosè per liberarli dall'Egitto e per portarli nella terra promessa (Esodo 1:7; 3:7-10). Dopo le dieci piaghe e l'attraverso del mar Rosso, gli Israeliti arrivano al monte Sinai, dove Dio, che li ha già costituito come suo popolo, dà loro delle regole per vivere in un rapporto perfetto con lui (Esodo 19:3-6; 20:1-17). L'umanità è quindi adesso rinnovata? Ha finalmente un rapporto perfetto con Dio come nel giardino? No, perché subito Israele pecca facendosi un altro dio (il vitello d'oro (Esodo 32:1)), e per 40 anni gira nel deserto perché non ha la fiducia che Dio manterrà la sua promessa (Num 14:1-10).

Giosuè

Forse con una nuova generazione le cose andranno meglio? 40 anni più tardi tocca a Giosuè guidare gli Israeliti nell'entrata e conquista di Canaan. Finalmente sembra che le promesse di una grande nazione e la terra promessa siano adempiute. La sfida per gli Israeliti è quindi di vivere sotto l'autorità di Dio, come si doveva nel giardino (Gios 23:14-16). Ce la faranno?

Giudici

No. Nel libro dei Giudici abbiamo il racconto di tanti episodi del peccato di Israele, seguito da giudizio, ravvedimento, salvezza da parte di un giudice, e un periodo di pace, prima di cadere ancora una volta nel peccato (Giudici 2:8-23).

Saul (1Samuele)

Israele desidera un re, nonostante il fatto che Dio deve essere il loro re (1Sam 8:6-8). Dio concede loro questo desiderio, e Saul è scelto da Dio e unto da Samuele, un profeta e l'ultimo giudice. Forse attraverso il re, che rappresenta il popolo, le promesse saranno adempiute? Ma non attraverso Saul, che non vuole regnare sotto Dio e non osserva i suoi comandamenti (1Sam13:13-14; 15:10-23).

Davide (1Samuele 16-1Re 2)

Dopo la morte di Saul Davide diventa re - era già l'unto (scelto) di Dio, e aveva già salvato Israele dai suoi nemici (1Sam 16-17). E infatti sotto Davide Israele diventa più potente che mai, conquistando le nazioni intorno, e i confini del suo regno raggiungono i limiti del paese che Dio ha promesso a Abraamo. Forse Davide stabilirà il regno, e sarà un mediatore fra Dio e il suo popolo scelto? No, anche Davide è un peccatore (2Sam 11; 24). Ma lui è il modello di come Dio ristabilirà il suo regno - con un rinnovamento e estensione delle promesse, Dio dice che il figlio di Davide regnerà nel regno di Dio in eternità (2Sam 7:8-16).

Salomone (1Re 1-11)

La persona ovvia per adempire questa promessa è il figlio di Davide che regna dopo di lui, il re Salomone. In lui Israele trova il suo splendore più grande, ed è una benedizione per le nazioni (1Re 10). Salomone costruisce il tempio dove abita Dio (1Re 6:11-13). Ma neanche questo è sufficiente per Salomone, che cade nell'idolatria, e così è giudicato e il regno è strappato da lui. Ma come sempre Dio nella sua grazia non abbandona le sue promesse, ma lascia una piccola parte della nazione ai discendenti di Davide affinché Dio possa stabilire il suo regno eterno attraverso loro (1Re 11:9-13;34-39).

I due regni (1Re 11-2Re 25, la maggior parte del profeti)

Dopo la morte di Salomone, 10 parti della nazione formano il regno di Israele, e le altre due parti il regno di Giuda. I due regni non raggiungono mai la stessa altezza, né politicamente né spiritualmente, il peccato continua, e i profeti avvertono di giudizio e chiedono ravvedimento, ma non sono ascoltati. Quindi prima Israele, poi Giuda, vengono distrutti e portati via in esilio (2Re 17:7-20; 2Cron 36:15-21).

Che cosa è successo alle promesse di Dio? Sono vuote? Ma i profeti hanno parlato anche della grazia di Dio, che Dio avrebbe salvato di nuovo il suo popolo e avrebbe risolto una volta per sempre il problema del peccato (Ezech 37; Ger 31; Isaia 40; 65-66).

Il ritorno dall'esilio (Esdra, Neemia, gli altri profeti)

Non si sente più di Israele, ma dopo 40 anni di esilio a Babilonia Dio fa ritornare Giuda in Canaan (2Cron 36:22-23), dove ricostruiscono il tempio (Esdra 6:14-16) e il popolo si dedica di nuovo a Dio (Neemia 8-9). Finalmente Dio sta per compiere le sue promesse? No, questo ovviamente è una copia imperfetta della perfezione promessa, e la ribellione contro Dio esiste ancora (Mal 1:6-10; 3:1-12; 4:1-6).

Poi, per circa 450 anni Dio non parla mai al suo popolo, fino ad un giorno in cui una voce grida nel deserto per preparare la via del Signore, "Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino" (Matteo 3:1-3).

Gesù (il Nuovo Testamento)

Ecco Gesù l'uomo in cui le promesse di Dio sono adempiute (2Cor 1:20). Il discendente di Abraamo, il Cristo l'unto, il figlio di Davide (Gal 3:16; Matteo 16:16; Rom 1:5). Lui che ha sempre vissuto sotto l'autorità di Dio, che non si è mai ribellato (Ebrei 4:15), lui ha stabilito l'eterno regno di Dio, e ci invita di entrarci - con gente di ogni nazione, come Dio ha promesso ad Abraamo (Apoc 5:9). Dobbiamo solo credere nelle promesse compiute in lui, che ci è contato come giustizia (Rom 4:23-25).

Naturalmente, non vediamo perfettamente questo regno oggi. Viviamo in un periodo di sovrapposizione - il regno è stabilito, ma non è ancora rivelato nella sua totalità. Ma quelli che credono in Gesù aspettano il suo ritorno quando le ultime vestigia del peccato e del male saranno distrutte - la morte, il pianto, Satana, disastri naturali, e così via (1Cor 15:22-26; Apoc 21:4; Rom 8:19-23). E finalmente "Dio abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio" (Apoc 21:3), come nel giardino.