La prudenza non è mai troppa

Matteo 23

Scritto da alfio bosco.

3/12/2017

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Gesù mise in guardia i suoi discepoli di diffidare dei predicatori e degli insegnanti che ricercano la popolarità, che amano gli onori, che vogliono essere tenuti in grande considerazione per le loro cariche e titoli e propongono un messaggio contraffatto (Mt 23).
Questi falsi predicatori ed insegnanti, sia uomini che donne, che si dicono araldi dell’insegnamento biblico cercano di diffondere il loro falso vangelo e di attirare seguaci.
Tra le tante eresie sorte nel XX secolo in ambito Pentecostale c’è anche la “teologia della confessione positiva”, il “Vangelo della Prosperità” e la “Parola della fede”.
Questo è un messaggio, che dal 1980 viene insegnato, anche, in molte chiese pentecostali italiane.
Al di là dell’etichetta usata, l’essenza del messaggio è la medesima: “Dio desidera che i credenti siano fisicamente in salute, materialmente ricchi e personalmente felici.”
I predicatori di questo insegnamento, non evangelico, sostengono che basta proclamare con una fede sufficiente la propria fiducia di ottenere la prosperità e la salute per realizzarla.
Pertanto chi è povero o malato dovrebbe ravvedersi, e chiedere perdono per la sua poca fede.
In sostanza il benessere materiale viene visto come indice di salvezza dell’anima. Più possiedi, in soldi e beni materiali, e più questo è segno che Dio ti benedice.
Tale corrente di falsari della fede è fatta propria da pastori e tele-predicatori senza scrupoli, avidi e amanti dal lusso più sfrenato totalmente sviati e asserviti al dio denaro (Mt 6:24).
In pratica questi furfanti illudono i credenti che se più generosamente donano del denaro al conduttore o alla chiesa che frequentano, più ricevono da Dio il suo favore.
Il successo commerciale di una congregazione, l’aumento dei fedeli che frequentano la chiesa, gli ascoltatori radiofonici e televisivi, viene presentato come l’indice più attendibile dei progressi realizzati.
Con questo tipo di messaggio diventare cristiani è un vero affare, oltre ad avere la salvezza dell’anima, è garantita la prosperità economica e fisica, però c’è un fatto particolare, i pastori o i predicatori che diffondono questo annuncio, che è privo di amore e privo di umiltà pretendono dai credenti decime ed abbondanti offerte.
Il Movimento di fede ha anche una specifica demonologia, e insiste sull’origine demoniaca di molte malattie e privazioni materiali.
L’origine di questo aberrante insegnamento risale ad alcuni discepoli dell’evangelista Essek William Kenyon (1867-1948), fondatore dell’istituto Bethel Bible, che influenzati dal suo insegnamento danno vita al “Movimento di Fede”, la cui base è la “teologia della confessione positiva” (quello che confesso possiedo). Il Movimento di Fede cita Romani 10:8-10 secondo cui “con la bocca si fa confessione di fede per avere salvezza” e “se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore […] sarai salvo”. “Salvo”, nell’interpretazione di questo movimento non si riferisce soltanto alla salvezza eterna, ma anche al benessere e alla salute materiale.
Questo Movimento è qualche volta chiamato “corrente haginita” dal nome di uno dei suoi primi promotori, Kenneth E. Hagni ‘1917-2003), fondatore – nel 1974 – del Centro di Formazione Biblica Rhema. Accanto a lui tramite la televisione si è resa nota una generazione più giovane di predicatori-guaritori fra cui sono emersi in particolare Kenneth e Gloria Copeland e Benny Hinn.
Il Centro di Formazione Biblica Rhema ha la sua sede centrale a Tulsa, in Oklahoma (Stati Uniti). Rhema in Italia ha una sua sede a San Giovanni Lupato (Verona), presso la chiesa Cristiana Evangelica “Parola di Vita”, curata dai pastori Mauro e Connie Girgenti, nonché direttori di Rhema Italia. A sud Rhema Italia ha una sede a Comiso (Ragusa), presso la Chiesa “La Parola Vivente”, curata dai pastori Giuseppe e Graziella Lolito, che dal 2004 svolgono il ruolo di sorveglianti per l’Italia e di direttori, nonché insegnanti, di Rhema Italia Sud.
Le chiese che in Italia aderiscono al “Movimento di Fede” sono denominate:
Gesù Vive - Parola di Vita - Parola della Fede -Vita Abbondante - Parola della Grazia - Parola Vivente - Il Ministero “Cristo è la Salvezza per le Nazioni “ - Cammino della Fede.
Ci sono tante altre comunità che pur non aderendo al “Movimento di Fede” ne condividono e praticano l’insegnamento della “Teologia della confessione positiva”.
Tutte le persone hanno la tendenza ad accumulare beni e tesori perché danno un senso di sicurezza e perché attribuiscono un alto grado sociale. Nella logica secolare le persone ricche acquisiscono considerazione, stima, rispetto, privilegi, perfino quando si tratta di persone che commettono palesi atti di illegalità.
Gesù mette in questione l’equivalenza che considera le persone di valore in base alle proprie ricchezze, contesta la convinzione secondo la quale il valore delle persone dipenda dai beni posseduti e avverte che la ricchezza non determina sicurezza, ma vulnerabilità e fragilità, perché soggetta al tarlo, alla ruggine che consumano e ai ladri che rubano e ha diventare il nostro unico vero tesoro e padrone del nostro cuore (Mt 6:25-33; 19:22-24; Fl 2:1-10).
Questo modo di credere e di pensare, non corrisponde al messaggio della Parola di Dio (Mt 6:25-33; 19:24).
Il cristiano deve prima di tutto capire quale lingua parla il suo cuore ed entrare nella logica del Regno di Dio.
Le ricchezze materiali non sono certo un male in sé, ma per il cristiano il desiderio delle ricchezze è certamente un sogno sbagliato e un obbiettivo secondario. Il cristiano deve con fermezza e determinazione puntare i suoi desideri e la sua ricerca sul Regno di Dio e la Sua giustizia. Questi valori di verità e giustizia se concretizzati nella propria vita, rendono il cristiano sicuro e invulnerabile.
Servire il denaro significa dargli un così grande valore che:
a) Averlo diventa l’obbiettivo principale della nostra vita;
b) Mettiamo nei nostri soldi la nostra fiducia e la nostra speranza;
c) Facciamo dipendere dal denaro la nostra sicurezza e la nostra felicità;
d) Desideriamo il denaro più dei piani e dei propositi di Dio per noi.
Gesù mette in risalto, nei suoi insegnamenti, che fare la volontà di Dio è la condizione indispensabile per entrare nel regno dei cieli. Questo certamente non significa che possiamo guadagnare la salvezza con i nostri sforzi e le nostre opere - perché ci è stata donata per grazia mediante Cristo Gesù (Rm 5:1,2) -, ma l’ubbidienza incondizionata verso Dio.
La Chiesa è formata da credenti che sono stranieri, gente di passaggio (Gv 17:11,14; 1Pt 2:11), in viaggio verso una “patria migliore” (Eb 11:16). La nostra cittadinanza è con Cristo in cielo (Fl 3:20; Eb 11:9-16), perciò non dobbiamo conformarci ai modelli o alle usanze del mondo (Rm 12:2). Come credenti la nostra vita deve distinguersi per santità di condotta (Fl 2:15).
Concludo con lo scritto di Paolo alla chiesa di Filippesi 2:1-8: “Se dunque v’è qualche consolazione in Cristo, se vi è qualche conforto d’amore, se vi e qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi il sentimento che è stato in Cristo, il quale pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui tenersi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce”.

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Note:
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Il protestantesimo pentecostale terza ondata (b)