Nuova Riveduta:

1Timoteo 1:1

(At 20:28)
Indirizzo e saluti
Tt 1:1-4
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per ordine di Dio, nostro Salvatore, e di Cristo Gesù, nostra speranza,

C.E.I.:

1Timoteo 1:1

Paolo, apostolo di Cristo Gesù, per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza,

Nuova Diodati:

1Timoteo 1:1

Indirizzo e saluti
Paolo, apostolo di Gesù Cristo, per comando di Dio, nostro Salvatore, e del Signore Gesù Cristo, nostra speranza,

Bibbia della Gioia:

1Timoteo 1:1


Questa lettera è scritta da Paolo, apostolo di Gesù Cristo per ordine di Dio, nostro Salvatore, e di Gesù Cristo nostra unica speranza,

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Timoteo 1:1

L'indirizzo e i saluti
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comandamento di Dio nostro Salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza,

Diodati:

1Timoteo 1:1

PAOLO, apostolo di Gesù Cristo, per comandamento di Dio, nostro Salvatore; e del Signor Gesù Cristo, nostra speranza;

Commentario:

1Timoteo 1:1

IL SALUTO

1Timoteo 1:1-2.

Il breve preambolo contiene i tre elementi soliti a trovarsi nelle altre lettere di Paolo, secondo l'uso epistolare antico, cioè:

a) la designazione dell'autore della lettera;

b) la designazione del destinatario;

c) il saluto che l'autore gli rivolge.

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per ordine di Dio, Salvator nostro, e di Cristo Gesù nostra speranza.

Si è trovato strano che Paolo, scrivendo ad un suo giovane collaboratore, mentovi, in modo così esplicito, il proprio ufficio apostolico. Ma la lettera a Timoteo, per quanto individuale, non è però di carattere privato, come quella a Filemone. Paolo la scrive in adempimento del suo ufficio apostolico, ad uno ch'egli ha delegato a reggere, per un tempo, la chiesa di Efeso, e vi tratta, non di cose private, ma del modo di condurre la chiesa di Dio. "Non l'amico all'amico, nè il maestro al discepolo, scrive, ma l'apostolo rivestito di autorità al suo delegato" (Beck).

Parlando della sua vocazione, in altre Epistole, Paolo si dice apostolo "per la volontà di Dio" mentre qui e nell'Epistola a Tito adopera l'espressione più forte: secondo l'ordine, od il comandamento di Dio. L'ordine è l'espressione della volontà. Nelle narrazioni della chiamata di Paolo in Atti 9:22,26. troviamo delle parole che ricordano quella della nostra Epistola: "Va' a Damasco, e quivi ti si parlerà di tutto ciò che ti è ordinato di fare" Atti 22:10. L'epiteto di Salvatore dato a Dio ritorna in 1Timoteo 2:3-4; 4:10; Tito 1:3; 2:10; 3:4; Giuda 1:25; Luca 1:47 nel Cantico di Maria. La versione dei LXX lo contiene varie volte. Dio è salvatore non solo perchè conserva e protegge; ma perchè Egli è l'iniziatore della salvazione ed il compitore di essa per mezzo di Cristo. Nel passo di S. Giuda si legge: "a Dio solo, salvator nostro per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore". Se in altri scritti di Paolo il titolo di Salvatore è riservato a Cristo, l'idea che Dio è il primo autore della salvazione vi si trova espressa in varie guise. "Tutte le cose procedono da Dio, il quale ci ha riconciliati con sè per mezzo di Cristo... Dio era in Cristo riconciliando il mondo con sè..." 2Corinzi 5:18-19; cfr. Romani 5:8; 8:28-39; Efesini 2:1-8; Giovanni 3:16.

L'ordine divino che chiama Paolo all'apostolato procede ugualmente da Dio Padre e dal suo Figliuolo Gesù Cristo o, più precisamente, procede da Dio per mezzo di Cristo ch'è il rivelatore e l'agente di Dio. Cristo è chiamato la nostra speranza come in Efesini 2:14 è chiamato la "nostra pace", non solo perchè egli ha posto in luce, nel suo insegnamento e nella sua persona stessa, la gloriosa speranza dei figli di Dio, "la vita e l'immortalità" 2Timoteo 1:10; ma soprattutto perchè, colla sua morte espiatoria, colla sua risurrezione ed ascensione, col suo regno alla destra del Padre, egli è il fondamento saldo, la garanzia della speranza cristiana. Se Cristo non fosse risuscitato, vana sarebbe la nostra fede, saremmo ancora nei nostri peccati e coloro che sono morti in Cristo sarebbero perduti. Ma ora, Cristo è risuscitato dai morti, primizie di coloro che dormono 1Corinzi 15:16-22. Cristo nei credenti è, per loro, "la speranza della gloria", come dice Paolo stesso Colossesi 1:27. Uniti a lui, per fede, muoiono con lui al peccato, risuscitano con lui a vita nuova e con lui regneranno. In vari passi Cristo è presentato pure come l'oggetto della speranza. "Esser sempre col Signore", partir dal corpo "per andare ad abitar col Signore" è l'aspettazione suprema dei fedeli; bramano perciò "di partire e d'essere con Cristo", perché ciò è, per loro, meglio assai 1Tessalonicesi 4:17; 2Corinzi 5:8; Filippesi 1:23. Quando apparirà saranno simili a lui perchè lo vedranno qual egli è 1Giovanni 3:2. Nel pensiero di Dio Salvatore e di Cristo speranza nostra dovea l'apostolo "trovare il conforto di cui abbisognava il suo cuore, allorché giunto allo scorcio della vita, stanco del suo correre e faticare e soffrire, non potea se non sospirare dietro alla liberazione finale" (Bonnet).

Riferimenti incrociati:

1Timoteo 1:1

Rom 1:1; 1Co 1:1
1Ti 2:7; At 9:15; 26:16-18; 1Co 9:17; Ga 1:1,11; 2Ti 1:11; Tit 1:3
1Ti 2:3; 4:10; Sal 106:21; Is 12:2; 43:3,11; 45:15,21; 49:26; 60:16; 63:8; Os 13:4; Lu 1:47; 2:11; 2Ti 1:10; Tit 1:3; 2:10,13; 3:4,6; 2P 1:1; 1G 4:14; Giuda 1:25
Rom 15:12,13; Col 1:27; 2Te 2:16; 1P 1:3,21

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