Nuova Riveduta:

Colossesi 1:2

ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse, grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre.

C.E.I.:

Colossesi 1:2

ai santi e fedeli fratelli in Cristo dimoranti in Colossi grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro!

Nuova Diodati:

Colossesi 1:2

ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse: grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.

Riveduta:

Colossesi 1:2

ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre.

Diodati:

Colossesi 1:2

a' santi, e fedeli fratelli in Cristo, che sono in Colosse. Grazia a voi, e pace, da Dio nostro Padre, e dal Signor Gesù Cristo.

Commentario:

Colossesi 1:2

Ai santi e fedeli fratelli in Cristo Santo

significa, in generale, «messo a parte», «consacrato» e nel linguaggio cristiano, vale: «messo a parte, consacrato al servigio di Dio». È parola che ricorda l'opera divina che ci ha tratti dalla schiavitù del male e ci ha chiamati al libero filiale servigio dell'Iddio salvatore.

Fedele

è la parola che ricorda l'atto per cui noi abbiamo risposto alla chiamata divina e camminiamo condegnamente alla nostra celeste vocazione.

Fratelli

è la parola che ricorda le relazioni che debbon passare fra quelli che essendo stati chiamati dallo stesso Salvatore, hanno all'unisono risposto a Colui che li ha chiamati.

In Cristo

non è una formula vana, ma è una formula eminentemente sintetica: ell'abbraccia tutte quante le tre parole: «santi, fedeli, fratelli; poichè Cristo è la sorgente della santità del cristiano, è l'oggetto della fedeltà di lui, ed è il fondamento incrollabile su cui, in mezzo a tanta varietà di forme e di attribuzioni, s'eleva il nuovo e spiritual tempio di Dio.

Grazie e pace a voi da Dio nostro Padre:

è il saluto. Vari codici aggiungono «... e dal Signor Gesù Cristo»; ma è un inciso che secondo le migliori autorità dev'esser tralasciato. Evidentemente i colossesi, pel fatto ch'erano dei santi e fedeli fratelli in Cristo», aveano già gustato le primizie della «grazia salutare» Tito 2:11 e di quella «pace di Dio che sorpassa ogni intelletto» Filippesi 4:7; ma cotesta grazia e cotesta pace non son cose che l'uomo possa ricevere ad un tratto in tutta la loro pienezza; sono due miniere inesauribili nelle quali il credente più s'inoltra e più desidera d'inoltrarsi per essere spiritualmente arricchito. E il padrone di codeste miniere non è un padrone speculatore ed avaro, dice l'apostolo; è Dio; e cotesto Iddio ci è Padre. «Grazia è pace a voi da Dio nostro Padre!»

Riflessioni

1. Non è ella sommamente edificante questa nobile figura dell'apostolo che, senza spavalderia ma compreso dal sentimento di quella dignità che Cristo gli ha conferita, si presenta come fa in quest'indirizzo alla chiesa che ancora non lo conosce personalmente Colossesi 1:11 ed a quei falsi dottori che forse si ridono della sua dottrina? «La mia grazia ti basta», gli ha detto il Signor della gloria 2Corinzi 12:9: ed a lui basta la coscienza di sapersi agli ordini del Signor della gloria. Confessiamolo pure: abbiamo molto da imparare dall'apostolo. Quante viltà spirituali nella nostra vita quotidiana! Quante volte, dinanzi alla gente, o ci vergognamo, o parliamo a denti stretti di quel che siamo in Cristo! Eppure, se la nostra gloria non è nell'essere agli ordini di Cristo e nel confessarci di lui per la vita e per la morte, dov'è ella dunque la nostra gloria?

2. In codeste tre parole a santi, fedeli, fratelli», è la definizione più sublime che si possa dare della Chiesa. Alteriamo un po' la forma e la disposizione delle parole, ed ecco la definizione: La Chiesa di Cristo è e una fratellanza di santi e di fedeli». Santi, dico, ed alludo all'opera di Dio in ciascun membro della Chiesa. Niuno si consacra da sè al servigio di Dio: è Dio che lo chiama e lo consacra. Fedeli, dico, ed alludo all'opera dell'uomo; al grido ch'è uscito dal cuore della creatura, quando ha risposto e continua a rispondere con un si onesto e coscienzioso alle richieste dell'amor divino. Fratellanza, dico, ed alludo a quel vincolo «più forte della morte», a quell'amore che è il legame perfetto di tutti i figliuoli dello stesso riscatto.

3. Grazia e pace; ecco due parole che ci trasportano in riva all'oceano immenso dell'ineffabile amore di Dio. Pensate a tutto quello che di più nobile, di più grande, di più santo ha la vita umana; tutto ciò rientra in quel dominio che si chiama il dominio della «grazia». Perdono, luce della mente, intelletto d'amore, vittoria sul male, santificazione. tutto è frutto di quella grazia che Dio rivela progressivamente alla sua creatura. Taluno forse dirà. Sta bene che ci sia una progressiva manifestazione della grazia di Dio; ma la «pace» non è ella un qualcosa che s'ha in tutta la sua pienezza una volta per sempre! No; anche la «pace» ha i suoi diversi gradi d'intensità; e molti gradi si posson segnare fra; la pace del credente che pur essendo sincero è un credente superficiale, e la pace di colui che, come dice l'apostolo Colossesi 2:7, «radicato in Cristo» ed incrollabilmente «fondato su lui», sta fermo come querce annosa e come torre che non crolla, in mezzo all'infuriar degli elementi contrari.

Riferimenti incrociati:

Colossesi 1:2

Sal 16:3; 1Co 1:2; Ga 3:9; Ef 1:1
1Co 4:17; Ef 6:21
Rom 1:7; Ga 1:3; 1P 1:2; 2P 1:2; Giuda 1:2; Ap 1:4


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