ABRAMO IN EGITTO

Genesi 12:10

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Scritto da giudrago.

26/10/2007

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Abramo e Sara, moglie o sorella? Nel seguire i fatti di questo capitolo, spesso proviamo un senso di sfiducia. Pur volendo accogliere i fatti, a fatica, essi soddisfano la logica del nostro modo di pensare; ad incominciare dall’atteggiamento che Abramo ebbe nell’architettare un piano per nascondere la vera identità di Sara, che era sua moglie, dicendo, che era sua sorella.
Un piano che risulta essere, almeno per quello che si legge, poco ortodosso e per nulla affidabile, nei confronti di Abramo, specie, per il rapporto che egli aveva con Dio; certo, siamo ai principi di queste relazioni, nei quali, vediamo le prime disposizioni di Dio.
Ma qui siamo di fronte ad un comportamento che sa, poco di fede, perché, nei versi prima, si legge che Dio apparve ad Abramo, dicendogli: “Alla tua discendenza darò questo paese”, cioè, Canaan; e lì, presso la Quercia di More, Abramo, per riconoscenza di quella promessa, eresse un altare al Signore, poi levò la tenda ed andò a Negheb.
Se quello che Abramo ha fatto erigendo un altare, come segno d’ubbidienza, risulta concorde alla fede che egli aveva in Dio, sembra non corrispondere nel caso del suo comportamento, quando entra in Egitto.
In realtà, dobbiamo affermare che Dio ha voluto che accadesse in quel modo, come condizione e preludio di ciò che sarebbe accaduto nel futuro.
Così, si svolgono gli eventi. In questo paese di Negheb , Abramo, dimorò per un certo periodo, fino a, quando la carestia sopragiunse. Ecco, il primo indizio; la carestia.
Ma se, prima, come è detto sopra, Dio parlò ad Abramo, e per quella esperienza divina, Abramo fu talmente coinvolto che eresse un altare al Signore, come si spiega, che il Signore, fece venire la carestia? Perché Dio stava preparando un piano.
Secondo indizio: la discesa
Il piano divino, ci fu, e fu quello di far scendere Abramo e sua moglie in Egitto. Ma quale era lo scopo?
Lo scopo, era proprio quello che Dio, voleva far nascere una relazione di amicizia con il faraone ed il futuro popolo di Israele, per mezzo di un apparente matrimonio con lo stesso faraone.
Quarto inizio: Abramo ne esce ricco.
Come possiamo osservare, il quadro degli avvenimenti di Abramo, sorprendentemente, somigliano a quelli di Giuseppe, ed il popolo di Israele che fu accolto con grande amore dal faraone e poi per mezzo di Mosè fu liberato, portando con se grandi ricchezze.
Quindi, l’avvenimento di Abramo, altro non è, che il preludio degli avvenimenti di Giuseppe.
La carestia è uguale a quella che avvenne ai tempi di Giacobbe, la discesa di Abramo è uguale a quella di Israele, il matrimonio del faraone con Sarai altro non è che il significato dell’accoglienza del faraone del popolo di Dio.
Il matrimonio, rappresentò l’amore del faraone verso Sarai e quindi, verso la discendenza del popolo di Dio, ( si ricordi che il faraone sposò Sarai, ma non la conobbe).
Quindi, tutto, secondo i piani di Dio, per allacciare un’amicizia ed un legame tra l’Egitto ed Israele, affinché il popolo di Israele, sarebbe stato accolto con amore.
Quarto indizio: Abramo ne esce ricco
Così pure, il popolo di Dio uscirà ricco dall’Egitto, capeggiato da Mosè.
Allora, possiamo dire, che questo capitolo è importante, perché sebbene non si riesce, a prima lettura, a capire l’atteggiamento di Abramo nei confronti di Sara, dentro, è racchiusa la mano di Dio, infatti, come Dio fu presente, quando spaventò il faraone convincendolo di lasciare Sarai, così fu presente, quando Abramo disse a Sarai, di non dire di essere sua moglie. Tra il matrimonio e la coabitazione sarebbero passati parecchi giorni, secondo l’usanza. Ecco che Dio intervenne nel sogno del faraone, prima della coabitazione.
Quindi Sara non fu conosciuta dal faraone; perché anche non è scritto che la conobbe, ma che la sposò.
Un tale esempio, negli anni remoti, si ebbe con Giuseppe e Maria.
giudrago