Nuova Riveduta:

1Giovanni 3:10

In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.

C.E.I.:

1Giovanni 3:10

Da questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, né lo è chi non ama il suo fratello.

Nuova Diodati:

1Giovanni 3:10

Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello.

Bibbia della Gioia:

1Giovanni 3:10

Questa è la differenza fra i figli di Dio e quelli del diavolo: se uno vive abitualmente nel peccato e non ama il proprio fratello, dimostra di non appartenere alla famiglia di Dio.

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Giovanni 3:10

Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello.

Diodati:

1Giovanni 3:10

Per questo son manifesti i figliuoli di Dio, e i figliuoli del Diavolo; chiunque non opera la giustizia, e chi non ama il suo fratello, non è da Dio.

Commentario:

1Giovanni 3:10

Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo.

Da questo, cioè dal non vivere o dal vivere nel peccato, secondo quanto l'autore è venuto esponendo. Le fonti della vita sono nel cuore e restano di necessità nascoste all'occhio umano, quantunque palesi agli occhi di Colui che scruta i cuori. Ma la, intima natura, le disposizioni morali si rivelano agli uomini e specialmente a chi ha i sensi esercitati nel discernere il bene dal male, mediante le opere, il tenor di vita, così come la natura dell'albero si rende manifesta dai frutti. Il fare rivela l'essere. Per quanto simili di corpo, di condizione, di coltura intellettuale, di occupazione terrena, gli uomini sono profondamente dissimili quanto alle loro disposizioni interne riguardo a Dio, al peccato, alla salvazione recata da Cristo, alla legge morale, al fine ultimo della vita, alle loro speranze; sono figli di Dio o figli del diavolo; non c'è via di mezzo. Come lo esprimeva Socino: "non ci sono uomini medi". L'orientazione della loro vita si rende manifesta in tutta la loro condotta.

Chiunque non opera la giustizia,

ossia il bene,

non è da Dio,

non è nato da Lui

e così pure chi non ama il suo fratello.

l'amor fraterno, essendo parte essenziale del dovere dei figliuoli di Dio, come esporrà Giovanni nel brano seguente.

AMMAESTRAMENTI

1. Il principale ammaestramento che scaturisce dalla sezione 1Giovanni 3:3-10 si riassume nelle parole di 1Giovanni 3:7: «Figliuoletti, nessuno vi seduca». Il seduttore antico dei nostri progenitori li trascinò al male presentando loro il peccato come cosa da poco, che non poteva aver le gravi conseguenze minacciate, anzi come cosa che avrebbe effetti benefici; e lo stesso mezzo ei continua ad usare per sedurre i cristiani. Contro le arti della menzogna cui il cuor carnale presta volentieri ascolto, l'apostolo ci mette in guardia mostrandoci nel peccato, in ogni peccato, sia esso di sentimenti, di parole o di atti, la violazione della legge di Dio, la disubbidienza alla di lui volontà. Conviene quindi guardar bene addentro nella legge intiera ch'è la norma data da Dio alla vita umana.

Il peccato dei cristiani è inoltre in aperta opposizione all'opera che il Figliuol di Dio è venuto a compiere sulla terra. Li tiene avvinti alle catene che Cristo è venuto a rompere. Considerando il peccato sotto questo aspetto, quanto appare tragicamente colpevole la condotta di coloro che si professano seguaci di Cristo, che ne portano il nome a milioni, e che a milioni agiscono in opposizione al fine per cui Cristo si abbassò, sofferse e morì sulla croce! Egli venne a togliere il peccato, a distruggere le opere del diavolo, ed essi seguitano a vivere nel peccato.

Non solo fanno contro a Cristo, ma sono positivamente dalla parte del diavolo, figli suoi moralmente, imitatori delle sue disposizioni ed opere, sulla via della perdizione che attende il diavolo ed i suoi angeli con tutti gli operatori d'iniquità. A nulla serve il vantarsi figliuoli di Dio, il possedere qualche conoscenza di Dio e di Cristo, il praticar certi riti cristiani, quando il cuore e la vita pratica sono al servizio di Satana. Imparino da Giovanni i predicatori a non creare illusioni nei loro uditori, ma ad avvertirli con ogni fedeltà e verità che non c'è via dimezzo: o si è figliuoli di Dio o si è figliuoli del diavolo; la pietra di paragone sta nel praticare o no la giustizia.

2. L'insegnamento di Giovanni, come quello degli altri apostoli e del Signor Gesù stesso è esplicito circa l'esistenza, la personalità e l'opera di Satana. Non si tratta soltanto di un'astrazione, di una personificazione del male, ma di una vera e propria persona che pensa ed agisce come nemico di Dio e dell'uomo, e ciò fin dal principio della storia dell'umanità. Giovanni non ci dice nulla sul quando e sul come della caduta di quell'angelo eccelso; ma attesta l'opera malvagia ed incessante ch'egli compie nel mondo, finche sia completamente vinto dal Figliuol di Dio e condannato dalla sentenza dell'Onnipotente. L'esortazione di Pietro va quindi ricordata: «Vegliate, il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli, stando fermi nella fede...» 1Pietro 5:8-9.

Riferimenti incrociati:

1Giovanni 3:10

1G 5:2; Lu 6:35; Rom 8:16,17; Ef 5:1
Mat 13:38; Giov 8:44; At 13:10
1G 3:7,8; 2:29
1G 4:3,4,6; 5:19; Giov 8:47; 3G 1:11
1G 3:14,15; 2:9,10; 4:8,21

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