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Lettura del 17/10

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Da LaParola

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1Cronache 9

Abitanti di Gerusalemme dopo il ritorno dalla deportazione
Ne 11:1-9; Sl 122; 137:5-6
1 Tutti gli Israeliti furono registrati nelle genealogie, e si trovano iscritti nel libro dei re d'Israele. Giuda fu deportato a Babilonia, a causa delle sue infedeltà. 2 I primi abitanti che si stabilirono nelle loro proprietà e nelle loro città erano Israeliti, sacerdoti, Leviti e Netinei.
3 A Gerusalemme si stabilirono alcuni dei figli di Giuda, dei figli di Beniamino, e dei figli di Efraim e di Manasse. 4 Dei figli di Perez, figlio di Giuda: Utai, figlio di Ammiud, figlio di Omri, figlio di Imri, figlio di Bani. 5 Dei Siloniti: Asaia il primogenito, e i suoi figli. 6 Dei figli di Zera: Ieuel e i suoi fratelli: seicentonovanta in tutto. 7 Dei figli di Beniamino: Sallu, figlio di Mesullam, figlio di Odaiva, figlio di Assenua; 8 Ibneia, figlio di Ieroam; Ela, figlio di Uzzi, figlio di Micri; Mesullam, figlio di Sefatia, figlio di Reuel, figlio d'Ibnia; 9 e i loro fratelli, secondo le loro generazioni, novecentocinquantasei in tutto. Tutti questi erano capi delle rispettive case patriarcali.

Ne 11:10-14; 1Cr 6:3-15
10 Dei sacerdoti: Iedaia, Ieoiarib, Iachin, 11 Azaria, figlio di Chilchia, figlio di Mesullam, figlio di Sadoc, figlio di Meraiot, figlio di Aitub, preposto alla casa di Dio, 12 Adaia, figlio di Ieroam, figlio di Pasur, figlio di Malchia; Maesai, figlio di Adiel, figlio di Iazera, figlio di Mesullam, figlio di Mesillemit, figlio di Immer; 13 e i loro fratelli, capi delle rispettive case patriarcali: millessettecentosessanta, uomini valorosissimi, occupati a compiere il servizio della casa di Dio.

Ne 11:15-23; 1Cr 25; 26; Sl 134
14 Dei Leviti: Semaia, figlio di Cassub, figlio di Azricam, figlio di Casabia, dei figli di Merari; 15 Bacbaccar, Cheres, Galal, Mattania, figlio di Mica, figlio di Zicri, figlio di Asaf; 16 Obadia, figlio di Semaia, figlio di Galal, figlio di Iedutun; Berechia, figlio di Asa, figlio di Elcana, che abitava nei villaggi dei Netofatiti.
17 Dei portinai: Sallum, Accub, Talmon, Aiman e i loro fratelli; Sallum era il capo; 18 e tale è rimasto fino a oggi, alla porta del re, che è a oriente. Essi sono quelli che furono i portieri dell'accampamento dei figli di Levi. 19 Sallum, figlio di Core, figlio di Ebiasaf, figlio di Corac, e i suoi fratelli, i Corachiti, della casa di suo padre, erano preposti all'opera del servizio, come custodi delle porte del tabernacolo; mentre i loro padri erano stati preposti come custodi dell'entrata all'accampamento del SIGNORE; 20 e Fineas, figlio di Eleazar, era stato anticamente loro capo; e il SIGNORE era con lui. 21 Zaccaria, figlio di Meselemia, era portiere all'ingresso della tenda di convegno. 22 Tutti questi, scelti per essere custodi degli ingressi, erano duecentododici, ed erano iscritti nelle genealogie secondo i loro villaggi. Davide e Samuele il veggente li avevano stabiliti nelle loro funzioni. 23 Essi e i loro figli erano preposti alla custodia degli ingressi della casa del SIGNORE cioè della casa del tabernacolo. 24 C'erano dei portinai ai quattro lati: a oriente, a occidente, a settentrione e a mezzogiorno. 25 I loro fratelli, che abitavano nei loro villaggi, dovevano ogni tanto venire a stare dagli altri, per sette giorni; 26 poiché i quattro capi portinai, Leviti, erano sempre in servizio, e avevano anche la sorveglianza delle camere e dei tesori della casa di Dio, 27 e passavano la notte intorno alla casa di Dio, perché avevano l'incarico di custodirla, e a loro spettava d'aprirla tutte le mattine.
28 Tra di loro alcuni dovevano prendersi cura degli arredi del culto, che essi contavano quando si portavano nel tempio e quando si riportavano fuori. 29 Altri avevano l'incarico di custodire gli utensili, tutti i vasi sacri, il fior di farina, il vino, l'olio, l'incenso e gli aromi. 30 Quelli che preparavano i profumi aromatici erano figli di sacerdoti. 31 Mattitia, uno dei Leviti, primogenito di Sallum il Corachita, aveva il compito di badare alle cose che si dovevano cuocere sulla piastra. 32 E alcuni dei loro fratelli, tra i Cheatiti, erano incaricati di preparare per ogni sabato i pani della presentazione.
33 Questi sono i cantori, capi delle famiglie levitiche, che abitavano nelle camere del tempio ed erano esenti da ogni altro servizio, perché il loro servizio li teneva occupati giorno e notte. 34 Questi sono i capi delle famiglie levitiche, capi secondo le loro generazioni; essi stavano a Gerusalemme.

Genealogia di Saul e di Gionatan
=1Cr 8:29-38
35 A Gabaon abitavano Ieiel, padre di Gabaon, la cui moglie si chiamava Maaca, 36 Abdon, suo figlio primogenito, Sur, Chis, Baal, Ner, Nadab, 37 Ghedor, Aio, Zaccaria e Miclot. 38 Miclot generò Simeam. Anch'essi abitavano di fronte ai loro fratelli a Gerusalemme insieme con i loro fratelli. 39 Ner generò Chis; Chis generò Saul; Saul generò Gionatan, Malchi-Sua, Abinadab ed Esbaal. 40 Il figlio di Gionatan fu Merib-Baal, e Merib-Baal generò Mica. 41 I figli di Mica furono: Piton, Melec, Taarea e Aaz. 42 Aaz generò Iara; Iara generò Alemet, Azmavet e Zimri. Zimri generò Mosa. 43 Mosa generò Binea, che ebbe per figlio Refaia, che ebbe per figlio Eleasa, che ebbe per figlio Asel. 44 Asel ebbe sei figli. Questi sono i loro nomi: Azricam, Bocru, Ismaele, Searia, Obadia e Canan. Questi sono i figli di Asel.

Proverbi 17:19-28

19 Chi ama le liti ama il peccato;
chi alza troppo la sua porta, cerca la rovina.
20 Chi ha il cuore falso non trova bene,
e chi ha la lingua perversa cade nella sciagura.
21 Chi genera uno stolto ne avrà dolore,
e il padre dell'uomo da nulla non avrà gioia.
22 Un cuore allegro è un buon rimedio,
ma uno spirito abbattuto fiacca le ossa.
23 L'empio accetta regali di nascosto
per pervertire le vie della giustizia.
24 La saggezza sta davanti a chi ha intelligenza,
ma gli occhi dello stolto vagano agli estremi confini della terra.
25 Un figlio stolto è una tribolazione per il padre
e un'amarezza per colei che l'ha partorito.
26 Non è bene condannare il giusto,
fosse anche a un'ammenda,
né colpire i prìncipi per la loro onestà.
27 Chi modera le sue parole possiede la scienza,
e chi ha lo spirito calmo è un uomo prudente.
28 Anche lo stolto, quando tace, passa per saggio;
chi tiene chiuse le labbra è un uomo intelligente.

Daniele 10

Visione della gloria di Dio
Ap 1:12-18
1 Il terzo anno di Ciro, re di Persia, fu rivelata una parola a Daniele, chiamato Baltazzar; la parola è vera e predice una grande lotta. Egli fu attento al messaggio e capì il significato della visione.
2 «In quel tempo, io, Daniele, feci cordoglio per tre settimane intere. 3 Non mangiai nessun cibo prelibato; né carne né vino entrarono nella mia bocca e non mi unsi affatto sino alla fine delle tre settimane.
4 Il ventiquattresimo giorno del primo mese, mentre mi trovavo sulla sponda del gran fiume, che è il Tigri, 5 alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo, vestito di lino, che aveva ai fianchi una cintura d'oro di Ufaz. 6 Il suo corpo era come crisolito, la sua faccia splendeva come la folgore, i suoi occhi erano come fuoco fiammeggiante, le sue braccia e i suoi piedi erano come il bronzo splendente e il suono della sua voce era come il rumore d'una moltitudine. 7 Soltanto io, Daniele, vidi la visione; gli uomini che erano con me non la videro, ma un gran terrore piombò su di loro e fuggirono a nascondersi. 8 Io rimasi solo, a contemplare quella grande visione. In me non rimase più forza; il mio viso cambiò colore fino a rimanere sfigurato e le forze mi abbandonarono. 9 Poi udii il suono delle sue parole, ma appena le udii caddi assopito con la faccia a terra. 10 Ed ecco, una mano mi toccò e mi fece stare sulle ginocchia e sulle palme delle mani. 11 Poi mi disse: \"Daniele, uomo molto amato, cerca di capire le parole che ti rivolgo, e àlzati nel luogo dove stai; perché ora io sono mandato a te\". Quando egli mi disse questo, io mi alzai in piedi, tutto tremante.
12 Egli mi disse: \"Non temere, Daniele, poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di capire e d'umiliarti davanti al tuo Dio, le tue parole sono state udite e io sono venuto a motivo delle tue parole. 13 Ma il capo del regno di Persia m'ha resistito ventun giorni; però Michele, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso e io sono rimasto là presso i re di Persia. 14 Ora sono venuto a farti conoscere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché è ancora una visione che concerne l'avvenire\".
15 Mentre egli mi rivolgeva queste parole, io abbassai gli occhi a terra e rimasi in silenzio. 16 Ed ecco uno che aveva l'aspetto di un figlio d'uomo; egli mi toccò le labbra. Allora aprii la bocca, parlai, e dissi a colui che mi stava davanti: \"Mio signore, questa visione mi ha riempito d'angoscia, le forze mi hanno abbandonato e non mi è più rimasto alcun vigore. 17 Io, tuo servo, non potrei parlare con te, o mio signore, perché ormai non ho più forza e mi manca persino il respiro\". 18 Allora colui che aveva l'aspetto d'uomo mi toccò di nuovo e mi fortificò. 19 Egli disse: \"Non temere, o uomo molto amato! La pace sia con te. Coraggio! Sii forte!\" Alle sue parole ripresi forza e dissi: \"Parla, o mio signore, perché tu mi hai fortificato\".
20 Egli disse: \"Sai perché sono venuto da te? Ora torno a lottare con il re di Persia; e quando uscirò a combattere, verrà il principe di Grecia. 21 Ma io ti voglio far conoscere ciò che è scritto nel libro della verità; e non c'è nessuno che mi sostenga contro quelli, tranne Michele vostro capo\"».

Giovanni 8:12-29

Gesù, la luce del mondo
Gv 1:4-5, 9-12; 5:36-37; 12:46-50
12 Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
13 Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera». 14 Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. 15 Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 16 Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato. 17 D'altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. 18 Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me». 19 Essi perciò gli dissero: «Dov'è tuo Padre?» Gesù rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
20 Queste parole disse Gesù nella sala del tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo arrestò, perché l'ora sua non era ancora venuta.
21 Egli dunque disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire». 22 Perciò i Giudei dicevano: «S'ucciderà forse, poiché dice: \"Dove vado io, voi non potete venire\"?» 23 Egli diceva loro: «Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. 24 Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati». 25 Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l'appunto quel che vi dico. 26 Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udite da lui, le dico al mondo». 27 Essi non capirono che egli parlava loro del Padre. 28 Gesù dunque disse loro: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. 29 E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono».

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