Profilo Biblico: FILIPPO il discepolo

Giovanni 1:43-45

Scritto da mario.castaldo.

12/12/2007

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Filippo


Filippo, nato a Betsaida come Giacomo e Giovanni, nel Vangelo è citato poche volte, ma sempre in situazioni di una certa rilevanza. La prima quando presenta a Gesù l'amico Bartolomeo-Natanaele, che si unirà al cammino del Maestro. Anche in un'altra occasione conduce dei Greci a Cristo ma nonostante questo suo sentimento di servizio verso il Maestro non riesce, almeno finché Gesù svolge il suo ministerio terreno, ad entrare appieno nella realtà spirituale.
Più di Una volta Gesù lo mette alla prova sulla potenza dell’Evangelo ma Filippo dimostra un atteggiamento materialistico e “carnale”. Lo ritroviamo però alla fine approvato da Cristo, mandato come apostolo tra le genti e suggellato dallo Spirito Santo al giorno di pentecoste.


1. CHIAMATO (Giovani 1:43-45)
Filippo riceve una chiamata diretta dal Signore, e la sua risposta fu istantanea.
Non sappiamo perché Gesù sceglie Filippo ne tanto meno i motivi che spingono questo uomo a seguire il Cristo ma sicuramente egli crede che è stato chiamato dal Messia.

2. PROVATO (Giovanni 6:5-10
Gesù Cristo mette alla prova Filippo domandandogli come avrebbe sfamato tanta gente. Ma la risposta di questo uomo fu del tutto differente da quello che potremmo noi pensare alla luce della Parola di Dio. Era cosi preso dal servizio da dimenticare le stesse parole di Gesù pronunziate sul monte. (confronta Matteo 6:26; Matteo 14:16-17)

3. INTEGRATO (Giovanni 12:20-22)
Nonostante tutto Filippo è riconosciuto dalla gente come seguace di Cristo
Cristo non ha bisogno di gente perfetta ma di discepoli ubbidienti, disposti ad imparare, ed a riconoscere la necessità di appartenere a Lui.
I discepoli non sono delle pedine ma degli operai con le loro mancanze, i loro difetti, le loro limitazioni e sono proprio queste cose che uniscono l’uomo a Dio facendo sentire il bisogno di essere guidati dalla Sua mano.
Di questo il mondo non ha coscienza ; quello che rende l’uomo un discepolo di Cristo non è la propria vita impeccabile ma l’impronta dello Spirito Santo nei tanti aspetti della vita.

4. RI.. CHIAMATO (Giovanni 14:8-9)
Ancora una volta il Maestro richiama Filippo per la sua mancanza di Conoscenza per le cose di Dio, ma qual è lo scopo di Gesù?
Sicuramente quello di fargli rivivere la chiamata iniziale. Per il credente non dovrebbe passere giorno senza aver “attraversato il Golgota”. Questo dimostra la dipendenza che ogni discepolo ha verso il Suo Maestro.

5. APPROVATO (Atti 1:13)
Riceve il mandato di andare per tutto il mondo a predicare l’evangelo e non solo, viene battezzato con lo Spirito Santo.


Una particolare attenzione va posta sul fatto che Gesù più di una volta si rivolge direttamente a lui chiamandolo per nome. Filippo e Gesù si identificano realmente come il discepolo ed il Maestro. Colui che ha bisogno di apprendere e Colui che puoi insegnare tutto, e questo non solo all’inizio ma per tutta la vita.
Filippo non teme di esprimere quello che ha nel cuore, e non teme il giudizio di quelli che gli stanno intorno, perché se pur importante dare una buona testimonianza a quelli “di fuori” questo però non deve condizionare il credente a mostrare una falsa perfezione, perché quello che conta veramente è il giudizio del Maestro.
Mario Castaldo