Gesù ci dà un esempio

Luca 8:1-3

Scritto da vins.

12/4/2007

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Nel primo versetto di questo piccolo paragrafo il Signore mi ha fatto notare due cose. Una è: Gesù non si stancava mai di predicare e annunciare il vangelo. Faceva chilometri a piedi o in barca. Parlava a lebbrosi ( Mat. 11:5; Luc. 17:12-19), mendicanti ( Giov. 9:6-8), prostitute ( Luc. 7: 36-50). Niente lo fermava e nessuna condizione umana gli impediva di svolgere il compito che Dio gli aveva affidato, quello di proclamare la salvezza. Il nemico lo tentò più di una volta per cercare di farlo allontanare (Mat. 4: 1-11; Mat. 16: 23 e Mar. 8: 33; Mat. 22: 18; 16:1; Luc. 10:25) usandosi anche di altre persone ma lui ebbe sempre una Parola da parte di Dio per allontanare ogni ostacolo. Quante volte invece noi, davanti a un imprevisto, a u problema, ci arrendiamo, molliamo tutto e perdiamo una buona occasione per fare del bene?! Questo è sbagliato: 1° perché ci allontaniamo dalle cose di Dio; 2° perché non facendo del bene, potendolo in realtà fare, pecchiamo(Gia. 4: 17). Dio mandò Gesù per salvarci, allo stesso modo si usa di noi per portare altri alla salvezza ( Mat. 28: 19; Mar. 16: 15-16). Non dobbiamo tirarci indietro da questo compito, non dobbiamo prendere di Dio solo quello che ci interessa( Salvezza, miracoli, guarigioni, etc. etc.) ma dobbiamo accettarlo completamente, in tutti i Suoi aspetti. Servire il Signore non è sempre solo gioie, ci sono anche dolori, sofferenze ma la volontà di Dio o la facciamo tutta… A volte pensiamo che il Signore si possa usare di noi solo in alcune circostanze e in altre no! Ma chi l’ha detto? Gesù non attirava gente per la Sua bellezza o bravura (Isa. 53: 2) ma per il Suo parlare che veniva da Dio. quindi se Dio ci chiama a fare qualcosa non possiamo dire di non essere capaci se Lui ci ha chiamati vuol dire che ha un piano per noi e chi li conosce(Isa. 55:8)? Mosè stesso diceva di non essere capace a parlare, Geremia diceva di essere solo un bambino ma sappiamo che grandi uomini sono stati. Lui sa cos’ha in mente per noi ed è sempre qualcosa di buono( Ger. 29:11; Rom 8: 28). Chi siamo noi per dire cos’è meglio e cos’è peggio, andando contro la volontà di Dio? Saul non ascoltò Samuele perché pensava che era meglio che lo offrisse lui il sacrificio invece di aspettare rischiando che tutto il popolo lo abbandonasse perdendo così la battaglia. Purtroppo però, facendo così, perse il regno e anche la vita, terrena ed eterna! Quindi facciamo attenzione a non andare contro il Suo volere o potremmo avere di che pentirci. Paolo nella lettera agli Efesini dice di fare attenzione a come ci comportiamo cercando di capire e di fare, sempre, la volontà di Dio. in questo modo, così facendo, arriviamo ad essere anche un esempio per gli altri.
E questo è il secondo punto: dobbiamo essere noi i primi a fare le cose perché dobbiamo essere un esempio e una testimonianza di Dio. come poteva dire Gesù “ Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo ad ogni creatura”( Mar. 16:15) se per primo non l’avesse fatto?! Vi immaginate i discepoli? “come, tu hai mangiato e dormito per tre anni e ora dobbiamo andare noi per il mondo?”, l’avrebbero preso per pazzo sicuramente e non si sarebbe mosso nessuno! Quindi è importante essere un esempio per gli altri in questo modo saremmo molto più credibili se le nostre parole saranno accompagnate dai fatti. Dobbiamo essere facitori e non solo uditori dice l’apostolo Giacomo (Gia. 1:22-Vers. Riv.). Infatti la fede senza opere non ha valore (Gia. 2:20). Non puoi avere fede e startene a letto a dormire ma la fede deve essere accompagnata dalle opere, sono due cose che vanno avanti pari passo (Gia. 2: 14-26). Dobbiamo testimoniare coi fatti e con le opere come il Signore ha cambiato la nostra vita. Non basta parlare agli altri di Dio ma dobbiamo fare soprattutto fare quello che Dio ci dice di fare, la Sua volontà deve venire prima di ogni cosa (Mat. 7:21). La conseguenza di quello che noi facciamo è la possibilità di salvezza per altre anime. Molti seguivano Gesù, anche donne. Guarite in maniera miracolosa, liberate da demoni, non potevano far altro che seguire Colui che le aveva salvate e guarite e molte di loro Gli restarono vicino fin sotto la croce. Dobbiamo essere riconoscenti a Dio per quello che ha fatto, abbiamo un debito con Lui che non potremo mai estinguere perché Lui ha dato la Sua vita per noi. Ci ha salvati, ci ha guariti, ci ha cambiati e chi più ne ha più ne metta. Dobbiamo “per forza seguirlo”. Lui ci ha riscattati, ha pagato col Suo prezioso sangue, per tutti, e noi siamo Suoi, Gli apparteniamo. Isaia 43 parla proprio di questo e i privilegi che avremo saranno che i fiumi non ci sommergeranno e il fuoco non ci consumerà, ci darà la salvezza e la vita eterna, moltiplicherà la nostra discendenza e molto altro ancora. Non essendo Suoi schiavi, sottomessi con le catene ma servitori retribuiti con la Sua grazia, il Suo amore, la Sua protezione, la Sua guida. Lui è il nostro Signore e Lui solo dobbiamo rendere onore e gloria. Tutto questo non è solo spiritualmente che possiamo farlo ma anche materialmente. Come possiamo rendergli onore? per esempio come facevano quelle donne che lo seguivano e lo curavano, Gli procuravano da mangiare, da dormire con i loro beni provvedevano anche al Suo sostentamento. In questo modo aiutavano l’opera di Dio ad andare avanti. Tanto più noi, oggi, dobbiamo seguire Gesù con tutti i nostri beni e non dire “ Va bene seguire il Signore ma il denaro è denaro!” oppure il proprio tempo libero o quant’altro noi teniamo in grande considerazione. Quello che abbiamo dobbiamo usarlo per portare frutto nell’opera di Dio. quello che faremo qui a un fratello o a una sorella e come lo facessimo a Dio personalmente(Mat. 25:40). Facciamo fruttare i nostri talenti e non teniamoli nascosti per paura che ce li portino via(Mat. 25:14-30). Serviamo il Signore coi nostri beni materiali e il signore ci riempirà di benedizioni da non sapere dove metterle(Mal. 3:10).