Nuova Riveduta:

1Giovanni 4,18-21

18 Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore. 19 Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.
20 Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. 21 Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello.

C.E.I.:

1Giovanni 4,18-21

18 Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
19 Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20 Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21 Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

Nuova Diodati:

1Giovanni 4,18-21

18 Nell'amore non c'è paura, anzi l'amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell'amore. 19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20 Se uno dice: «Io amo Dio», e odia il proprio fratello, è bugiardo; chi non ama infatti il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede? 21 E questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami anche il proprio fratello.

Riveduta:

1Giovanni 4,18-21

18 Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amor perfetto caccia via la paura; perché la paura implica apprensione di castigo; e chi ha paura non è perfetto nell'amore. 19 Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo. 20 Se uno dice: Io amo Dio, e odia il suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama il suo fratello che ha veduto, non può amar Dio che non ha veduto. 21 E questo è il comandamento che abbiam da lui: che chi ama Dio ami anche il suo fratello.

Diodati:

1Giovanni 4,18-21

18 Paura non è nella carità; anzi la compiuta carità caccia fuori la paura; poichè la paura ha pena; e chi teme non è compiuto nella carità. 19 Noi l'amiamo, perciocchè egli ci ha amati il primo. 20 Se alcuno dice: Io amo Iddio, ed odia il suo fratello, è bugiardo; perciocchè, chi non ama il suo fratello ch'egli ha veduto, come può amare Iddio ch'egli non ha veduto? 21 E questo comandamento abbiam da lui: che chi ama Iddio, ami ancora il suo fratello.

Commentario:

1Giovanni 4,18-21

18 Nel v. 18 l'apostolo spiega come chi è perfetto nell'amore, possa non aver alcuna paura del giudicio.

Nell'amore non c'è paura, anzi, l'amore perfetto caccia via la paura;

l'amore è fatto di fiducia e di abbandono, mentre la paura è fatta di sospetto e di apprensione di castigo e fugge e odia; perciò i due sentimenti si escludono a vicenda, talchè l'amore per il Padre che ci ha amati il primo, che ci ha perdonati in Cristo, rigenerati e santificati col suo Spirito, caccia fuori la paura del giudicio. «Colui che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo, ma l'ha dato per tutti noi, come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui? Chi accuserà... Chi condannerà... Nè morte nè vita, nè angeli nè principati... nè alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio...» Romani 8:31-39.

Perchè la paura implica apprensione di castigo; e chi ha paura non è perfetto nell'amore.

Il testo nella sua concisione dice propriamente: la paura ha castigo... o pena; ma la versione riveduta, leggermente parafrastica, esprime bene l'idea contenuta nel greco. La paura del giudicio deriva da sentenza della coscienza non liberata dal perdono divino ed è già in se stessa una pena anticipata; e chi ha paura di Dio mostra di non esser perfetto nell'amore che implica abbandono fiducioso e completo nell'infinito amor di Dio manifestatoci nel dono di Cristo. "Voi, dice Paolo ai cristiani, non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricader nella paura; ma avete ricevuto lo spirito d'adozione per il quale gridiamo: Abba! Padre! "Lo Spirito stesso attesta, col nostro spirito, che siam figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo se pur soffriamo con lui (qui è l'amore), affinchè siamo anche glorificati con lui" Romani 8:15-17.

19 Noi amiamo perchè Egli ci ha amati il primo.

Il codice Sinaitico (IV secolo) ed altri del IX secolo portano: Noi amiamo Dio, o: noi l'amiamo; la lezione più breve s'appoggia al cod. Vaticano ed all'Alessandrino e viene a dire: Noi siam fatti capaci d'amare così Dio come i nostri fratelli, dall'amore che Dio per il primo ci ha manifestato. Il nostro amore per Dio può quindi esser scevro di paura perchè nasce dall'amore che Dio ha avuto per noi mandando il suo Figliuolo a salvarci. È, l'amor suo infinito che ha creato il nostro. Questo amore acceso da Dio in noi non può scindersi in guisa che uno possa amar Dio il Padre e odiare i figli di Dio, suoi fratelli.

20 Se uno dice: lo amo Dio, e odia il suo fratello è bugiardo;

Nel linguaggio di Giovanni il non amare equivale all'odiare perchè il cuore non rimane vuoto di sentimenti. È bugiardo nella sua professione, cioè non sincero, sia che se ne renda conto o no. Di questa insincerità l'apostolo darà la ragione più profonda in 1Giovanni 5:1; ma ne da una anche qui tolta dalla comune esperienza umana:

perchè chi non ama il suo fratello, che ha veduto, non può amar Dio che non ha veduto.

Il perfetto ἑωρακεν (ha veduto) vale: che ha veduto e continua a vedere, il fratello che gli sta sotto gli occhi. Gregorio Magno scrisse: "Oculi sunt in amore duces". È più facile amare la persona che si vede che quella che non si vede. Il fratello lo vediamo, abbiam relazioni con lui, ne conosciamo i bisogni, le sofferenze e le gioie; le sue necessità parlano direttamente al cuor. Non è difficile comunicare con lui: ogni buona parola gli arriva, ogni dono giunge nelle sue mani. I mezzi di mostrargli il nostro amore ci son dati, e le occasioni ci son fornite. Se, per il nostro egoismo e la nostra freddezza, non siam capaci di portargli amore, molto meno saremo capaci di portare il nostro amore sull'Invisibile, sopra Colui che, gli uomini dimenticano e disprezzano così facilmente, perchè non lo vedono, sopra Colui che è lontano e non ha bisogno dei nostri doni.

21 E questo è il comandamento che abbiam da lui; che chi ama Dio ami anche il suo fratello.

Lasciando da parte l'impossibilità morale di separare l'amor pei fratelli dall'amore per Dio, resta pur sempre che l'amor fraterno è un dovere comandato da Dio stesso. Non troviamo nella Scrittura un ordine formulato colle parole stesse dell'apostolo: ma il sommario della legge unisce strettamente l'amor del prossimo all'amor di Dio e Gesù l'ha inculcato ai suoi discepoli come mezzo di glorificare dinanzi al mondo il loro Salvatore (Giovanni 13:34-35 ecc.).

AMMAESTRAMENTI

1. Nelle due brevi proposizioni: "Dio è spirito" e "Dio è amore" sono espresse le verità più profonde circa la natura ed il carattere di Dio. Il creato proclama la infinita potenza e sapienza di Dio; la coscienza e la storia proclamano la sua santità e. la sua giustizia; l'A.T. insegna che l'Eterno è «l'Iddio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità... che perdona l'iniquità» Esodo 34:6; ma la rivelazione piena dell'amore di Dio, di quell'amore ch'è l'essenza della sua natura morale, non è avvenuta che in Cristo. Il più grande dei predicatori francesi, Adolfo Monod, nelle ultime parole da lui rivolte agli amici raccolti nella sua camera, ebbe a dire, con voce fievole: "Non ho più forza che per occuparmi dell'amor, di Dio. Dio ci ha amati; è questa l'intera dottrina del Vangelo. Amiamo Dio: questa n'è tutta la morale". E raccogliendo le ultime forze per invocare l'amore eterno ed infinito di Dio, pregava così: "O Dio che sei amore, che non ci hai fatto nulla, che non ci fai nulla, che non ci farai giammai nulla se non per amore, come potrei renderti adeguate azioni di grazie... Grazie per il tuo amore che mi ha tanto afflitto, ma che mi ha sostenuto... grazie per il perdono gratuito di tutti i miei falli... grazie per avermi dato un Salvatore... grazie per ogni cosa... «Dall'amore, scrisse un antico teologo, procedono tutte le opere di Dio... Per amore Dio creò ogni cosa nel tempo; per amore mandò il suo Figlio per compier l'opera della redenzione; per amore ci dà lo Spirito Santo che accende nei cuori dei credenti sentimenti di carità; per amore farà che i beati lo contempleranno a faccia a faccia, nella vita eterna. Egli fa ogni cosa con amore e per amore». «In mezzo alle tenebre di questo mondo di peccato, in mezzo alle afflizioni che piombano sull'umanità... abbiamo la certezza che un Dio d'infinita benevolenza governa ogni cosa; e, pur non potendo conciliare sempre tutti gli eventi con questa dichiarazione, troviamo consolazione nel credere che Dio è amore, aspettando il giorno in cui, con l'universo intero, noi lo vedremo. Ad ogni modo, anche in questo mondo di confusione, di disordine e di tenebre, non mancano le prove della bontà di Dio che conserva la razza ribelle, provvede ai suoi bisogni colla sua provvidenza, le concede giorni di gioia e di felicità, le ha mandato un Salvatore e offre a tutti coloro che si pentono e credono, la vita eterna. Quel che ora pare a noi oscuro può aver per fine il nostro bene; dobbiamo quindi con fiducia rimettere ogni cosa nelle mani del Dio che è amore» (Da Barnes).

2. L'amore per i nostri fratelli, e in genere per il prossimo, è comandato da Dio 1Giovanni 4:21 al pari dell'amore per Dio; esso è creato da Dio nel cuore poichè ogni amore puro procede cha lui; esso è facilitato dal fatto che il nostro fratello lo vediamo e siamo testimoni dei suoi bisogni e delle sue sofferenze; esso è conforme alla natura di Dio che è amore talchè chi dimora nell'amore dimora in Dio. e riproduce la di lui immagine; esso è in armonia coll'amore che Dio ha manifestato verso noi e verso tutti i peccatori dando il suo Unigenito per essere la propiziazione per i nostri peccati: Esso è quindi inseparabile dall'amore per Dio poichè non è moralmente possibile amar Dio e odiare le creature ch'egli ama e di cui ha fatto i suoi figli. L'uomo che resta freddo mentre il calore dell'amor di Dio lo avvolge d'ogni parte, come potrà sussistere davanti al giudicio del Dio che è amore, davanti a Colui che ha sofferto la morte perchè vivessimo?

3. L'amore perfetto per Dio che ci ha amati il primo, caccia dal cuore la paura del giudicio e riempie il cuore d'inestimabile pace e felicità. Ma, l'amore riconoscente non caccia via il timore filiale del cristiano dinanzi alla infinita grandezza, potenza e santità di Dio. Un siffatto timore chiamato dall'A.T. il, principio della sapienza, non esclude affatto l'amore, anzi n'è il custode ed il compagno inseparabile come attesta l'esperienza dei figli di Dio di tutti i tempi. "Amate la fratellanza. Temete Iddio" 1Pietro 2:17. "Temete Iddio e dategli gloria" Apocalisse 14:7. "Compiete la vostra salvezza con timore e tremore" Filippesi 2:12. Ciò non è contrario al nostro aspirare all'amore perfetto che esclude ogni paura servile e tormentatrice.

Riferimenti incrociati:

1Giovanni 4,18-21

18 Lu 1:74,75; Rom 8:15; 2Ti 1:7; Eb 12:28
Giob 15:21; Sal 73:19; 88:15,16; 119:120; Giac 2:19
1G 4:12

19 1G 4:10; Lu 7:47; Giov 3:16; 15:16; 2Co 5:14,15; Ga 5:22; Ef 2:3-5; Tit 3:3-5

20 1G 2:4; 3:17
1G 4:12

21 1G 4:11; 3:11,14,18,23; Lev 19:18; Mat 22:37-39; Mar 12:29-33; Lu 10:37; Giov 13:34,35; 15:12; Rom 12:9,10; 13:9,10; Ga 5:6,14; 1Te 4:9; 1P 3:8; 4:8

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