Nuova Riveduta:

Apocalisse 4:11

«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono».

C.E.I.:

Apocalisse 4:11

«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, l'onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose,
e per la tua volontà furono create e sussistono».

Nuova Diodati:

Apocalisse 4:11

«Degno sei, o Signore, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistono e sono state create».

Bibbia della Gioia:

Apocalisse 4:11

«Signore nostro, nostro Dio,
tu sei degno di ricevere la gloria, l'onore e la potenza,
perché sei tu che hai creato tutte le cose.
Ed è per la tua volontà che esse esistono e furono create!»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Apocalisse 4:11

Degno sei, o Signore, e Iddio nostro, di ricever la gloria e l'onore e la potenza: poiché tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furon create.

Diodati:

Apocalisse 4:11

Degno sei, o Signore e Iddio nostro, o Santo, di ricever la gloria, l'onore, e la potenza; perciocchè tu hai create tutte le cose, e per la tua volontà sono, e sono state create.

Commentario:

Apocalisse 4:11

dicendo: Degno sei, o Signore e Iddio nostro di ricever la gloria e l'onore e la potenza; poichè tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create.

Ricever la gloria ecc. torna a dire Ricever da parte delle creature l'omaggio che ti è dovuto di ogni gloria, di ogni onore, del riconoscimento della tua potenza infinita quale l'hai mostrata col creare tutte le cose. Il greco dice: 'furono e furon create', che si suole interpretare: 'vennero all'esistenza per via di creazione', «poich'egli comandò, e furon create» Salmi 148:5. «Dio sovranamente libero e beato in se stesso, non ha bisogno d'alcuna delle sue creature. E per amore ch'egli le ha chiamate all'esistenza e le ha volute partecipi della sua felicità» (Bonnet).

AMMAESTRAMENTI

1. E questa la prima visione, nel corso dell'Apocalisse, in cui gli occhi del Veggente scorgano una porta aperta nel cielo. Esso non gli appare vuoto come lo è per quelli che hanno chiuso gli occhi alle realtà spirituali; ma non gli appare neppure popolato di semi-divinità create dall'immaginazione traviata del paganesimo cristianizzato. Non vi si vedono nè San Pietro a far da portinaio, nè i santi mediatori; nè sopratutto la gran dea dei Mariolatri che non figura in nessuna visione dell'Apocalisse, come non figura in alcuna delle tredici Epistole di Paolo. Giovanni vi contempla colui che siede sul trono, lo Spirito nel simbolo delle lampade, l'Agnello che fu immolato, e intorno al trono, gli angeli a miriadi, i redenti d'ogni nazione o i lor rappresentanti i quali, in un con tutte le creature inferiori, si prostrano in adorazione dinanzi al Creatore e al Redentore del mondo.

2. Dio regna su tutta la creazione che esiste per la volontà e mediante la potenza di Lui. Egli regna e giudica gli esseri responsabili; giudica il mondo a lui ribelle nel corso di tutta la sua storia, finchè la terra attuale abbia fatto posto a nuovi cieli e a una nuova terra ove abiti la giustizia. Ei regna e giudica con sovrana potenza, con santità e giustizia, ma senza venir meno al suo patto di grazia in Cristo, in virtù del quale delle creature, già perdute, posson comparir dinanzi alla sua maestà, mondate delle lor colpe e delle loro sozzure ed esser perfino rivestite di dignità regale come si vede nel simbolo dei ventiquattro anziani. Il levar lo sguardo della fede al trono di Dio che vive e regna nei secoli dei secoli è di gran conforto alla Chiesa nelle sue tribolazioni, allorchè le potenze dell'errore e dell'empietà paiono avere il sopravvento. Dal trono di Dio scende la certezza che le tribolazioni avranno fine, che i nemici saranno vinti e la giustizia trionferà. A tutte le anime che attraversano la valle oscura delle prove, il Veggente ripete: Levate in alto gli occhi e riavrete pace e coraggio.

3. 'Quale maestà in questa visione del cielo! Dinanzi a quel trono, uniti alla celeste assemblea dei redenti, canteremo anche noi quei canti di adorazione e di rendimento di grazie. Oh possa il canto degli angeli e della Chiesa trionfante scendere fino in fondo ai nostri cuori. Affrettiamoci a purificarci d'ogni sozzura di corpo e di spirito preparandoci ad adorar fra poco Colui che siede sul trono; l'Onnipotente, il nostro Creatore' (da De Perrot). 'Come gli anziani gettan le lor corone dinanzi a te, o Dio, così possa io non ricercar la mia propria gloria, ma rendere a te ogni onore ed ogni gloria. Fammi sentir che nulla è mio, che tutto è tuo. Perchè mi glorierei di quello che ho ricevuto come se non l'avessi ricevuto? Rivestimi d'umiltà e fammi sentire in ogni tempo che non sono se non una creatura proceduta da te e da te dipendente' (Da Chalmers).

Riferimenti incrociati:

Apocalisse 4:11

Ap 5:2,9,12; 2Sa 22:4; Sal 18:3
Ap 14:7; De 32:4; 1Cron 16:28,29; Ne 9:5; Giob 36:3; Sal 29:1,2; 68:34; 96:7,8
Ap 10:6; Ge 1:1; Eso 20:11; Is 40:26,28; Ger 10:11; 32:17; Giov 1:1-3; At 17:24; Ef 3:9; Col 1:16,17; Eb 1:2,10
Prov 16:4; Rom 11:36

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