L'ANSIA

Matteo 6:25-34

Scritto da carla&francesco.

7/3/2009

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L'ANSIA
Matteo 6:25-34

1. gli effetti
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.1Pietro5:6,7
Una cosa che tutti noi desideriamo è quella di non avere pensieri che possano turbare la nostra vita.
La Bibbia ci dice che ciò è possibile. Lo spirito santo incoraggia i credenti non solo a portare tutti i pesi ad Gesù, pure di lasciarli a lui.
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; Matteo 11:28,29

per dargli sollievo nei giorni dell'avversità, finché la fossa sia scavata per l'empio.Salmi 94:13

Gesù ci offre gratuitamente aiuto. Poiché Gesù è morto per noi, per dare vita, è la vita è una speranza, preoccuparsi per la vita con gli affanni, è come dire di non credere.
Quand'ero turbato da grandi preoccupazioni, il tuo conforto ha alleviato l'anima mia. Salmi 94:19
Perché? Perché rischiamo di non cogliere il momento del ritorno di Gesù.
Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano su tutta la terra. Luca 21:34,35
Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. Luca 8:14 cfr.: Ec.2:22
Diverse volte Dio ci dice di non preoccuparci, di fidarci di lui; disubbidire a quello che la parola ci esorta a fare è fallire. Ora noi sappiamo che sbagliare, non colpire il bersaglio è nella sua etimologia, hermatologia, peccato.
La preoccupazione o l'ansia, può usare effetti brutti non solo nello spirito ma anche nel corpo. Ulcere, gastriti, possono causare seri danni, apatie, insofferenze possono rendere la vita una montagna impossibile da scalare. Tutto questo dimostra una mancanza di fede. Questo è peccare.

La preoccupazione non ti permette di vivere la vita in Cristo con la fedeltà che Cristo vorrebbe. Cosa puoi fare?
Poiché la preoccupazione è peccato che cosa dice la Bibbia a questo proposito?
Cos'è l'ansia?
In Matteo 6:25 e termine ansia è tradotto dalla parola greca merimnate che deriva da (merizô) mšroj; questo verbo significa:
1) dividere
1a) separare in parti, tagliare in pezzi
1a1) dividere in gruppi, cioè essere diviso in fazioni
1b) distribuire
1b1) una cosa fra persone
1b2) dare, impartire
In altri termini questa parola descrive gli effetti dell'ansia e ciò che produce in noi.
L'ansia stessa, riguarda le preoccupazioni per il futuro, o per qualcosa su cui non abbiamo controllo o potere, in questo modo non è possibile dominarla questo qualcosa. Questo stato di fatto crea l'insicurezza. Ecco perché la preoccupazione nel suo crescere comincia a lacerarci nell'animo prima e nel corpo dopo.
Ci si preoccupa di non riuscire a dominare o controllare il proprio futuro pecca di presunzione per la semplice ragione che non sa che cosa sarà il futuro. Perché ?
Perché è solamente di Dio conosce il futuro, può prevederlo.
L'uomo può solo immaginare di sperare che le cose vadano in un certo modo. Ma quando questa speranza e vanificata dall'incognita di ciò che è sconosciuto, noi non sappiamo nulla del futuro, veniamo ad essere come attanagliati al punto che il pensiero di non sapere come sarà comincia a separare a tagliare i prezzi a dividere a lacerare." La speranza insoddisfatta fa languire il cuore," Proverbi 13:12

Parlando della depressione, si dice: "Rappresenta una delle modalità affettive con cui l'uomo si relaziona col mondo e permette all'uomo di superare le frustrazioni, le delusioni e le perdite. Ogni cambiamento, in quanto tale, è perdita di qualche cosa di noto e avventura dell' ignoto e quindi comporta sentimenti di depressione per la perdita e di ansia per l'ignoto. Vivere significa affrontare continuamente cambiamenti e quindi è sempre presente il rischio di passare dalla depressione fisiologica alla depressione patologica. "

Noi di qui parliamo in modo indifferente di ansia e depressione. Da un punto di vista scientifico o un medico bisognerebbe per correttezza dividerle, perché non sono la stessa cosa, anche se hanno sintomi simili.(tuttavia anche qui ci sono pareri discordanti)
Uno degli elementi che contraddistingue l’ ansia dalla depressione è il fatto che mentre la prima si impadronisce di noi all’improvviso, senza troppo preavviso, in pochi istanti e cresce con altrettanta facilità, la depressione si insidia in noi più lentamente, manifestandosi attraverso sintomi non sempre troppo ben identificabili ed una volta dentro di noi ci divora, ci distrugge, rendendo ogni attimo della nostra vita grigio e triste.
Esiste comunque una grande correlazione tra ansia e depressione.
La depressione è molto diversa dai comuni cambiamenti d’umore derivanti da alcune infelici circostanze della propria vita, non tanto per una maggiore intensità, quanto per la sua persistenza e per la capacità di insinuare in noi una scarsa capacità di reagire.
Vediamo quali sono le prime sensazioni sgradevoli che proviamo quando siamo in depressione:
• Eccessivo pessimismo
• Continui e duraturi cambiamenti d’umore, anche improvvisi
• Tristezza prolungata e dolorosa L’urlo di Munch
• Apatia e disinteresse in qualsiasi attività, cosa o persona
• Persistente pesantezza e stanchezza
• Cambiamento nell’appetito (che può aumentare o diminuire)
• Perdita di entusiasmo, energia e positiva
• Calo del desiderio sessuale
• Insonnia o comunque sonni inquieti e caratterizzati da continui risvegli.
Associate a queste sensazioni spesso ritroviamo quegli stessi sintomi elencati durante l’approfondimento generale relativo all’ansia; in alcuni casi i sintomi della depressione prevalgono su quelli tipici dell’ansia, altre volte accade il contrario (rapporto ansia e depressione). Ricordiamo i principali:
• Apprensione
• Tensione
• Sensazione di pericolo verso ogni cosa, luogo, persona e nei confronti di ogni malessere
• Difficoltà di concentrazione
• Problemi di memoria
• Inquietudine ed irritabilità
• Sfiducia in se stessi
• Auto-svalutazione, disprezzo per se stessi
• Inquietudine ed irritabilità
• Stato di preoccupazione continua, esasperata. Ecc.
I pareri sono differenti e a volte contrastanti in merito: c’è chi afferma che i sintomi sono espressioni differenti di un’unica patologia, altri sostengono che la depressione interviene necessariamente durante uno stadio avanzato dello stato ansioso (es. nei casi di ansia nell’ansia, attacchi di panico, etc), altri ancora insistono sulla distinzione netta e non correlante delle due malattie.
A noi non interessa questo tipo di dibattito perché vogliamo affrontare le cose da un punto di vista cristiana; seguendo l'etica cristiana.

Se comprendi questo, se affermi il significato di ansia allora puoi domandarti che fare.
Gesù vuole offrire al mondo la risposta di Dio: Non siate dunque in ansia Matteo 6:31
E poiché non si ferma soltanto all'enunciato, spiega pure come superarla "Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno."Mt.6:34
Poiché la preoccupazione, o l'ansia, è una falsa concezione che si ha, generalmente, del modo di affrontare la vita, Gesù afferma che è sbagliato per mettere ai possibili problemi di domani di affaticare la vita di oggi.
Ci sono due giorni messi a confronto. Il giorno "oggi" ed il giorno "domani". Con questo il signore vuole dire che il giorno oggi ha già il suo o affanno, aggiungerne altro non è di nessuna utilità oltre che a manifestare poca saggezza.
Il domani appartiene a Dio, è nelle sue mani. Se noi cerchiamo a motivo di gran oltre insicurezza che manifesta una mancanza di fede, di imposte stracci di lei il domani con ciò che questo implica, noi non facciamo altro che rubare o se volete impadronirci di ciò che appartiene a Dio.
Non a caso dice la parola: "sono i pagani che ricercano tutte queste cose;"
Dio ci dona il nostro oggi e ci vieta di concentrarsi sul nostro domani perché è una preoccupazione che deve cadere su di lui.
Domanda: con questo si vuole affermare che non dobbiamo fare nulla, proprio nulla per il domani? Si vuole dire che dobbiamo completamente disinteressarcene? Stiamo affermando che non è buono, o che non serve fare programmi? La risposta è NO
Quello che Dio ci dice e quello di non farci vincere dall'ansia per il domani infatti Giacomo scrive non di non fare questo quello oggi o domani, ma di rimetterlo nel signore " Dovreste dire invece: «Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro»." Giacomo 4:15
Fare progetti non è sbagliato. È sbagliato farli senza Dio. Questo modo di agire è solo arroganza "Invece voi vi vantate con la vostra arroganza." Giacomo 4:16
arroganza = alazoneiais da alazoneia)
1) discorso vuoto, millantatore
2) un'assicurazione insolente e vuota, che si fida del proprio potere e delle sue risorse e vergognosamente disprezza e viola le leggi divine e il diritto umano
3) una presunzione empia e vuota che si fida nella stabilità delle cose terrene, vanta, orgoglio

La vita appartiene a Cristo.
Come cristiani noi siamo nati di nuovo la vita che ora vivo, la vivo nella fede del figlio di Dio. Ogni mio respiro è nelle sue mani. Scrive il salmista: "L'Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L'Eterno è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura?” Sl.27:1 naturalmente questa fiducia e in opposizione al timore e alla paura. Il timore in questo caso non è legato ad un sentimento di riverenza e rispetto verso Dio, ma piuttosto ad un sentimento d’ansia e sgomento che si trova davanti ad un pericolo. Dinanzi a tutto ciò che ci stringe le viscere da nostra unica o vasi di riposo e pace rimane Dio.
S'è questa consapevolezza e nella nostra vita allora mi sottometterò di buon grado alle possibili varianti che il Signore farà ai miei progetti. Quando metto il mio domani nelle mani di Dio non ho più nulla di cui temere.
Trova la tua gioia nel SIGNORE, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel SIGNORE; confida in lui, ed egli agirà. Salmi 37:4,5
Getta sul SIGNORE il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli. Salmi 55:22
Affida al SIGNORE le tue opere, e i tuoi progetti avranno successo. Proverbi 16:3
Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. Filippesi 4:6
gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. 1Pietro 5:7
2. L'alternativa all'ansia
Poiché il domani non ci appartiene è chiaro che tutte le nostre attenzioni devono concentrarsi sull'oggi.
Gesù non ci chiama a non vivere le nostre emozioni per quanto riguarda il domani. Se una coppia sa che da qui a qualche mese avrà un figlio, è chiaro che vive delle emozioni per il domani. S'è due fidanzati decidono di sposarsi è chiaro che vivono l'ansia del giorno del loro matrimonio. Non è questo il punto, non si tratta di reprimere le proprie emozioni quanto piuttosto di mettere tutto nelle mani del signore è concentrare le proprie occupazioni sull'oggi.
È Dio che ha creato l'emozione. Se l'è l'emozione che ci vince diventa ovvio che questa ci domini. È importante, invece, che l'emozione che Dio ha messo nell'uomo, sia sottoposta al controllo di Dio.
Quand'è che l'emozione è usata in modo errato?
Le occupazioni e gli interessi emotivi sono capacità e abilità che vengono da Dio. È Dio che ha messo questo in noi, in questo modo possiamo focalizzare le nostre forze fisiche mentali e spirituali verso un determinato problema.
S'è ci si concentra sul domani, lo sforzo causato dalla tensione emotiva è frustrato in quanto le energie che si produce non può essere organizzata, ne può essere trasformata in azione concreta, poiché non si vive il domani. Non possiamo fare niente rispetto il futuro. L'energia che sviluppiamo perché rimane un'energia inutilizzata produrrà nel nostro organismo psichico e fisico del danno.
Quando, invece mi concentro sul giorno "oggi", l'energia che sviluppo verrà applicata per affrontare in modo tra virgolette fruttuoso quello che devo fare.
Questa è quello che Gesù dice quando afferma "non siate dunque in ansia per il domani, perché è il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno".
la pigrizia
lo sapevi che la scrittura sottintende che il pigro e quello che si preoccupa.?
Proverbi 6.6
proverbi 6. 9-11
proverbi 13. 4
proverbi 20. 4 9
proverbi 21. 25
Nella Bibbia c'è pure una parabola che ci illustra questa preoccupazione. Leggendo Matteo cap. 25 noi troveremo che uno dei servi che ha avuto dal suo padrone un talento guardando al suo futuro e al compito preferì nascondere il suo talento e così alleggerirsi della sua responsabilità. Gesù lo definisce pigro. Il servo dichiara il motivo del suo gesto. Egli aveva avuto paura [Mt.25:25]
E il servo si preoccupava, era in ansia o se volete si deprimeva, delle conseguenze di un possibile investimento del talento.
L'ansia l'aveva bloccato fino al punto da non fargli fare niente. Non aveva pensato, chiuso nella sua preoccupazione o nella sua ansia, di fare almeno il minimo cioè, dare ai banchieri il talento e ritirarlo poi con gli interesse.
Preoccuparsi per il domani stesso ci rende così insensati che consentiranno il nostro sforzo sulla preoccupazione. Anche perché chissà che cosa accadrà domani. Allora sciocco preoccuparsi oggi.
Sforziamoci di vivere ora preoccupiamo ci di affrontare una cosa alla volta giorno dopo giorno. Anche se non cambierà molto o niente al di fuori di me, tuttavia cambierà qualcosa in ne. Lo spirito santo agirà in ne è cambierà i miei atteggiamenti diversi problemi, mi segna la pazienza, azione nuova fede imparò a conoscere la realtà che i miei davanti e per quanto sia grande so che Dio non mi lascerà e non mi abbandonerà ma al contrario farà cooperare tutto per il mio bene
Abramo quando gli fu detto di sacrificare il Isacco non guardò il problema ma considerò la grandezza di Dio e inoltre abbiamo scritto che egli si alzò, e che si alzò di mattina presto. Abramo sapeva che tutto era sotto il controllo di Dio e che gli avrebbe provveduto per se stesso.
Conclusione
Dunque volendo concludere prova a prendere un foglio di carta e comincia a scrivere:
qual è il problema? Ora dai la tua risposta.
Quando avrai conosciuto la risposta ora domandati:
cosa vuole che Dio che io faccia con questo problema.?
Dopo che avrei dato la tua risposta alla cosa fare voli di un'altra domanda:
Quando dove e come devo iniziare?
Ricordati che tutto deve tornare alla gloria di Dio mettiti all'opera organizza e programma con l'aiuto di Dio e due azioni senza tralasciare soprattutto, quelle più difficili.

Solo così sperimenterai l'amore la grazia la potenza la forza della virtù dello spirito santo nella tua vita.
Ricordati: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà. Perciò non temiamo” Sl.46:1,2



L’Ansia - martedì 22 Ottobre 2007

Riunione delle sorelle

relatore: Francesco Giuffrida