LA FORZA DELLA PREGHIERA

2Re 19:1-42:14

Scritto da Aceto Giacomo.

15/6/2019

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* Ezechia prese la lettera dalle mani dei messaggeri e la lesse; poi salì alla casa del SIGNORE, e la spiegò davanti al SIGNORE. Ezechia pregò davanti al SIGNORE dicendo: «SIGNORE, Dio d'Israele, che siedi sopra i cherubini, tu solo sei il Dio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra. SIGNORE, porgi l'orecchio, e ascolta! SIGNORE, apri gli occhi, e guarda! Ascolta le parole che Sennacherib ha mandate per insultare il Dio vivente! È vero, SIGNORE; i re d'Assiria hanno devastato le nazioni e i loro paesi, e hanno dato alle fiamme i loro dèi; perché quelli non erano dèi; erano opera di mano d'uomo: legno e pietra; li hanno distrutti. Ma ora, SIGNORE nostro Dio, salvaci, te ne supplico, dalla sua mano, affinché tutti i regni della terra riconoscano che tu solo, SIGNORE, sei Dio!»

Questo re di nome Ezechia, fa parte di quella sparuta cerchia di re di cui viene detto “Egli fece ciò che giusto agli occhi del Signore”. Nella storia che abbiamo letto,Ezechia ha a che fare con il potente esercito degli Assiri e in particolare con il suo re Sennacherib che forte delle passate gesta e del suo potente esercito, usa tutta l sua pressione psicologica al fine di distruggere il poco morale che era rimasto nel regno di Giuda e nel suo re. Ciò che intendo mettere in risalto è la potenza della preghiera fatta da un cuore che si prostra e
Si umilia sinceramente ai piedi di Dio.

1) La debolezza spirituale di Ezechia.
Ho voluto chiamare questa prima parte della meditazione “debolezza spirituale di Ezechia” per quello che ne possiamo dedurre dalla lettura del testo, infatti sembra strano che Dio permette una così grande prova per questo re che sin dall’inizio del suo regno, dimostra di avere un cuore inclino a fare la volontà dell’Iddio di Israele. Certamente Dio aveva in cuore di punire fortemente il re di Assiria per la sua arroganza, ma nello stesso tempo aveva qualcosa da insegnare a Ezechia. Ezechia in un primo tempo si muove bene in quanto all’udire le parole dette dal generale di Sennacherib «Rabsachè»: né vi faccia Ezechia riporre la vostra fiducia nel SIGNORE, dicendo: "Il SIGNORE ci libererà di certo, questa città non sarà data nelle mani del re d'Assiria".2Re 18:30, “…. si stracciò le vesti, si coprì di sacco ed entrò nella casa del Signore” 2Re 19:1.
Dopodiché possiamo vedere un primo errore quando delega al profeta Isaia l’intercessione e la preghiera. C’è da dire che chiedere l’aiuto di uomini di Dio nella preghiera non è sbagliato ma quando il nostro cuore è confuso a tal punto che non riusciamo a pregare e i dubbi ci attanagliano, allora questo dimostra che la nostra posizione è al quanto traballante. Infatti possiamo dedurre che la posizione di Ezechia era tale e quale quella che abbiamo descritto e lo deduciamo dalle sue stesse parole:
a) Forse il SIGNORE, il tuo Dio, ha udito tutte le parole di Rabsaché
Guai se solo per un momento ci dimentichiamo che colui che ha formato l’orecchio possa non udire il grido di dolore dei suoi figli.
b) e forse, il SIGNORE, tuo Dio, lo punirà per le parole che ha udite
Guai se solo per un momento permettiamo al dolore di offuscare la giustizia di Dio pensando che non punirà colui che è degno di punizione.
c) il tuo Dio …
Guai se solo per un momento ci dimentichiamo che Dio ci ha amato a tal punto “che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” Giovanni 3:16 e che Lui è e rimane il nostro Dio.
Dio risponde positivamente alla richiesta di preghiera di Ezechia ma stranamente sembra che il re d’Assiria, alla notizia che il re di Etiopia gli aveva fatto guerra, attacchi verbalmente il re Ezechia con più forza e determinazione al fine di dimostrare la sua determinazione e la sua forza. Dio stava prendendo tempo per dare una sonora lezione a Sennacherib ma nello stesso tempo per far si che Ezechia potesse scuotersi e imparare la più grande lezione della sua vita.

2) La forza spirituale di Ezechia.
La seconda parte di questa meditazione ho voluto chiamarla “la forza spirituale di Ezechia” in quanto ravvisiamo il cambiamento che era avvenuto in positivo quando afferrò che doveva modificare atteggiamento verso il suo Dio e il modo di approcciarsi a Lui “poi salì alla casa del SIGNORE, e la spiegò davanti al SIGNORE. Ezechia pregò davanti al SIGNORE dicendo …”. Analizzando questo verso possiamo dire:
a) “salì alla casa del SIGNORE” (quanto è importante andare alla presenza di Dio).
b) “la spiegò davanti al Signore” ( quanto è importante portare alla presenza di Dio l’oggetto del nostro dolore e del nostro turbamento).
c) “pregò davanti al SIGNORE”(quanto è importante che il nostro cuore si apra incondizionatamente alla presenza di Dio).
Ancora più importante è analizzare la preghiera che Ezechia rivolge a Dio, in essa vediamo perfettamente il cambiamento che è avvenuto, prima era incapace di pregare ora lo stava facendo in modo efficace, prima era dubbioso e pieno di ma, ora esprime parole di certezza e di fede che faranno muovere la mano di Dio:
a) SIGNORE, porgi l'orecchio, e ascolta! (quanto è importante sapere che il nostro Dio ci ascolta sempre). “Colui che ha fatto l'orecchio forse non ode?” Salmi 94:9
b) SIGNORE, apri gli occhi, e guarda! (quanto è importante realizzare che il suo occhio benigno segue ogni istante della nostra vita). “Colui che ha formato l'occhio forse non vede?” Salmi 94:9
c) SIGNORE nostro Dio, salvaci, te ne supplico, dalla sua mano (quanto è importante sapere che la salvezza procede solo dal nostro Dio, solo Lui può liberarci dalla mano del nemico) “Al SIGNORE appartiene la salvezza; la tua benedizione sia sul tuo popolo!” Salmi 3:8
d) affinché tutti i regni della terra riconoscano che tu solo, SIGNORE, sei Dio (quanto è importante realizzare che ciò che Dio opera non è fine a se stesso ma ha come scopo che tutti possano venire a ravvedimento e conoscere l’unico vero Dio e che non c’è ne un altro).
La risposta di Dio non si fa attendere, subito il profeta Isaia profetizza a favore di Israele e subito avviene qualcosa di miracoloso che fa fuggire il nemico: “Quella stessa notte l'angelo del SIGNORE uscì e colpì nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini; e quando la gente si alzò la mattina, erano tutti cadaveri” 2Re 19:35
Il cambiamento di Ezechia era ciò che Dio voleva, la sua preghiera accorata e piena di fede è quella che ha mosso la mano dell’Iddio Eterno.

CONCLUSIONE
Tutto ciò che abbiamo letto di questa meravigliosa storia deve farci riflettere sulla nostra reale posizione davanti a Dio. Molte volte Dio permette la tempesta nella nostra vita al fine di farci comprendere che non basta un Cristianesimo ristagnante e languente, ma Egli vuole che impariamo a pregarLo in ogni situazione con fede e con la certezza che ci sta ascoltando e che il suo occhio benigno ha già visto la necessità di cui abbiamo bisogno. Impariamo a fidarci di Lui in ogni situazione ed in particolar modo davanti al nemico, il nostro Dio è e sarà sempre il vincitore e noi con Lui se impariamo a confidare nella preghiera e nella sua forza.
Dio benedica il suo popolo.