Nuova Riveduta:

1Tessalonicesi 1:1

(At 17:1-9; 18:5)(2P 3:18)
Indirizzo e saluti
=2Te 1:1-2
Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace.

C.E.I.:

1Tessalonicesi 1:1

Paolo, Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace!

Nuova Diodati:

1Tessalonicesi 1:1

Indirizzo e saluti
Paolo, Silvano e Timoteo, alla chiesa dei Tessalonicesi in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.

Riveduta:

1Tessalonicesi 1:1

Indirizzo e saluti
Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo, grazia a voi e pace.

Diodati:

1Tessalonicesi 1:1

PAOLO, e Silvano, e Timoteo, alla chiesa de' Tessalonicesi, che è in Dio Padre, e nel Signor Gesù Cristo. Grazia a voi e pace, da Dio nostro Padre, e dal Signor Gesù Cristo.

Commentario:

1Tessalonicesi 1:1

Paolo e Silvano e Timoteo...

Uniformandosi fin dalla prima lettera che di lui possediamo, all'uso epistolare dei suoi tempi, Paolo comincia con quel saluto che da lui principalmente prenderà nome di apostolico, ed in cui troviamo il nome dell'autore o degli autori della lettera, quello della chiesa destinataria ed il voto che ad essa manda Paolo in un coi suoi collaboratori.

In tutte le Epistole posteriori, salvo quelle ai Filippesi e a Filemone, Paolo aggiunge al proprio nome l'indicazione dell'ufficio suo di apostolo, talvolta rilevandone l'origine divina (Galati Cor.); qui non stima necessario il farlo essendo l'Epistola in buona parte una effusione del suo cuore di padre spirituale, e nessuno tra i cristiani di Tessalonica mettendo in dubbio la di lui autorità.

Silvano e Timoteo erano stati i collaboratori dell'apostolo nella fondazione della chiesa di Tessalonica; Paolo stima perciò cosa giusta l'associare al suo il nome di chi avea con lui diviso le fatiche ed i pericoli della missione da cui era nata la comunità. Silvano o, come lo chiama Luca in forma abbreviata, Sila, era un membro eminente della chiesa di Gerusalemme, e poichè possedeva un dono profetico, era stato scelto con Giuda-Barsaba per recare in Antiochia il messaggio della Conferenza di Gerusalemme Atti 15:22,32. Era stato di poi eletto quale compagno di Paolo nel suo secondo gran viaggio missionario Atti 15:40. Da quell'epoca Luca non lo mentova più e solo nella prima Ep. di Pietro, scritta da Babilonia ai cristiani sparsi nell'Asia Minore, lo ritroviamo sotto il nome di Silvano, latore della lettera di Pietro. Era naturale che, essendo stato a lungo in Gerusalemme nella compagnia di Pietro, divenisse suo collaboratore presso Giudei e pagani.

Quanto a Timoteo, assunto da poco al ministerio evangelico in occasione della visita di Paolo a Listra Atti 16:1-3; egli si era fatto altamente apprezzare dall'apostolo (Vedi Introduz. alle Epist. pastorali).

alla chiesa dei Tessalonicesi ch'è in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo

letteralm. "all'assemblea di Tessalonicesi in Dio Padre e nel S. G. C.". I credenti di Tessalonica eletti da Dio e da lui chiamati mediante il Vangelo formano una ecclesia (Cfr. note 1Tessalonicesi 2:14; 1Corinzi 1:2 ecc.); una società speciale che ha per fondamento non la comunanza di razza o di nazionalità, di principii politici o sociali, di gusti artistici o letterari, di interessi industriali o di scopi scientifici, ma che ha per fondamento la fede in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo. Essa è o sussiste, essa "ha l'intero suo essere" in Dio Padre ed in Cristo. Questo "essere" implica il credere in Dio come nel solo vivente e vero cfr. (1Tessalonicesi 1:9) che si è rivelato in Cristo qual Padre amoroso e pietoso, il credere in Gesù quale Messia promesso nei profeti, qual Figliuol di Dio fatto carne, morto, risorto e sedente alla destra di Dio qual "Signore" della Chiesa e del mondo. Implica del pari il vivere nella comunione del Padre e del Signore G. C. Una tale fede ed una tale vita costituiscono il legame spirituale ed imperituro che unisce insieme i membri della chiesa di Tessalonica facendone una famiglia di Dio. Così Paolo chiamerà i cristiani di Filippi "i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi" cfr. Romani 10:11; Colossesi 1:2. Come per la vita fisica e psichica "noi ci moviamo e siamo in Dio" Atti 17:28; così per la vita spirituale ci moviamo e siamo in Dio Padre e nel Signor G. C. A questo il sano misticismo cristiano. Chi riconosce il vero Dio e lo adora come l'Essere vivente e personale, è monoteista; ma chi si confida in lui come nel Padre che ci ha riconciliati a sè in Cristo, quello è cristiano. Oggidì, come nei tempi apostolici, osserva il Denney, ci sono persone che sono cristiane ed altre che non lo sono, e per quanto, alla superficie, le loro vite possano parer simili, esse sono però radicalmente separate.. Il loro centro è diverso; l'elemento in cui si muovono è diverso, il cibo di cui si alimenta il loro pensiero è diverso, com'è diversa la fonte dei loro moventi e diverso il loro ideale morale. Gli uni vivono in Dio gli altri vivono senza Dio, gli uni vivono in Cristo gli altri vivono separati da Cristo, e più sarà grande la loro sincerità più grande sarà l'antagonismo fra loro. Credenti e chiese devono aspirare ad essere in modo viepiù completo e costante in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo. "Volesse Iddio, esclamava Crisostomo, che si potesse con verità dir questo della nostra chiesa, ma io temo ch'ella sia indegna di sì bel nome. Si può egli dire di chi è schiavo del peccato ch'egli è in Dio?".

grazia a voi e pace.

Tale il testo delle maggiori edizioni critiche (Tischendorf, Tregelles, Hort, Nestle) che considerano come aggiunta tolta dalla seconda Epistola le parole da Dio nostro Padre e dal Signor G. C.. Esso trovansi nei Codd. (alef) A C D e seguenti, ma non si vede perchè sarebbero state soppresse, se autentiche. Grazia è il favore immeritato di Dio da cui scaturiscono per la creatura peccatrice tutti i beni della salvazione: dal perdono fino alla perfetta santificazione. Ne hanno quindi bisogno continuo i credenti come chi è ancora alieno da Dio. Pace è uno dei più dolci frutti della grazia, tanto più prezioso quando il mondo è avverso e i tempi sono difficili come lo erano per i cristiani di Tessalonica. "Non c'è pace senza grazia, e non c'è grazia all'infuori della comunione con Dio in Cristo" (Denney).

Riferimenti incrociati:

1Tessalonicesi 1:1

At 15:27,32,34,40; 16:19,25,29; 17:4,15; 18:5
2Co 1:19; 2Te 1:1; 1P 5:12
At 16:1-3; 17:14,15; 18:5; 19:22; 20:4; 2Co 1:1; Fili 1:1; Col 1:1; 1Ti 1:2; 2Ti 1:2; Eb 13:23
1Co 1:2; Ga 1:2
At 17:1-9,11,13
Ga 1:22; 2Te 1:1; 1G 1:3; Giuda 1:1
Rom 1:7; Ef 1:2


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