Nuova Riveduta:

1Pietro 2:24

egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.

C.E.I.:

1Pietro 2:24

Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce,
perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;

Nuova Diodati:

1Pietro 2:24

Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti.

Bibbia della Gioia:

1Pietro 2:24

Egli stesso portò il peso dei nostri peccati sul suo corpo, quando morì sulla croce, perché noi tagliassimo i ponti col peccato e vivessimo una vita giusta. È stato con le sue ferite che egli ci ha guarito!

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Pietro 2:24

egli, che ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati.

Diodati:

1Pietro 2:24

Il quale ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, in sul legno; acciocchè, morti al peccato, viviamo a giustizia; per lo cui lividore voi siete stati sanati.

Commentario:

1Pietro 2:24

egli che ha portato egli stesso i nostri peccati, nel suo corpo, sul legno, affinchè, morti al peccato, vivessimo per la giustizia.

In 1Pietro 2:21, avea detto soltanto: "Cristo ha sofferto", qui egli dice più esplicitamente che le sofferenze di Cristo sono giunte fino alla morte violenta di lui, fino alla morte infamante sul legno della croce, supplizio riservato ai traditori ed agli schiavi. Paolo in Galati 3:13 alludendo alla croce dice: "Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi" (poichè sta scritto: "Maledetto chiunque è appeso al legno" Deuteronomio 21:23. E Pietro stesso dice al Sinedrio "Dio ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno" (Atti 5:30 e cfr. Atti 10:39; 13:29). Avea detto in 1Pietro 1:21 "ha sofferto per noi". Qui, servendosi di Isaia 53:12, egli dice più esplicitamente: ha portato egli stesso ch'era innocente i nostri peccati, nel suo corpo, sul legno. Sulle vittime che si offrivano in sacrifizio per l'espiazione dei peccati, i colpevoli, individui o popolo, ponevano con atto simbolico le loro colpe e la vittima le portava fin sull'altare ov'era sparso il suo sangue. Cristo ha volontariamente preso su di sè la pena del peccato umano e l'ha espiata colla sua morte ignominiosa sul legno al quale fu inchiodato il suo corpo. Alcuni interpreti hanno veduto nel verbo ανηνεγκεν (ha portato), oltre all'idea del portare qual vittima espiatoria, anche l'idea che il verbo riveste talvolta di offrire sull'altare, come facevano i sacerdoti; ma le parole d'Isaia: "egli stesso ha portato i peccati di molti" non sono suscettibili di tal senso, senza contare che il sacerdote offriva la vittima, non i peccati. Il fine della morte di Cristo non è quello soltanto di assicurare a chi si unisce a lui per fede, il perdono di Dio, bensì di sradicare dal cuore il peccato e di crearvi una vita nuova. In 1Pietro 3:18 dirà: "Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio". "Uno solo morì per tutti, scrive a sua volta Paolo, quindi tutti morirono; ed egli morì per tutti, affinchè quelli che vivono non vivano più per loro stessi, ma per colui ch'è morto e risuscitato per loro" 2Corinzi 5:14-15. Il credere in Cristo qual Salvatore implica il pentirsi dei propri peccati, implica un darsi a lui che ci ha amati fino al sacrifizio, un appartenergli per fare la sua volontà. Secondo l'immagine di S. Paolo, il credere in Cristo implica un divenire una stessa cosa con lui per una morte somigliante alla sua e per una risurrezione a vita nuova (vedi Romani 6). Morire al peccato è un cessare dal commetterlo, un cessare d'amarlo, di compiacersi in cattivi pensieri, in affetti perversi, in azioni inique. Viver per la giustizia è viver per praticar il bene

e mediante le cui lividure siete stati sanati.

Isaia 53:5 porta: "per le sue lividure siamo stati sanati". Le lividure son le piaghe o le tracce livide prodotte dalle battiture. Gli schiavi ben conoscevano quei segni della brutalità dei padroni. Nel profeta Isaia e qui le lividure stanno a rappresentare tutte le sofferenze patite dal Cristo per la salvezza dei peccatori. Mediante i suoi patimenti, dice Pietro, siete stati sanati; sanati nella coscienza liberata dal rimorso mediante il perdono; sanati nel cuore e nella vita coll'essere affrancati dal peccato ch'è la peggiore delle malattie. La santificazione è inseparabile dalla giustificazione.

Riferimenti incrociati:

1Pietro 2:24

Eso 28:38; Lev 16:22; 22:9; Nu 18:22; Sal 38:4; Is 53:4-6,11; Mat 8:17; Giov 1:29; Eb 9:28
De 21:22,23; At 5:30; 10:39; 13:29; Ga 3:13
1P 4:1,2; Rom 6:2,7,11; 7:6; Col 2:20; 3:3; 2Co 6:17; Eb 7:26
Mat 5:20; Lu 1:74,75; At 10:35; Rom 6:11,16,22; Ef 5:9; Fili 1:11; 1G 2:29; 3:7
Is 53:5,6; Mat 27:26; Mar 15:15; Giov 19:1
Sal 147:3; Mal 4:2; Lu 4:18; Ap 22:2

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