Nuova Riveduta:

Apocalisse 5:14

Le quattro creature viventi dicevano: «Amen!»
E gli anziani si prostrarono e adorarono.

C.E.I.:

Apocalisse 5:14

E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E i vegliardi si prostrarono in adorazione.

Nuova Diodati:

Apocalisse 5:14

E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen!». E i ventiquattro anziani si prostrarono ed adorarono colui che vive nei secoli dei secoli.

Bibbia della Gioia:

Apocalisse 5:14

E le quattro creature viventi continuavano a dire: «Amen», mentre i ventiquattro anziani si prostravano in adorazione.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Apocalisse 5:14

E le quattro creature viventi dicevano: Amen! E gli anziani si prostrarono e adorarono.

Diodati:

Apocalisse 5:14

E i quattro animali dicevano: Amen! e i ventiquattro vecchi si gettarono giù, e adorarono colui che vive ne' secoli dei secoli.

Commentario:

Apocalisse 5:14

E le quattro creature viventi dicevano: Amen! E gli anziani si prostrarono e adorarono.

Così ha termine la grandiosa visione.

AMMAESTRAMENTI

1. Il nostro passato è rappresentato nell'Apocalisse 20 come scritto in libri più fedeli di quelli di quaggiù. Ma anche l'avvenire individuale e collettivo è scritto in un libro che Dio tiene in mano. L'avvenire infatti non è se non il continuato svolgimento del piano di Dio, svolgimento che non è abbandonato al caso, ma è preveduto ed anche preordinato da Dio. Non cade foglia che Dio nol voglia, dice un proverbio ch'è conforme all'insegnamento della Scrittura. Noi non sappiamo bene conciliare la prescienza e la preordinazione di Dio con la libertà umana; ma non possiamo a meno di costatare che le due cose esistono senza escludersi a vicenda. L'uomo si sente libero; eppure le sue azioni sono prevedute e preannunziate ed anche controllate dal governo Dio. Dio lascia che il male cresca fino alle sue estreme manifestazioni, pur arginandolo e intervenendo con castighi sempre più severi; ma quando è giunto il tempo, il giudizio di Dio lo disperde. Quel che deve trionfare è il piano di Dio colla vittoria della luce sulle tenebre.

Il pensiero che tutto, nella nostra vita come nella storia della Chiesa e del mondo, avviene secondo il piano di Dio, è atto ad infonder nell'anima calma e coraggio nei giorni burrascosi ed oscuri.

Però, se tutto è scritto nel libro divino dell'avvenire quel libro è sigillato per noi come lo è per tutte le creature dell'universo. Non c'è magia nè astrologia nè necromanzia nè spiritismo che possa rompere i suggelli del libro. Ed è disposizione savia e misericordiosa di Dio quella che ci nasconde la via per cui dovremo passare.

Tuttavia il Signore, per alimentar la fede in seno al suo popolo, per aiutarlo a sostener le più dure prove, per confermarlo nella sua fedeltà, si è degnato di sollevare qualche lembo del velo mediante le visioni profetiche, preavvisandolo degli assalti più temibili del nemico e dipingendogli le glorie della vittoria assicurata ai fedeli. Così ha fatto anticamente per mezzo dei profeti d'Israele; così ha fatto Gesù nei suoi discorsi e per mezzo dei suoi apostoli, principalmente poi, colla Rivelazione comunicata a Giovanni. Egli ha per tal modo risposto alle ansietà dei suoi servitori e asciugate molte lagrime. Egli solo era in grado di farlo, perchè a Lui, il Verbo fatto carne, è affidata l'esecuzione del piano di Dio che ha per centro la redenzione dell'umanità; redenzione di cui Egli ha compiuto l'atto fondamentale colla sua volontaria immolazione.

Raccogliamo dunque con pia riconoscenza quel tanto che gli è piaciuto di farci conoscere sulle cose future.

2. Apocalisse 5 è di speciale importanza a motivo dell'insegnamento ch'esso contiene intorno a Cristo.

Cristo ci è presentato come uguale a Dio Padre; possiede lo Spirito nella sua pienezza; è adorato dalla Chiesa dei redenti che si prostra dinanzi a lui offrendogli le sue lodi e le sue preghiere. E adorato al pari di Dio Padre da tutte le creature inferiori e superiori dell'universo intero, e a lui appartengon la potenza, la sapienza, la gloria e l'imperio che appartengono a Dio. Egli è il rivelatore dei disegni divini. Egli è l'Agnello senza difetto che si è offerto come vittima propiziatoria per l'espiazione dei peccati ed ha col suo sangue redento a Dio un popolo di sacerdoti e di re.

Egli è il Re potente, il Leone, il Rampollo davidico predetto, cui spetta tradurre in realtà storiche i disegni di Dio verso l'umanità, e come tale è celebrato dalle creature tutte.

«Nulla, dice Bonnet, in presenta della scena sublime dell'adorazione dell'Agnello, nulla può dare un'idea più alta della nostra redenzione, neppure i pensieri più elevati espressi dall'apostolo Paolo. Quanto fredde le più ardenti azioni di grazie dei cristiani di fronte a queste scene della vita del cielo!». «Impariamo anche noi a prostrarci e ad adorare! Siano i nostri culti terreni una preparazione al culto celeste. Siano i nostri inni come l'eco fedele del nuovo cantico che echeggia lassù. Salgano le nostre preghiere davanti a Dio come profumo d'odor soave!» (De Perrot).

Riferimenti incrociati:

Apocalisse 5:14

Ap 19:4
Ap 4:9-11

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