Nuova Riveduta:

1Pietro 5:4

E quando apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce.

C.E.I.:

1Pietro 5:4

E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.

Nuova Diodati:

1Pietro 5:4

E quando apparirà il sommo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce.

Bibbia della Gioia:

1Pietro 5:4

allora, quando apparirà Cristo, il capo di tutti i pastori, riceverete una gloriosa ricompensa che durerà per sempre.

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Pietro 5:4

E quando sarà apparito il sommo Pastore, otterrete la corona della gloria che non appassisce.

Diodati:

1Pietro 5:4

E, quando sarà apparito il sommo Pastore, voi otterrete la corona della gloria che non si appassa.

Commentario:

1Pietro 5:4

E quando sarà apparito il Sommo Pastore, otterrete la corona della gloria che non appassisce.

In 1Pietro 2:25 l'autore ha chiamato Cristo il Pastore e Vescovo delle anime; l'Ep. agli Ebrei 13:20 lo chiama "il gran Pastore delle pecore" e Gesù stesso chiamò se stesso "il Pastore", il "buon Pastore" Giovanni 10. A Lui appartengono le greggi e i pastori che sotto di lui e nello spirito di lui devono adempiere le loro funzioni. A quelli che l'avranno fatto fedelmente Egli darà la ricompensa quando apparirà nella sua gloria, in quei giorni della fine che Pietro non stima lontani. La ricompensa consisterà in una corona inalterabile di gloria che non appassirà come i fuggevoli e vani onori di quaggiù. Cfr. 1Pietro 1:14.

AMMAESTRAMENTI

1. La Chiesa, formando un sol corpo, è interessata alla condotta di ciascuno dei suoi membri; ma interessata particolarmente al carattere di quelli che esercitano in essa l'ufficio di pastori e conduttori. Perciò è naturale e doveroso ch'essa si preoccupi del reclutamento dei suoi futuri conduttori, ch'essa preghi il Signore della messe di spingere Egli stesso degli operai nella sua messe, ch'essa incoraggi i giovani ben disposti e forniti dei doni necessari a consacrarsi all'opera di Dio; ch'essa sostenga colla sua simpatia e col suo affetto i conduttori che Dio le dà; ch'essa provveda con generosità al loro sostentamento e si mostri premurosa nell'ascoltarne gl'insegnamenti e nell'imitarne l'esempio. "Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perchè essi vegliano per le vostre anime come chi ha da renderne conto; affinchè facciano questo con allegrezza e non sospirando; poichè ciò non vi sarebbe d'alcun utile" Ebrei 13:17.

2. Quanto son belli, sui monti, i piedi di coloro che annunziano buone notizie! che sono ambasciatori di Cristo per annunziare la salvezza al mondo perduto! Quanto è grande, per un peccatore riscattato, l'onore d'esser scelto dal Supremo Pastore per pascere una parte del suo gregge, per nutrirlo, per vegliare su di esso, per confortarlo, per guidarlo alla vita eterna! Non è quindi maraviglia se per tanto ufficio siano richiesti, oltre ai doni di parola e alle necessarie conoscenze, un carattere esemplare, una fede sincera nel Salvatore che sofferse e risorse, e un grande amore per le anime, onde il più alto ministerio umano non si compia a malincuore, con spirito mercenario o con orgoglio di dominatori, ma sotto l'impulso animatore di una devozione amorevole, illuminata e perseverante. Il glorioso Capo della chiesa saprà, a suo tempo, ricompensare chi si è sforzato di seguire le orme del buon Pastore.

3. Chi ha scritto questa breve sezione è l'apostolo Pietro, che secondo il cattolicismo romano avrebbe ricevuto da Cristo un primato, non solo di onore, ma di giurisdizione su tutta la Chiesa, inclusi i suoi colleghi nell'apostolato, e sarebbe stato stabilito qual vicario di Cristo per reggere la Chiesa così dal punto di vista della dottrina come da quello della disciplina. Ora, vanno notate a questo riguardo parecchie cose:

a) Non v'è traccia in questi versetti nè in tutta l'epistola, di alcuna gerarchia ecclesiastica. Il solo ufficio permanente di cui sia fatta menzione è il presbiterato che include il pastorato (e forse anche il diaconato) e non si distingue ancora dall'episcopato.

b) Non v'è traccia alcuna di primato di Pietro nè di alcuna sua giurisdizione sulla Chiesa, meno ancora di un suo vicariato. Egli si chiama al principio semplicemente "apostolo di Cristo Gesù" e qui l'accenno al suo apostolato è fatto in modo da nasconderne anzichè accentuarne l'autorità morale. Ricorda ch'egli è testimone delle sofferenze di Cristo, ma esorta i presbiteri come loro compagno: Il Capo della Chiesa da cui dipendono ed a cui devono render conto i pastori è il Cristo vivente.

c) Non v'è traccia di spirito di dominazione nè sulle coscienze, nè sulle chiese, nè tanto meno sugli Stati. All'autorità civile Pietro ha esortato i fedeli ad ubbidire, ai presbiteri raccomanda di non tiranneggiare le chiese loro affidato ed il suo atteggiamento è quello d'un pastore amorevole, non d'un dominatore che lancia anatemi a chi non si sottomette alle sue definizioni ed ai suoi ordini.

d) Non v'è traccia qui di sacerdotalismo. 1Pietro 2 ha insegnato che il popolo cristiano è tutto intero un popolo di sacerdoti e qui l'ufficio del presbitero è fatto consistere nel sorvegliare e nel pascere di buon animo il gregge, cioè nell'insegnamento della Parola di Dio e nella cura d'anime, non nell'amministrazione di sacramenti aventi effetti magici e rivestenti, nel caso della messa, un preteso carattere di sacrificio.

Riferimenti incrociati:

1Pietro 5:4

1P 5:2; 2:25; Sal 23:1; Is 40:11; Ez 34:23; 37:24; Zac 13:7; Giov 10:11; Eb 13:20
Mat 25:31-46; Col 3:3,4; 2Te 1:7-10; 1G 3:2; Ap 1:7; 20:11,12
1P 1:4; Dan 12:3; 1Co 9:25; 2Ti 4:8; Giac 1:12; Ap 2:10; 3:11

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