Perplessità di Erode

Luca 9:7-9

Scritto da vins.

12/4/2007

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Erode sente parlare di questo Gesù che fa miracoli e comincia ad essere perplesso, a farsi domande. Vede qualcosa ma non capisce che cos’è. Questo mi fa pensare a quante volte vediamo Dio operare e rimaniamo perplessi; ma sarà stato veramente Lui? È stato un caso o una coincidenza? Vediamo e non crediamo. Gesù stesso proclama beati quelli che non hanno visto e hanno creduto(Gio. 20:29) e condanna quelli che hanno visto e non si sono pentiti(Mat.21:32). Impariamo a dare il giusto peso all’opera del Signore nella nostra vita e non permettiamo al dubbio di insinuarsi. Infatti Erode era meravigliato di quello che Gesù faceva e desiderava conoscerlo, vederlo all’opera. Ma il suo desiderio non era alimentato da qualcosa di giusto ma solo dal desiderio di vedergli fare qualche prodigio. Non si era reso davvero conto di chi aveva davanti. E noi ci rendiamo conto di chi abbiamo davanti quando diciamo di conoscere Cristo? O al primo dubbio, alla prima difficoltà il nostro desiderio svanisce nell’aria perché non Lo abbiamo visto fare qualche miracolo che Gli abbiamo chiesto? Ci aspettiamo grandi cose da Dio, sempre, ma noi che facciamo? Godiamo dei Suoi benefici senza far niente per Lui. Così voleva fare Erode, voleva vedere per farne godere gli occhi e poi, magari, prendere in considerazione la Verità che Lui insegnava. Il suo obbiettivo primario era quello di vedergli fare i segni di cui tanto si parlava (Luc. 23:6-12) ma quando non vide niente, perché Gesù non è un pagliaccio ne un esibizionista, allora lo prese in giro, lo insultò e lo consegnò di nuovo a Pilato per farlo uccidere. Facciamo sempre attenzione a cos’è che alimenta il desiderio di conoscere sempre di più Dio: la voglia di vedere qualcosa di nuovo come fosse una cosa qualunque o il vero desiderio, profondo, di conoscere Cristo, come Salvatore, Signore, Amico, nella nostra vita? Se è dalla prima, rimarremo delusi se invece è dalla seconda allora non saremo mai delusi!
Purtroppo per Erode il sentimento con cui si accostò a Gesù era sbagliato e non ne ebbe alcun beneficio, rimase deluso e si fece trascinare da ciò che dicevano i farisei e gli scribi in sua presenza(Luc. 23:10).
Dobbiamo essere forti nella scelta di seguire il Signore, col giusto desiderio e allora niente e nessuno ci potrà influenzare. Se noi abbiamo la certezza che è Gesù che salva e guarisce non dobbiamo permettere a niente e nessuno di farci cambiare idea. Addirittura per alcuni era più facile credere che Gesù era qualche profeta del passato piuttosto che ammettere che Lui era il Messia, il Salvatore. Si credevano che il salvatore dovesse esserlo della patria(Luc. 24:21) e non il Salvatore dell’anima per questo non ci credevano! E purtroppo a volte facciamo lo stesso anche noi. Ci viene più facile dare i meriti al caso o alle nostre capacità piuttosto che ammettere che è Dio che ci ha aiutato ma come dice Gesù stesso a Pilato noi non avremmo nessuna autorità e nessuna capacità se non ci fosse data dall’alto(Gio. 19:11). La nostra preghiera deve essere che il signore ci aiuti a riconoscere l’opera Sua nella nostra vita e che ci perdoni per quante volte noi non lo facciamo e ci azzardiamo a prenderci meriti che non ci appartengono, offendendolo. Erode in quel momento aveva capito che c’era qualcosa di particolare, voleva vedere qualcosa ma non fu perseverante e mollo subito quando vide che Gesù non rispondeva a nessuna delle sue domande(Luc. 23:9-11). Così mandò all’aria l’unica speranza di salvezza della propria anima. Il Signore non risponde sempre subito, a volte ci fa aspettare per vedere quanto veramente desideriamo quello che gli abbiamo chiesto, ci mette alla prova per vedere la nostra fede; non facciamoci prendere dai dubbi continuiamo a perseverare e a credere fino alla fine e saremo salvati(Mat. 24:13). Nell’essere perseveranti saremo anche sempre attenti e sentiremo quando Dio ci parla. Se invece ci facciamo prendere dalle altre cose, da altri pensieri, dalle difficoltà, dai dubbi, non avremo l’orecchio attento alla voce di Dio e non sentiremo e capiremo la Sua risposta.
Erode, preso da altre cose che non erano la salvezza della sua anima, perse l’occasione, non facciamo lo stesso errore anche noi. Guardiamo a Dio per quello che Lui è, non per quello che fa, in questo modo goderemo appieno della Sua conoscenza e anche dei Suoi miracoli, certo, ma dobbiamo prima pensare alla salvezza dell’anima, questo è il primo grande miracolo che dobbiamo chiedere a Dio.