Nuova Riveduta:

1Pietro 3:20

che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua.

C.E.I.:

1Pietro 3:20

essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua.

Nuova Diodati:

1Pietro 3:20

che un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate attraverso l'acqua,

Riveduta:

1Pietro 3:20

i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all'acqua.

Diodati:

1Pietro 3:20

I quali già furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè, mentre si apparecchiava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate per mezzo l'acqua.

Commentario:

1Pietro 3:20

19 e in esso (spirito, Lett. nel quale spir.) andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè, mentre si preparava l'arca

Come esempio dell'attività salutare del Cristo dopo la sua morte in croce, nella sua nuova forma d'esistenza, Pietro cita la predicazione del Vangelo fatta da Cristo agli spiriti degli uomini antediluviani, i quali, quando vivevano in carne, ai tempi di Noè, mentre si preparava l'arca, erano stati ribelli agli avvertimenti divini e non avevano messo a profitto il tempo concesso loro dalla pazienza di Dio per ravvedersi. Cristo si è recato nel carcere dell'Hades ov'erano ritenuti, per annunziare ed offrir loro la salvazione da lui compiuta. Vi si è recato nello spirito, cioè nel modo d'esistenza da lui assunto colla risurrezione. Quel che non sarebbe stato in grado di fare mentre era in carne, prima di soffrire, gli fu possibile dopo la sua morte e risurrezione. Potè allora proclamare che "tutto era compiuto" e potè proclamarlo non agli Israeliti soltanto, suoi contemporanei e compaesani, ma agli spiriti dei defunti che non avevano potuto conoscere la grazia di Dio, spiriti innumerevoli, spiriti delle passate età (in 1Pietro 4:6 dice in modo generale che l'evangelo è stato annunziato ai morti) e fra questi anche agli uomini del diluvio che per la loro orgogliosa ed ostinata ribellione agli inviti di Dio, ne parevano meno meritevoli. I vers. 19 e 20 sono stati; fin dall'antichità cristiana, torturati in varie guise dagli interpreti. Così le parole εν ὡ (nel quale spirito) sono state intese del Cristo preesistente all'incarnazione ossia del Verbo divino, o ancora dello Spirito di Cristo che ispirava i profeti 1Pietro 1:11 e che avrebbe ispirato a Noè, chiamato "predicator di giustizia" in 2Pietro 2:5, gli avvertimenti da dare ai suoi contemporanei. Ma abbiam notato di già che il termine spirito in 1Pietro 3:18, e per conseguenza in 1Pietro 3:19, non si può intendere che dello spirito umano di Cristo, elevato dalla risurrezione ad una nuova potenza e pienezza di vita. È il Cristo risorto che si è recato personalmente a predicare agli spiriti. Si noti non agli antediluviani quand'erano in carne sulla terra; ma agli spiriti disincarnati di quegli uomini che un tempo, in un tempo lontano, erano stati ribelli. Il vedere in questi "spiriti" degli angeli ribelli si riconnette con l'idea barocca di coloro che considerano come angeli "i figliuoli di Dio" che sposarono delle "figliuole degli uomini" secondo Genesi 6:2. Il vedervi gli uomini pii dell'Antico Patto a cui Cristo avrebbe annunziato la liberazione è un'idea estranea al testo ed al contesto.

Il carcere poi è stato spiegato allegoricamente delle tenebre dell'errore e dell'ignoranza in cui sono come rinchiusi gli uomini che non conoscono la verità. Fra quelli che ammettono l'andata del Cristo risorto nel carcere dell'Hades (ossia in quella parte del soggiorno dei morti ove sono confinate le anime che non hanno sperato in Dio e che vi aspettano il giudicio) alcuni hanno dato alla parola predicò un senso inammissibile, cioè annunziò il giudicio di Dio, mentre altrove, nel N.T., il verbo vale: annunziare il Vangelo e questo senso è confermato da 1Pietro 4:6 ove dice esplicitamente: "è stato annunziato l'evangelo ai morti". Che gli spiriti ai quali Cristo predicò si fossero pentiti di già quando la morte li sorprese o di poi, come è stato supposto, il testo non lo dice; come non dice nulla del risultato della predicazione di Cristo. Osserva il Bigg: "Il pensiero che sta alla base delle parole di S. Pietro è che non vi può esser salvezza senza pentimento o che non v'è piena possibilità di pentimento se non si è udito il Vangelo. Coloro che vissero prima della venuta del Signore non poterono udire il Vangelo e perciò la misericordia di Dio non volle condannarli definitivamente prima che avessero udito quell'ultimo appello".

nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tramezzo all'acqua;

L'apostolo aggiunge questi particolari relativi alle poche persone scampate al diluvio perchè ci vede un'analogia tanto col piccol numero dei salvati, al tempo suo, di fronte alle moltitudini estranee al Vangelo, quanto riguardo al mezzo di partecipare alla salvezza. Si è notato anche che l'Autore scrive da Babilonia, nella bassa valle dell'Eufrate, che fu il centro della parte del mondo abitata dagli antediluviani; e si rivolge a dei cristiani abitanti non lungi dalla regione ove si fermò l'arca di Noè. La mente, così dello scrittore, come dei lettori, era per tal modo tratta facilmente a considerare gl'insegnamenti derivanti dal diluvio. La locuzione δι' ὑδατος (tramezzo all'acqua) si può tradurre anche: traverso l'acqua o: per mezzo dell'acqua. Nel primo caso il senso è che gli otto, rifugiandosi nell'arca, furon salvati, sebbene fossero circondati dall'acqua da ogni parte: dall'acqua che veniva dal cielo e da quella che saliva dalla terra. Nel secondo caso l'acqua che inghiotti gli altri è considerata come il mezzo di salvezza di Noè e della sua famiglia perchè fece galleggiare l'arca nella quale erano entrati. Quest'ultimo senso ha in suo favore quel che Pietro dice in 1Pietro 3:21 del battesimo che salva anche noi.

Riferimenti incrociati:

1Pietro 3:20

Ge 6:3,5,13
Is 30:18; Rom 2:4,5; 9:22; 2P 3:15
Mat 24:37-39; Lu 17:26-30
Ge 6:14-22; Eb 11:7
Ge 7:1-7,13,23; 8:1,18; Mat 7:14; Lu 12:32; 13:24,25; 2P 2:5
Ge 7:17-23; 2Co 2:15,16; Ef 5:26


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