Nuova Riveduta:

Atti 3:26

A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

C.E.I.:

Atti 3:26

Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione e perché ciascuno si converta dalle sue iniquità».

Nuova Diodati:

Atti 3:26

A voi per primi Dio, dopo aver risuscitato il suo Figlio Gesù, lo ha mandato per benedirvi, allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità».

Bibbia della Gioia:

Atti 3:26

Dopo avere resuscitato il suo Servo, Dio lo ha mandato a voi Israeliti prima che agli altri, per benedirvi e perché ciascuno di voi si converta dai propri peccati».

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 3:26

A voi per i primi Iddio, dopo aver suscitato il suo Servitore, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascun di voi dalle sue malvagità.

Diodati:

Atti 3:26

A voi per i primi, Iddio, dopo aver suscitato Gesù suo Servitore, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità.

Commentario:

Atti 3:26

A voi, per i primi.

L'Evangelo doveva, prima che ad altri, esser predicato ai giudei. Luca 24:47; Matteo 10:5-6; 15:24; Atti 13:46; Romani 1:16.

Dopo aver suscitato.

Il participio αναστησας (avendo suscitato) usato così in modo assoluto senza l' εκ νεκρων (dai morti) va tradotto avendo suscitato o dopo aver suscitato, piuttosto che avendo risuscitato. L'apostolo non ha qui in mira il fatto speciale della risurrezione, ma piuttosto la promessa di Mosè citata al verso. 22: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un profeta ecc.

Suo servitore.

Qui, come al verso. 13, la parola παις traduciamo Servitore invece che Figliuolo.

Convertendo ciascuno ecc.

Il Barde nota che nel Nuovo T. l' αποστρεφειν (convertire) ha sempre il senso attivo di convertire qualcuno e non quello riflessivo di convertirsi; quindi bisogna tradurre: convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità, e non affinché o purchè ciascheduno si converta dalle sue iniquità, come fanno il Martini ed il Diodati (ediz. non rived.).

Riflessioni

1. Chi direbbe mai che il Pietro divinamente sublime di questo discorso è lo stesso Pietro codardamente meschino, che nella corte del sommo sacerdote rinnega il suo maestro? Eppure è lo stesso Pietro, ma santificato dalla virtù dello Spirito. Il Dott. Parker chiama a ragione questo discorso di Pietro un miracolo maggiore di quello della guarigione dello storpio. Pietro, che avea rinnegato il suo maestro, qui, pieno dello Spirito, getta accusa sopra accusa, in faccia ai giudei, che avevano fatto crocifiggere Gesù; e lo fa in quel medesimo luogo, dov'essi aveano tentato di lapidare il Cristo Giovanni 10:23-31. "Un uomo come Pietro, dice il Dott. Parker, deve trionfare nel suo ministerio, o deve finire col lasciarci la vita."

2. Gli apostoli benchè abbiano realmente operato essi il miracolo, non se ne attribuiscono affatto la gloria. Se l'opinione del volgo attribuiva alla loro santità il privilegio di cui godevano, essi, da fedeli discepoli del Cristo, sapevano che la santità d'un uomo, qualunque nome egli porti, non è mai tale che possa meritargli delle prerogative negate al comune dei mortali. Il dono dei miracoli 1Corinzi 12:9 non è il prezzo di un merito, ma un effetto della grazia: e l'onore ne ridonda solamente a Colui, che solo domina tutte le cose. Io vorrei che sotto ogni immagine, sotto ogni statua, dinnanzi alle quali la superstiziosa pietà del volgo brucia l'incenso di tanta inutile adorazione, si scrivessero queste parole: "Perché fissate in noi gli occhi, come se per la nostra virtù o santità potessimo fare qualcosa per voi (verso. 12)...?"

3. L'ignoranza può attenuare, ma non cancellare la colpa. Quante volte l'ignoranza dell'unico mezzo di salvezza non è ella stessa il risultato della colposa attitudine che dinnanzi all'Evangelo prendono coloro ai quali "noi facciamo l'ambasciata per Cristo?" 2Corinzi 5:20. Niuno può cancellare la colpa fuori di Dio, che la cancella a coloro che si ravvedono e si convertono; a coloro, cioè, che rientrando nel santuario della loro coscienza riconoscono d'avere errato, quando non hanno dato alla loro vita morale il solo fondamento durevole che è, Cristo 1Corinzi 3:11: e che, gettandosi con effusione nelle braccia del Redentore, non cercano più d'allontanarsi da Dio Luca 15:13, ma tornano indietro e non sono felici finché non respirino di nuovo la santa atmosfera della casa del Padre Luca 15:20,24.

4. Chi è Gesù? Riassumiamo tutte le risposte che Pietro dà nel suo discorso a questa importante domanda. Gesù è il Servitore di Dio Atti 3:13,16. Non un servitore di Dio nel senso ordinario della espressione biblica; ma il Servitore di Dio; la realtà di quella grande ombra, che Isaia salutò nel suo lontano orizzonte profetico Isaia 40-66. Egli è il Profeta Atti 3:22; il profeta per eccellenza; non soltanto nel senso monco e volgare di uno che predice l'avvenire; ma nel senso biblico e comprensivo di colui che esorta, che conforta, che riprende, che insegna le lezioni che dà il passato; che rivela il vero e solenne senso del presente, e che, per via di ispirate e divine intuizioni, preannunzia il futuro. Egli è il Santo Atti 3:14; colui, cioè, che in senso assoluto e perfetto è separato dal male e consacrato a Dio. Egli è il Giusto Atti 3:14; colui, che neppure un uomo come Pilato Atti 3:13 trovò degno di peccato; e che neppure i suoi più accaniti nemici poterono trovar macchiato d'ombra di fallo Giovanni 8:46. Egli è l'autore della vita Atti 3:15; colui che mostra ai mortali il vero sentiero della vita, e che conduce per cotesto sentiero coloro che son disposti a seguirlo.

5. L'ultima parola dell'apostolo e una parola di speranza che si fonda sopra un dovere. Egli ha ricordato, in modo energico, ai suoi lettori il loro peccato. Gesù, tuttavia, non è stato suscitato da Dio per condannarli Giovanni 3:17, ma per benedirli; ad una condizione: che si ravvedano e si convertano Atti 3:19: che diano, cioè, un nuovo indirizzo al proprio pensiero ed alla propria condotta.

6. Una triplice testimonianza dà del Cristo questo discorso di Pietro:

1) Il Cristo è la ragione ultima d'ogni miracolo (Atti 3:12-17);

2) il Cristo è il redentore delle anime (Atti 3:18-21);

3) il Cristo è il e l'Amen 2Corinzi 1:20 di tutte le profezie (Atti 3:22-26).

Riferimenti incrociati:

Atti 3:26

At 1:8; 13:26,32,33,46,47; 18:4-6; 26:20; 28:23-28; Mat 10:5,6; Lu 24:47; Rom 2:9,10; Ap 7:4-9
At 3:15,22
At 3:20,25; Sal 67:6,7; 72:17; Lu 2:10,11; Rom 15:29; Ga 3:9-14; Ef 1:3; 1P 1:3; 3:9
Is 59:20,21; Ger 32:38-41; 33:8,9; Ez 11:19,20; 36:25-29; Mat 1:21; Ef 5:26,27; Tit 2:11-14; 1G 3:5-8; Giuda 1:24

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