Nuova Riveduta:

1Timoteo 3:6

che non sia convertito di recente, affinché non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo.

C.E.I.:

1Timoteo 3:6

Inoltre non sia un neofita, perché non gli accada di montare in superbia e di cadere nella stessa condanna del diavolo.

Nuova Diodati:

1Timoteo 3:6

Inoltre egli non sia un neoconvertito, perché non gli avvenga di essere accecato dall'orgoglio e non cada nella condanna del diavolo.

Bibbia della Gioia:

1Timoteo 3:6

Inoltre bisogna che non sia convertito da poco, perché potrebbe montarsi la testa per essere stato scelto tanto presto, e si sa, l'orgoglio porta al peccato. La caduta di Satana ne è un chiaro esempio.

La Parola è Vita
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Riveduta:

1Timoteo 3:6

che non sia novizio, affinché, divenuto gonfio d'orgoglio, non cada nella condanna del diavolo.

Diodati:

1Timoteo 3:6

Che non sia novizio; acciocchè divenendo gonfio, non cada nel giudicio del diavolo.

Commentario:

1Timoteo 3:6

Il ver. 6 prescrive che il candidato al presbiterato non solo debba essere sinceramente convertito, ma debba possedere un certo grado d'esperienza religiosa.

che non sia un neofito,

lett. una pianta novella, cioè una persona di fresco convertita, nata da poco alla vita della fede. L'apostolo non determina un tempo fisso per misurar il grado della maturità religiosa, perchè non è cosa che dipenda solamente dal tempo; ma vuole che il sovrintendente sia passato per un periodo di prova durante il quale abbia potuto radicarsi nella conoscenza della verità e nell'esperienza della grazia di Cristo, altrimenti sarà come un coscritto chiamato a condurre alla guerra dei soldati più provetti di lui. Ciò non è utile alla chiesa ed è inoltre pericoloso per lui stesso:

che talora gonfiato [di superbia], non incorra nel giudicio [in cui è incorso] il diavolo.

Paolo dice solo gonfiato come di fumo o di vento, ma s'intende di superbia, di orgoglio, per la sua elevazione al presbiterato. L'occupare una carica ecclesiastica quando gli manca l'esperienza della sua propria debolezza, può indurlo a credersi qualcosa mentre non è nulla. Dopo la sua conversione, Paolo avea passato tre anni in Arabia prima d'incominciare veramente il suo apostolato; e gli altri apostoli Gesù li volle con sè per tutto il corso del suo ministerio. Lo zelo ardente che contraddistingue i neofiti può facilmente creare delle illusioni; ma l'entusiasmo non può tener luogo dell'esperienza nel presbitero. Timoteo stesso, chiamato all'evangelizzazione ancor giovane, si era educato al ministerio nella compagnia di Paolo. Il giudicio del diavolo s'intende da alcuni delle accuse della gente nemica del Vangelo e che volentieri diventa "calunniatrice". Ma negli scritti di Paolo "il diavolo" si applica non ai calunniatori in genere ma a colui che personifica la menzogna: Satana Efesini 4:27; 6:11; 2Timoteo 2:26. Si tratta piuttosto del giudicio di condannazione nel quale è incorso il diavolo quando, per orgoglio, si ribellò contro a Dio. (Cfr. Giuda 6,9; 2 Pietro 2:4.)

Riferimenti incrociati:

1Timoteo 3:6

1Co 3:1; Eb 5:12,13; 1P 2:2
De 8:14; 17:20; 2Re 14:10; 2Cron 26:16; 32:25; Prov 16:18,19; 18:12; 29:23; Is 2:12; 1Co 4:6-8; 8:1; 2Co 12:7; 1P 5:5
Is 14:12-14; Lu 10:18; 2P 2:4; Giuda 1:6

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