profilo Biblico: MATTEO

Luca 5:27-32

Scritto da mario.castaldo.

12/12/2007

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MATTEO

Uno degli ultimi chiamati dal Signore Gesù, il suo nome originario era LEVI che significa “unito, legato” ma fu cambiato con MATTEO (dono di Dio), probabilmente dopo la sua conversione. (Luca 5:27-32; Marco 2:13-17)
Chiamato dal Cristo passa immediatamente alla Sua sequela lasciando ogni legame umano.
La sua posizione all’interno della cerchia dei discepoli non è ben vista a causa del suo passato obbrobrioso ma Matteo è un valido esempio per il quale Gesù disse: “non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Matteo 9:12)
Il suo progresso non solo spirituale, incoraggia ogni uomo perché l’intervento straordinario della grazia di Dio in lui lo conduce ad essere da misero “pubblicano” ad uno dei quattro Evangelisti.

1. PUBBLICANO
Per antonomasia tale termine designava i disonesti, avari, venduti, peccatori, imbroglioni, ladri, traditori, indegni di appartenere al popolo D’Israele.
Infatti i pubblicani facevano accordo con i Romani per riscuotere le tasse dagli Ebrei, ed una VOLTA pagato l’ammenda ai Romani tutto quello che si riusciva a raccogliere in più rimaneva all’esattore. (Matteo 9:9A).

2. DISCEPOLO
Cristo lo vide seduto a curare i suoi affari e lo chiama.
“SEGUIMI” fu l’invito rivoltigli (Matteo 9:9b).
Immediatamente Matteo lascia ogni cosa (i suoi affari, i suoi guadagni, la sua posizione se pur odiata ma comunque di riguardo)
Segue il Signore, senza temere le conseguenze da parte dei Romani e da parte degli Ebrei.

3. APOSTOLO
Dopo che Cristo lo chiama, subito organizza un banchetto a casa sua invitando, peccatori e pubblicani; ma tale pranzo diventa “una evangelizzazione”. (Matteo 9:10)
In questa occasione molti ascoltarono per la prima volta l’annuncio dell’Evangelo.
Successivamente lo ritroviamo insieme agli altri discepoli mentre Gesù da il grande mandato (Matteo 28:16-20),
Poi sull’alto solaio dove riceve l’unzione dello Spirito Santo. (Atti 1:13)

4. SCRITTORE
Sarebbe azzardato affermare che Gesù abbia scelto Matteo per le sue doti di contabile, e scrittore ma senza dubbio l’opera dello Spirito Santo in lui valorizza le sue conoscenze e capacità per trarne gloria al nome di Gesù.
Ispirato dallo Spirito Santo scrive il suo Evangelo indirizzato in modo particolare agli Ebrei
Presenza il Cristo come Re dei re.
Collega perfettamente l’Antico al Nuovo testamento creando una corrispondenza biunivoca tra profezie ed adempimenti in Cristo Gesù Unto di Dio.

La sua “carriera brillante” è un vero incoraggiamento per ognuno di noi. Perché Dio ha scelto “le cose che non sono…” per trarne Gloria al suo NOME. (1 Corinzi 1:27-28)
Viene spontaneo domandarsi come mai il primo scrittore dei 4 evangeli non abbia speso più di qualche parola per descrivere se stesso? e perché le poche cose espresse a proprio riguardo non sono del tutto positive? (Matteo 10:3; Marco 3:18; Luca 6:15) (si noti che solo egli stesso si descrive con “pubblicano” cioè peccatore).
Accettato da tutti gli altri discepoli, ed apprezzato dai cristiani di ogni età, Matteo continua ancora a ricordare da quale fango Cristo l’ho ha tratto fuori. Nonostante sia stato scelto come Discepolo, Apostolo e poi Scrittore del santo Evangelo continua a sentirsi indegno di tale grazia.
Tutto questo è UMILTA’.

Mario Castaldo