Nuova Riveduta:

1Pietro 4:19

Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio affidino le anime loro al fedele Creatore, facendo il bene.

C.E.I.:

1Pietro 4:19

Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere di Dio, si mettano nelle mani del loro Creatore fedele e continuino a fare il bene.

Nuova Diodati:

1Pietro 4:19

Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino a lui le proprie anime, come al fedele Creatore, facendo il bene.

Bibbia della Gioia:

1Pietro 4:19

Perciò, anche se soffrite secondo la volontà di Dio, raccomandate la vostra anima al Creatore fedele e continuate a fare il bene.

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Pietro 4:19

Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino le anime loro al fedel Creatore, facendo il bene.

Diodati:

1Pietro 4:19

Perciò quelli ancora, che patiscono secondo la volontà di Dio, raccomandingli le anime loro, come al fedele Creatore, con far bene.

Commentario:

1Pietro 4:19

Non è dunque il caso di perdersi d'animo quando s'accende il fuoco della prova; ma la via da battere, anche per quelli che soffrono come cristiani, sta nel rimettere con fiducia le loro anime a Colui che le ha create e le vuol salve, perseverando fino all'ultimo nella pratica del bene ch'è volontà di Dio.

Perciò, anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, inscrutabile, ma sempre savia, raccomandino (o: affidino) le anime loro al fedel Creatore, facendo il bene.

L'immagine colla quale è rappresentata la fiducia filiale del credente nel suo Dio è quella di un deposito che si affida a chi lo può custodire. Le parole di Pietro ricordano quelle di Salmi 31:5 che Gesù si appropriò sulla croce: "Nelle tue mani io rimetto (o: depongo) il mio spirito". Paolo allude, all'anima sua quando dice: "Io so in chi ho creduto e son persuaso ch'egli è potente da custodire il mio deposito fino a quel giorno" 2Timoteo 1:12. Chi più potente di Colui che ha creato le anime ed i corpi? Chi più disposto a custodire e a salvare le anime che ha create, del Dio fedele? Ma fiducia in Dio e perseveranza nel bene sono cose inseparabili.

AMMAESTRAMENTI

1. Quantunque avvertiti da Cristo e dai suoi apostoli che "tutti coloro i quali voglion viver piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati"; quantunque la storia abbia confermato largamente quegli avvertimenti e noi stessi abbiamo dichiarato d'esser pronti a sopportar le conseguenze della nostra professione di fede, pure quando ci raggiunge il fuoco della prova, troviam la cosa strana e ne proviamo un certo stupore. "La carne freme, l'uomo vecchio si ribella"; dimentichiamo le savie considerazioni con cui abbiam confortato gli altri, ed abbiam bisogno che lo Spirito ridica al nostro cuore smarrito: Non ti turbare: nulla di strano, di anormale ti avviene. Quel fuoco è destinato a provarti. Vedi piuttosto se quel che soffri non è dovuto, almeno in parte, a colpe e a difetti tuoi. Il Signore riprende e castiga chi egli ama. Ravvediti e sii miglior cristiano. E se veramente le tue sofferenze sono "per il nome di Cristo, leva in alto lo sguardo, il tuo patire ti è arra di futura gloria nel giorno dell'apparizione di Cristo, giorno terribile per quelli che l'avranno disprezzato nei suoi membri; giorno di delizie per i suoi riscattati, il più bello dei giorni di cui possano veder l'aurora; giorno il cui sole non tramonterà; giorno che non avrà più tenebre, e compierà perfettamente tutte le speranze di quelli che avranno amato la sua apparizione" (Leigh).

2. S. Pietro nomina fra le sofferenze inflitte ai cristiani i vituperi cui sono fatti segno; ed è forse questa, nei tempi in cui tacciono le forme più brutali di persecuzione religiosa, quella che non cessa mai. Quando il fuoco del martirio si spegne, questo brucia tuttora. Viviamo in tempi di libertà di coscienza, ma gli increduli e i cristiani di nome non risparmiano il loro disprezzo, i loro vituperi a coloro che, giovandosi della libertà, intendono servir Dio secondo l'Evangelo e non secondo i precetti umani. Siccome il nome di "cristiano" non è più oggi disonorevole, si negherà il titolo di cristiano a chi, però, crede in Cristo, studia le parole di Cristo e si sforza di servire Cristo e lo si chiamerà "eretico", "ateo", "settario", ecc. "vituperi, nota il Leighton, a ben considerarli, sono tra le sofferenze più forti che il mondo possa infliggere ai cristiani. Non feriscono il corpo come le torture o come i colpi delle verghe; ma colpiscono il cuore ch'è tanto più sensibile". "Trafiggendomi le ossa, i miei nemici mi fanno onta, dicendomi continuamente: Dov'è il tu o Dio?" Salmi 42:11. Una buona riputazione è uno dei beni terrestri di cui, gli uomini in generale sentono di più la privazione, e anche per i figliuoli di Dio, le pungenti ingiurie son più difficili a sopportare dei grandi dolori corporali. Tanto più che siffatte ingiurie vengono spesso da uomini spregevoli. Chiunque ha una lingua può scoccare un dardo rovente.

Ma l'uomo di fede converte in motivo di allegrezza quello che lo dovea far soffrire; in motivo di gloria il vituperio. E della gloria promessa a chi patisce come cristiano, egli ha per arra lo Spirito che l'assiste, che lo fortifica, che un giorno lo glorificherà portandolo alla perfezione celeste.

3. In 2Tessalonicesi 1 Paolo presenta la costanza dei cristiani nelle persecuzioni e nelle afflizioni che sostengono, come una prova del giusto giudicio di Dio che introdurrà nel suo regno quelli, che patiscono per esso, e renderà afflizione a quelli che li affliggono. Qui Pietro presenta le persecuzioni come il principio del giudicio universale di Dio, destinato ad eliminar dalla Chiesa gli elementi spurii e dalla vita dei singoli fedeli le scorie del peccato. È un giudizio disciplinare, ma esso attesta che il Santo non può sopportar la vista del male e fa presentire la severità del giudicio che condannerà chiunque sarà perseverato nell'empietà e, nella ribellione.

Ogni amara conseguenza del peccato negli individui; ogni giudicio provvidenziale che nel corso della storia trae addosso ai popoli corrotti la rovina; ogni gemito di oppressi che sale al trono di Dio col grido: "Fino a quando?"; ogni sospiro della coscienza umana invocante la restaurazione della giustizia conculcata in tanti modi, sono come squilli di tromba che annunziano il giudicio, anzi ne sono i prodromi ed invitano gli uomini a prepararsi all'incontro di Dio.

Per i credenti che hanno ubbidito all'Evangelo e ricevuto il perdono dei peccati, sono un invito ad affidar con piena fede le loro anime alla potente è fedel custodia del loro Creatore e Padre, senza scostarsi dalla via del bene.

Riferimenti incrociati:

1Pietro 4:19

1P 4:12-16; 3:17; At 21:11-14
Sal 31:5; 37:5; Lu 23:46; At 7:59; 2Ti 1:12
1P 2:15; Est 4:16; Ger 26:11-15; Dan 3:16-18; 6:10,11,22; Rom 2:7
Sal 138:8; 146:5,6; Is 40:27,28; 43:7,21; 51:12,13; 54:16,17; Col 1:16-20; Eb 1:2,3; Ap 4:10,11; 5:9-14

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