salvezza automatica per i familiari?

Atti 16:31

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Scritto da Pierluigi P..

11/9/2012

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Credi al Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia (<a href="javascript:popupRif('Atti 16:31');" onmouseover="javascript:mover(event,'Atti 16:31');" onmouseout="javascript:mout(event);" class="LPN">Atti 16:31</a>).

Significa che basta che in una famiglia ci sia chi crede con tutto se stesso in Gesù e anche i figli vengono salvati pur non essendone consapevoli?

Carissimi, la risposta è NO.
Quelle parole sono state rivolte da Paolo apostolo al carceriere della città di Filippi. Erano parole per quell’uomo, lo Spirito di Dio guidò Paolo a proferirle, infatti così avvenne poi: tutta la sua casa (famiglia) accettò poi l’Evangelo, possiamo quindi credere ed affermare che fu Dio a parlare tramite Paolo, in quanto ciò che disse ha avuto pienamente corso.

La norma per capire bene la Parola di Dio è quella di non estrapolare mai versetti dal loro contesto, e in questo caso il contesto è un racconto che riporta incredibili vicissitudini.
Io personalmente credo che tutto quanto successe era stato instradato da DIO affinché Paolo e Sila potessero incontrare quell’uomo lì e la sua famiglia: come non ricordare che una donna posseduta da uno spirito di divinazione importunava continuamente gli apostoli in missione, come Paolo si sia deciso un giorno di liberarla nel nome di Gesù, di come poi coloro che guadagnavano tramite le predizioni di quella maga si siano rivoltati facendo di tutto per far frustare e imprigionare Paolo e Sila, di come fiduciosi questi due carcerati a motivo del loro servizio a Dio abbiano mantenuto piena fiducia cantando salmi nella prigione, di come Dio li abbia liberati con una sorta di terremoto prodigioso che spalancò le porte delle prigioni e i ceppi a cui erano legati, di come questi due servi abbiano deciso di rimanere là, senza scappare, per non fare un torto al carceriere, ormai pronto a togliersi la vita, per non cadere nella tortura che gli spettava a causa della responsabilità che aveva di non far uscire nessuno dalla prigione.

A molti viene insegnato a leggere la Bibbia cercando di soggettivarla, però poi succede che tutto quello che vi trovano scritto, se gli piace, decidono di riferirlo a sé, e ciò che non piace viene tralasciato appositamente: finisce che ci si costruisce un "dio" a nostro desiderio, appellandosi e poi pretendere promesse divine che non esistono. Ad esempio, non sento molti in giro dire: - prima o poi tutti saremo resi ciechi da Dio -, per quanto è scritto «Ecco, ora la mano del Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il sole»… é ciò che disse Paolo in un’altra occasione ad un altro uomo... perché dunque anche tale predizione non viene mai promulgata ed estesa a tutti? (si trova in <a href="javascript:popupRif('Atti 13:11');" onmouseover="javascript:mover(event,'Atti 13:11');" onmouseout="javascript:mout(event);" class="LPN">Atti 13:11</a>).

La realtà è che la Bibbia è un racconto e talvolta una serie di messaggi, e tale dovremmo considerarlo, un “diario” fatto scrivere da DIO dove possiamo tutti recepire la Sua volontà. Vi sono riportati i Suoi interventi e i Suoi pensieri, vi sono riportate tante promesse, profezie, e dobbiamo comunque capire a “chi” sono rivolte, ad esempio, al popolo ebraico? O a tutte le genti indistintamente? Fare nostra una promessa di Dio che magari è rivolta ad un gruppo di persone dove noi non possiamo essere inclusi potrebbe risultare fuorviante. Ad esempio le parole di Paolo in questione NON possono valere per tutti, furono parole che tale uomo di Dio rivolse al carceriere.

Certamente possiamo chiedere a Dio quello che il nostro cuore desidera, magari stimolati dalla fede che si ha leggendo nel Suo “diario” certo, ma non possiamo travisare la Scrittura e adattarla alle nostre esigenze, spesso considerando unicamente pezzi opportunamente tagliati, o peggio ancora singoli versetti o porzioni di esso. Infatti per rispondere alla domanda è sufficiente leggere i versetti che seguono:

Atti capitolo 16:
32 Poi (Paolo e Sila) annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua.
33 Ed egli (il carceriere) li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi.
34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

Quindi dall'esame del racconto possiamo vedere che non vi è alcuna base per dire che si ottiene l’estensione della nostra salvezza in maniera automatica verso i nostri figli, o genitori, o parenti, o amici (addirittura a loro insaputa), risulta invece oltremodo chiaro che ognuno di loro dovrà ascoltare la predicazione del messaggio della salvezza, accettarlo a tal punto di proclamare Gesù proprio Signore e mostrare pubblicamente di voler iniziare una vita nuova in Lui facendosi battezzare. Chi compie genuinamente tale cambiamento lo si può notare dalla GRANDE GIOIA che segue tali eventi.

La pace e la grazia del nostro amato Re sia con tutti voi che lo amate con cuore sincero.