Nuova Riveduta:

1Corinzi 1:12

Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo».

C.E.I.:

1Corinzi 1:12

Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!».

Nuova Diodati:

1Corinzi 1:12

Or voglio dire questo, che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «io di Apollo», «io di Cefa» ed «io di Cristo».

Bibbia della Gioia:

1Corinzi 1:12

alcuni di voi dicono: «Io sono un seguace di Paolo», altri invece: «Io sono di Apollo o di Pietro», mentre altri ancora dicono di essere soltanto seguaci di Cristo.

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Corinzi 1:12

Voglio dire che ciascun di voi dice: Io son di Paolo; e io d'Apollo; e io di Cefa; e io di Cristo.

Diodati:

1Corinzi 1:12

Or questo voglio dire, che ciascun di voi dice: Io son di Paolo, ed io di Apollo, ed io di Cefa ed io di Cristo.

Commentario:

1Corinzi 1:12

voglio dire che ciascuno di voi,

tanto è generale nella chiesa lo spirito di parte,

dice: Io son di Paolo, ed io d'Apollo, - ed io di Cefa, - ed io di Cristo.

Molto si è scritto sul numero e sulle caratteristiche dei partiti esistenti in Corinto. Osserveremo solo che non si tratta di sette che rompessero l'unità esterna, poichè la chiesa continuava ad avere le sue comuni assemblee di culto in uno stesso luogo. Cfr. 1Corinzi 11:17-20; 14:23. Si tratta di partiti, di fazioni interne che dividevano le menti ed i cuori. Stando al senso più ovvio delle parole, Questi partiti non erano in numero nè di due, nè di tre soltanto, ma di quattro; poichè l'Apostolo conta manifestamente come partito distinto e riprovevole al par degli altri quello che monopolizzava per sè il nome di Cristo.

Per quanto riguarda i tre primi partiti, non risulta che gli uomini, i cui nomi erano fatti «segnacolo in vessillo», avessero dato il minimo appiglio alla formazione di partiti intitolati da loro. La buona testimonianza resa da Luca ad Apollo in Atti 18:27, il modo con cui Paolo stesso parla di lui 1Corinzi 3:5-7 dicendo: «io ho piantato, Apollo ha adacquato» (Cfr. 1Corinzi 4:1-6; 16:12) mostrano che fra loro non vi era stata, nè vi era, divergenza dottrinale. Solo Apollo aveva esposto il Vangelo con maggior facondia ed arte oratoria. Tra Cefa (ossia Pietro) e Paolo, non esisteva divario di sostanza nella predicazione del Vangelo della grazia. Bastano a provarlo i discorsi di Pietro negli Atti e le sue Epistole, come pure la narrazione fatta da Paolo ai Galati Galati 2 del suo incontro in Gerusalemme con Giacomo, Cefa e Giovanni. Occupato però nella evangelizzazione dei Giudei, Pietro avea continuato nella osservanza di talune pratiche giudaiche senza farne una condizione di salvezza Atti 15; Galati 2. Se dunque in Corinto esisteva un partito di Paolo, un partito d'Apollo ed uno di Cefa, è segno che i partigiani di quei servitori di Cristo non solo ne esageravano le qualità particolari, ma prestavano a quelli le loro proprie tendenze esclusive. Forse, nota il Ramsay, la qualità più comune nella razza greca è la disposizione a criticare e a discutere. È chiaro che i Corinzi si erano dati a criticare i loro maestri, a paragonarli fra loro, a discutere le loro qualità speciali, esagerandole a seconda delle individuali loro preferenze. Di Paolo dovevano chiamarsi coloro ch'erano stati condotti al Vangelo da lui, che abbracciavano i principii della libertà cristiana da lui proclamati, ma forse senza quei riguardi di carità e quella santità che non mancavano a Paolo. Di Apollo dovevano dirsi quelli che ammiravano la sua bella presenza, la sua eloquenza, la sua scienza; ma cadevano nel difetto di considerare il Vangelo più come un sistema fìlosofìco, oggetto di speculazioni intellettuali, che come un annunzio della grazia che ci viene dalla croce di Cristo. Di Cefa dovevano chiamarsi quei cristiani di origine giudaica, che pur fidando in Cristo solo per la salvezza, erano teneri dell'osservanza di certe cerimonie legali e giudicavano severamente coloro che se ne stimavano emancipati.

E quanto al partito che s'intitolava di Cristo, probabilmente perchè pretendeva essere il solo fedele interprete del pensiero di Cristo e sconosceva del pari l'autorità apostolica di Paolo, di Pietro e di tutti i loro colleghi, gl'indizi che ci sono forniti dalle due lettere ai Corinzi conducono a ritenerlo di carattere giudaizzante estremo. Sappiamo infatti dagli Atti e dall'Epistola ai Galati che, in Gerusalemme, si era formato un partito giudeo-cristiano fanatico, capitanato da Farisei, i quali esigevano l'osservanza della legge di Mosè come necessaria a salvezza, sovvertendo l'Evangelo della grazia. Vinti nel Sinodo di Gerusalemme Atti 15, essi mandarono emissari nelle Chiese, turbando quella di Antiochia, sovvertendo quelle di Galazia (Cfr. Galati 1:2) screditando l'Apostolo Paolo, dovunque e con ogni mezzo, ed alleandosi con uomini di tendenze ascetiche pur di giungere al loro scopo. Ora se, nella prima Epistola troviamo soltanto delle allusioni velate a gente che giudicava l'Apostolo, che, lo accusava di pusillanimità, che metteva in dubbio il suo apostolato (Cfr. 1Corinzi 4:3-5,18; 9:1-3; 14:37), nella 2a Epistola, si parla più esplicitamente di persone arrivate a Corinto con lettere di raccomandazione, che si vantano Ebrei, progenie d'Abramo, si gloriano in modo speciale d'esser di Cristo, che riguardano come privilegio sommo l'aver «conosciuto Cristo secondo la carne», che si gloriano di lavorar gratis, si fanno credere «apostoli per eccellenza», sono prepotenti ed arroganti, si beffano di Paolo come spregevole nella persona e nel parlare, attaccando la sua autorità apostolica, persone che predicano un altro Gesù ed un altro Evangelo, ma sono da Paolo denunziati come falsi apostoli ed operai seduttori (Cfr. 2Corinzi 1:17; 5:12-16 e 1Corinzi 10-12. Ved. Galati e Romani 16:17-20). Tutto induce a ritenere che Paolo intenda, con questa descrizione, smascherare i rappresentanti del partito che, pur iscrivendo sulla sua bandiera il nome di Cristo, si era rivelato come il più pericoloso avversario dell'Evangelo della grazia predicato dall'Apostolo e dai suoi collaboratori.

Riferimenti incrociati:

1Corinzi 1:12

1Co 7:29; 15:50; 2Co 9:6; Ga 3:17
1Co 3:4-6,21-23; 4:6
1Co 16:12; At 18:24-28; 19:1
1Co 9:5; 15:5; Giov 1:42; Ga 2:9


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