Nuova Riveduta:

1Timoteo 1:2

a Timoteo, mio legittimo figlio nella fede: grazia, misericordia, pace, da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore.

C.E.I.:

1Timoteo 1:2

a Timòteo, mio vero figlio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro.

Nuova Diodati:

1Timoteo 1:2

a Timoteo, mio vero figlio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio nostro Padre e da Cristo Gesù, nostro Signore.

Riveduta:

1Timoteo 1:2

a Timoteo mio vero figliuolo in fede, grazia, misericordia, pace, da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore.

Diodati:

1Timoteo 1:2

a Timoteo, mio vero figliuolo in fede; grazia, misericordia, e pace, da Dio nostro padre, e da Cristo Gesù, nostro Signore.

Commentario:

1Timoteo 1:2

A Timoteo [mio] figlio genuino nella fede.

Per i dati biografici relativi a Timoteo vedasi l'Introduzione. Paolo lo chiama suo figlio perch'egli era stato l'istrumento di cui Dio si era servito per la conversione del giovane Listrese nel corso del primo gran viaggio missionario. In fede indica il dominio nel quale Paolo può dirsi padre di Timoteo: il dominio della vita spirituale per opposizione a quello della vita psichica e fisica (cfr. Tito 1:4). Paolo l'avea "generato in Cristo Gesù mediante l'Evangelo" 1Corinzi 4:15 e lo chiama genuino, ch'è l'opposto di spurio, per la certezza ch'egli ha della sincerità e realtà della fede di lui 2Timoteo 1:5. Lo chiama nella 1Corinzi 4:17 il "suo figlio diletto e fedele nel Signore" e nell'Epistola ai Filippesi 2:19-23 dice: "Non ho nessuno d'animo pari al suo... tutti cercano il proprio non quello di Cristo...; egli ha servito con me nell'Evangelo come un figlio serve al padre..." Oramai l'apostolo aveva veduti molti discepoli della prima ora allontanarsi o raffreddarsi; Timoteo non ha mutato ed a Paolo è dolce il poter riporre intera la sua fiducia in lui.

Grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore.

Al saluto ordinario implorante grazia e pace sui destinatari delle sue lettere, Paolo aggiunge qui, come 2Timoteo 1:2 (cfr. 2Giovanni 3. e Giuda 2), la parola misericordia. 'Grazia' indica, in modo generale, ogni favore di Dio al peccatore; 'misericordia' è la compassione verso chi trovasi in necessità, in debolezza, in prove speciali. "Il cielo s'è fatto oscuro e minaccia tempesta; il compito dei conduttori della Chiesa diventa sempre più grave; hanno bisogno, non solo della pace divina, ma di tutte le tenerezze della celeste compassione" (Godet). 'Pace' è la calma dell'anima derivante dalla certezza della grazia e della misericordia di Dio in Cristo. Dice Oosterzee: "Possiam chiamar la grazia il sommo bene per il colpevole; la misericordia per il sofferente e la pace per il travagliato discepolo del Signore". Questa tirade armonica comprende tutte le benedizioni spirituali che il cristiano deve domandare per sè e per i suoi fratelli.

AMMAESTRAMENTI

1. Quando Paolo considera l'ufficio apostolico cui Dio lo ha chiamato confrontandolo con quel ch'egli era stato prima della sua conversione, egli lo considera come una grazia insigne. "Io sono il minimo degli apostoli, egli scrive, non son degno d'esser chiamato apostolo, perchè ho perseguitata la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio sono quel che sono" 1Corinzi 15:9. Ma quando si trova di fronte ad avversari che mettono in dubbio la legittimità del suo apostolato, egli insiste sul fatto dell'essere egli apostolo non per volontà d'uomini ma per volontà di Dio (Galati Cor.). Verso la fine della carriera, allorquando si moltiplicano gli attacchi e le insidie contro all'Evangelo, egli si considera volentieri come il soldato che ubbidisce all'ordine del suo celeste Capitano. Di fronte a situazioni gravi, a doveri penosi, od a pericoli, c'è un conforto nella certezza che siamo al posto ove il comando di Dio ci ha collocati avvenga quel che può.

2. Essere agli ordini di Dio onnipotente, sapientissimo e santo, rende l'ubbidienza doverosa sempre; ma la rende dolce il sapere che Colui che ordina è il Dio Salvatore per mezzo di Cristo ch'è la nostra speranza. Il giogo di Colui ch'è salvezza e speranza nostra non può esserci grave; l'amor riconoscente lo farà lieve. Salvezza certa procedente da Dio, speranza sicura e gloriosa fondata su Cristo e da lui garantita, possono sole dare pace ed allegrezza all'anima. Esser "senza Dio e senza speranza" è tal misero stato che spegne ogni entusiasmo e fuga dal cuore ogni canto.

3. La relazione spirituale formata tra due creature umane dalla comunanza di fede è più profonda e duratura di qualunque altra, perchè è unione di spiriti e non di corpi, è unione che ha principio sulla terra, ma non termina colla morte fisica. Paolo e Timoteo sono uniti in Dio per sempre. Essi ci mostrano quanto amorevoli possano essere le relazioni tra padre e figlio spirituali; quanto proficua sia l'amicizia fra due cristiani anche separati dall'età o dal temperamento, che si completano e si aiutano a vicenda. Ci fanno del pari intendere quanto savia cosa sia il collocare gli operai più giovani ed inesperti accanto ai più provetti onde possano dall'esempio e dai consigli di questi apprendere a reggere, come si conviene, una chiesa. Gli antichi Valdesi, seguendo l'esempio di Cristo, mandavano i loro missionari a due a due, accoppiando al "regidor" più anziano un coadiutore più giovane.

4. I ministri al par degli altri credenti, anzi più degli altri, hanno bisogno di grazia, di misericordia e di pace da Dio Padre e dal Signor Gesù Cristo. Le devono implorar essi stessi e le devono, su loro, implorare i fedeli.

Riferimenti incrociati:

1Timoteo 1:2

At 16:1-3; 1Te 3:2
1Ti 1:18; 1Co 4:14-17; Fili 2:19-22; 2Ti 1:2; 2:1; Tit 1:4
Rom 1:7; Ga 1:3; 2Ti 1:2; Tit 1:4; 1P 1:2


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