Guida allo studio della Bibbia

3. Il testo originale e la sua preservazione

I libri dell'Antico Testamento furono tutti scritti, con alcune eccezioni non molto importanti che saranno menzionate qui sotto, nella lingua ebraica, che era la lingua natia della nazione ebraica. Siccome i primi libri furono scritti più di 3000 anni, e i più recenti più di 2000 anni fa, è giusto chiederci se possiamo essere sicuri che i libri che abbiamo adesso sono uguali alla raccolta originaria dei libri, e se contengono le stesse parole. Ci vorrebbe un articolo lungo quanto questo per dare una risposta completa a queste domande, ma possiamo dare i fatti principali in poche righe.

Durante il periodo dalla scrittura dei libri fino all'invenzione della stampa, tutte le copie furono fatte a mano, ed è impossibile copiare dei libri in questo modo senza alcuni sbagli. Questi errori capitano soprattutto nell'ortografia delle parole, e nell'inserzione e l'omissione di parole non essenziali al significato di una frase, ma ce ne sono che cambiano il senso, e che a volte introducono contraddizioni tra un libro e un altro, oppure tra due parti del libro stesso. Questo è il caso soprattutto con nomi e numeri, in cui il copista non aveva una sequenza progressiva di idee per guidarlo. Ciò spiega le differenze in alcuni numeri che un lettore attento può osservare fra certi brani nelle Cronache e i brani corrispondenti nei libri di Samuele e dei Re.

Questo processo continuò, fino a quando gli studiosi giudei si resero conto degli errori dei copisti, e alcuni di loro crearono delle regole rigorose per prevenire tali errori nel futuro. Contarono il numero di parole in ogni sezione di ogni libro, e segnalarono la parola alla metà di ogni sezione. Ogni copista doveva, quando ebbe copiato la metà delle parole, contare le parole per far sì di avere il numero giusto. In quel caso, era probabile che non ne aveva omessa o inserita una. Se il numero non era giusto, la parte scritta veniva buttata via e una copia nuova fatta. Queste regole furono adottate nel secondo secolo dopo Cristo, e da allora in poi nessun errore importante fu introdotto nelle Scritture ebraiche. Quando la stampa fu inventata nel 1448, e l'Antico Testamento fu stampato nel 1477, non ci furono più delle copie fatte a mano, né sbagli di trasmissione; perché tutte le copie di un libro stampato sono esattamente uguali.

La questione se uno dei libri originali fosse stato perso, o altri aggiunti, è risolta dal fatto che una traduzione greca dell'Antico Testamento fu fatta, iniziando nel 280 a.C., che esiste ancora, e che contiene gli stessi libri. Non c'è dubbio quindi che l'Antico Testamento che abbiamo adesso è essenzialmente uguale a come era quando i libri furono scritti.

Domande di ripasso

Continua: 4. Sommario del Pentateuco

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