Nuova Riveduta:

Atti 18:17

Allora tutti afferrarono Sostene, il capo della sinagoga, e lo picchiavano davanti al tribunale. E Gallione non si curava affatto di queste cose.

C.E.I.:

Atti 18:17

Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale ma Gallione non si curava affatto di tutto ciò.

Nuova Diodati:

Atti 18:17

Allora tutti i Greci presero Sostene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale. Ma Gallione non si curava di queste cose.

Bibbia della Gioia:

Atti 18:17

Allora la folla prese Sòstene, il nuovo capo della sinagoga, e cominciò a picchiarlo proprio davanti al tribunale. Ma Gallione non voleva immischiarsi in queste faccende.

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Riveduta:

Atti 18:17

Allora tutti, afferrato Sostène, il capo della sinagoga, lo battevano davanti al tribunale. E Gallione non si curava affatto di queste cose.

Diodati:

Atti 18:17

E tutti i Greci presero Sostene, capo della sinagoga, e lo battevano davanti al tribunale; e Gallione niente si curava di queste cose.

Commentario:

Atti 18:17

E tutto i Greci presero Sostene

Quell'i greci manca nei codici più autorevoli. Manca nei codici A, B e nel Sinaitico. Si tratta dunque d'una interpolazione, intesa a chiarire il senso del passo. E di fatti è evidente che si tratta della folla greca, che approfittò dell'occasione per iscaraventarsi sui giudei. Questo Sostene può essere stato capo della sinagoga assieme a Crispo Atti 18:8. (Vedi Atti 13:15 per la pluralità dei "capi"). Ei non va confuso con quello che è nominato nella soprascritta della prima lettera ai corinti 1Corinzi 1:1.

E Gallione...

non se ne faceva né in qua né in là. Bella giustizia cotesta! Lasciare che la canaglia picchi a suo beneplacito un galantuomo!

Riflessioni

1. Quanto è grande la misericordia di Dio! Ninive, Sodoma, Corinto Atti 18:1, le città più corrotte, non sono dimenticate dalla grazia dell'Eterno. E spesso l'evangelo è accettato con più slancio in mezzo a cotesta corruzione, che in mezzo a all'orgoglio ed alla sapienza "secondo la carne". Corinto, la corrotta, e di fatti campo più fecondo di frutti per la vita eterna, della dotta Atene. Niuno si spaventi quand'è chiamato a lavorare in campo che la corruzione rende duro ed ingrato. Si ricordi di questo passo dell'apostolo: 1Corinzi 6:9-11.

2. E com'è grande la Provvidenza del Signore! Paolo va a Corinto, ed in Corinto trova casa, lavoro, compagnia, ed un santuario domestico che gli s'apre per ricevere la chiesa Atti 18:2-3,5,7. L'imperatore caccia Aquila e Priscilla da Roma; ed Aquila e Priscilla, guidati dalla mano di Dio, vengono a Corinto, proprio quando Paolo vi giunge; e così anche questa volta, la persecuzione gioverà alla causa di Cristo.

3. Il lavoro bassa; nobilita Atti 18:3. E Paolo è grande quando nel laboratorio d'Aquila si guadagna il pane col sudore del suo volto. Che differenza tra umiltà, la modestia di questi "lavoratori" del secolo apostolico, e orgoglio ed il lusso del "clero" dei nostri tempi!

4. Le parole di Paolo Atti 18:6 sono tremende, ma giuste. La nostra responsabilità finisce quando abbiamo annunziato fedelmente tutto il consiglio di Dio alle anime immortali; e là dove finisce la nostra responsabilità, incomincia quella dei nostri uditori. Niuno però osi pronunciare coteste parole se prima non è più che sicuro d'aver fatto tutto quello che l'apostolo avea fatto per i ribelli di Corinto.

5. Tutti i più grandi uomini di Dio hanno avuto le loro ore di dubbio, o d'incertezza, o di trepidazione. Tutti hanno avuto ed hanno l'ora oscura del Getsemane, come l'ebbe il divino Maestro; l'ebbe Abrahamo dinnanzi ad Abimelech; l'ebbe Mosè nel deserto; l'ebbero i salmisti; e certi loro salmi sono dei gridi acuti d'angoscia; l'ebbe Elia; l'ebbe il Battista; l'ebbe Paolo a Corinto Atti 18:9; l'ebbe Martino Lutero, che diceva una volta: "Molti ai quali esternamente fo l'impressione d'esser giulivo, s'immaginano ch'io non fo che camminare del continuo sulle rose; ma Dio solo sa in qual condizione io mi trovi!" Ma il Signore è fedele, il suo conforto non manca mai a chi si riposa in Lui; e gli orizzonti ch'egli apre dinnanzi al suo fedel servitore, bastano a trarre l'operaio scorato, dai "luoghi più profondi" nel cielo della fede e della speranza Atti 18:10.

6. Gallione! Atti 18:12-17. Hanno fatto di Gallione poco meno che un cristiano. E questo giudizio, per riflesso, ha giovato anche a suo fratello, il filosofo, che la leggenda ha finito per trasformare addirittura in un amico intimo di Paolo. Che Gallione non incoraggiasse e in questo caso alcun atto d'ingiustizia a danno di Paolo, è vero; ma è anche vero che fu spettatore d'un atto brutale d'ingiustizia, senza che alzasse un dito per prevenirlo, per reprimerlo o per punirlo. È tale un'indifferenza quella ch'egli mostrò in questa occasione, che vien quasi la tentazione di domandarsi: "Sarà proprio stato con intendimenti puri, ch'ei non volle dar retta ai giudei che aveano a lui ricorso? O non sarà forse stato perché e giudei e cristiani aveva a noia come il fumo agli occhi?..." Forse, fu per desiderio di pace, di quiete; fu per isbrigarsi come potea meglio d'un affare spinoso, ch'ei si dichiarò incompetente a giudicare della cosa; ma tutto questo non giustifica la colpevole indifferenza d'un giudice che può reprimere un atto iniquo di violenza, e che non lo fa. Malgrado tutto questo, Gallione enuncia un principio, che è un principio giusto e sano. Sono soltanto le violazioni della legge che il magistrato può legalmente punire; le quistioni dottrinali e gli affari d'ordine religioso appartengono alla sfera religiosa ed escono dai limiti della competenza del magistrato civile. Questo il principio di cui ognuno vede l'importanza per le relazioni fra la Chiesa e lo Stato. Ma il principio dev'essere che Gallione enuncia, e che è giustissimo, dev'essere anche giustamente applicato; e non dev'essere applicato come l'applica Gallione. Che se era giusto che egli, come magistrato civile, si dichiarasse incompetente a giudicare una disputa teologica Atti 18:15, le busse dei mascalzoni greci di Atti 18:17 non eran più quistioni teologiche, ma erano un delitto che rientrava nei limiti della sua competenza giuridica.

Riferimenti incrociati:

Atti 18:17

1Co 1:1
At 18:8
At 17:32; Am 6:6; 1Co 1:23

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