Nuova Riveduta:

Atti 11:20

Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, giunti ad Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, portando il lieto messaggio del Signore Gesù.

C.E.I.:

Atti 11:20

Ma alcuni fra loro, cittadini di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiochia, cominciarono a parlare anche ai Greci, predicando la buona novella del Signore Gesù.

Nuova Diodati:

Atti 11:20

Or alcuni di loro originari di Cipro e di Cirene, arrivati ad Antiochia, iniziarono a parlare ai Greci, annunziando il Signore Gesù.

Bibbia della Gioia:

Atti 11:20

Ma alcuni di loro, che erano giunti ad Antiochia da Cipro e da Cirene, si misero a predicare il Vangelo del Signore Gesù anche ai pagani.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 11:20

Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, venuti in Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, annunziando il Signor Gesù.

Diodati:

Atti 11:20

Or di loro ve n'erano alcuni Ciprioti, e Cirenei, i quali, entrati in Antiochia, parlavano a' Greci, evangelizzando il Signore Gesù.

Commentario:

Atti 11:20

Cirenei

Cirene era una città ed una provincia della Libia superiore, in Africa. Si trovava a 16 chilometri dal mare, quasi di faccia ai tre promontori del Peloponneso. Ne rimangono alcune ruine, che si chiamano oggi Cairoan e non vi sono che scarsi abitanti. Sotto i Tolomei, i giudei vi formavano il quarto della intera popolazione e vi godevano i medesimi diritti dei cirenei stessi. Simone, padre d'Alessandro e di Rufo che aiutò Gesù a portar la croce sulla via del Golgota, era di Cirene Matteo 27:32; Marco 15:21; Luca 23:26. Lucio di Atti 13:1 era anch'egli cireneo. Dopo la distruzione di Gerusalemme operata da Tito, i giudei di Cirene si sollevarono contro Catullo, governatore della provincia, ma furono schiacciati.

Parlavano ai Greci

Chi sono questi greci? Sentiamo il Martini. "Bisogna assolutamente dire che i Greci, dei quali qui si parla, non erano se non veri Giudei, chiamati Greci, perché non altra lingua parlavano se non la greca, la quale era la lingua comune di Antiochia, e la stessa Scrittura non leggevano se non nella greca versione dei LXX; imperocchè nel versetto precedente ha detto S. Luca che i discepoli dispersi (del numero dei quali erano questi Ciprioti e Cirenei) non predicavano Cristo se non ai soli Giudei. Il testo greco favorisce questa interpretazione, e quelli che vogliono che si intendano o veri gentili o proseliti gentili, non sono assistiti da alcuna buona ragione; perché quanto ai proseliti, per ordinario S. Luca fa distinguerli con dar loro il titolo di religiosi o di timorati; e i gentili sono chiaramente esclusi dalle parole del versetto precedente". Con le quali parole, il Martini si rivela esegeta superficiale e poco accurato. I Greci del testo, con buona pace di Monsignor Martini, sono dei veri e propri pagani. Ecco alcune ragioni esegetiche della mia asserzione.

1) Ai tempi del testo, in Antiochia e nelle contrade circostanti, sarebbe stato difficile, per non dire impossibile, il trovare dei giudei che parlassero l'ebraico. Quindi la lezione: alcuni ciprioti e cirenei, entrati in Antiochia, parlavano agli ellenisti, ai giudei, cioè, che parlavano il greco, è lezione assurda; dal momento, ripeto, che in Antiochia, tutti i giudei non parlavano altro che il greco.

2) Ma c'è di più. Il nostro testo ha una fisonomia tutta speciale; contiene un fatto di un'immensa importanza, che la interpretazione Martini non cura affatto; il fatto è nientemeno che la conversione dei pagani. Togliete come fa il Martini cotesto fatto dal nostro passo, e tutto il resto che segue non ha più ragion d'essere. La missione di Barnaba, infatti (Atti 11:22 e seg.), ha le sue origini nella sorpresa che a Gerusalemme desta la notizia d'una conversione di pagani in massa; conversione, che suscita un mondo di scrupoli e di dubbi.

3) E non basta. Io non capisco la difficoltà del Martini: "Bisogna assolutamente dire che i Greci dei quali qui si parla eran dei veri Giudei... perché nel versetto precedente S. Luca ha detto che i discepoli dispersi (del numero dei quali erano questi Ciprioti e Cirenei) non predicavano Cristo se non ai soli Giudei". Al Martini è sfuggita l'antitesi che è fra il Atti 11:19-20; quindi, la difficoltà. Ecco il testo fedelmente tradotto: "Coloro che erano stati dispersi per la persecuzione sopravvenuta a cagione di Stefano, andarono sino in Fenicia, in Cipro ed in Antiochia non annunziando la Parola che ai giudei soltanto; ma fra loro ce ne furono alcuni ciprioti e cirenei, che, entrati in Antiochia, parlarono anche ai greci, annunziando loro l'Evangelo di Gesù Cristo".

4) Lo stato critico del testo è il seguente. La lezione Ἑλληνιστας (Ellenisti, ossia giudei parlanti il greco) ha per sè B. E. G. H. quasi tutti i minuscoli e parecchi Padri. L'altra lezione Ἑλληνας ha per se A. D. il Sinaitico, Eusebio, Crisostomo, Teofilatto, Ecumenio ed i loro commentari, ed è la lezione accettata dal Grozio, dal Bengel, dal Griesbach, dal Lachmann, dal Tischendorf, dall'Alford, dal De Wette, dal Meyer, e dai migliori traduttori e commentatori moderni. Se allo stato critico del testo si aggiungano le evidenze interne del testo stesso che ho accennate, non ci può esser dubbio sulla lezione da scegliere.

Riferimenti incrociati:

Atti 11:20

At 2:10; 6:9; 13:1; Mat 27:32
At 6:1; 9:29
At 8:5,35; 9:20; 17:18; 1Co 1:23,24; 2:2; Ef 3:8

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