Nuova Riveduta:

Colossesi 1:20

e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.

C.E.I.:

Colossesi 1:20

e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificando con il sangue della sua croce,
cioè per mezzo di lui,
le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

Nuova Diodati:

Colossesi 1:20

e, avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli.

Bibbia della Gioia:

Colossesi 1:20

e per mezzo suo ha riconciliato con sé tutte le cose, sia in cielo che in terra, si può dire che il sangue versato da Cristo sulla croce ha riappacificato tutti con Dio.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Colossesi 1:20

e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d'esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.

Diodati:

Colossesi 1:20

ed avendo fatta la pace per il sangue della croce d'esso, riconciliarsi per lui tutte le cose; così quelle che sono sopra la terra, come quelle che sono ne' cieli.

Commentario:

Colossesi 1:20

E di riconciliare con sè tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d'esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.

Il primo fatto, dunque, in cui s'è esplicato il compiacimento di Dio, è «la divinità di Cristo»; il secondo, è «la riconciliazione». E di questa «riconciliazione» l'apostolo ci dà qui cinque dati di somma importanza. 1° La definizione; 2° l'autore; 3° il mezzo; 4° l'oggetto; 5° il modo.

1°) La definizione del fatto risulta chiarissima dall'analisi del termine usato dall'apostolo. Riconciliazione, diciamo noi; ma Paolo usa una stupenda parola, ignorata dal greco classico, ed appartenente in modo esclusivo al vocabolario del Nuovo Test. e del greco teologico: αποκαταλλασσω. È un composto di tre parole; di due preposizioni e d'un verbo. La prima preposizione ( απο) esprime l'idea di «stacco», di «separazione»: la seconda ( κατα) l'idea di «conformità»; il verbo ( αλλασσω) l'idea di «permutazione», di «cangiamento». Riassumiamo, ed avremo che la «riconciliazione», secondo Paolo, è «il fatto per cui la condizione di allontanamento e di separazione da Dio in cui prima si trovava l'universo, è stata mutata in una condizione di conformità alla volontà di lui».

2°) L'autore della riconciliazione è Dio. È Dio che si compiacque di riconciliare con sè tutte tutte le cose. Osservisi bene: «di riconciliare con sè tutte le cose»; non «di riconciliare sè con tutte le cose», perchè Dio non ha bisogno d'essere riconciliato con l'universo; Iddio non ha mai cessato d'amarlo, ed ha sempre aspettato ch'egli tornasse a, cercare in Lui l'armonia primitiva e quella pace di cui aveva tanto bisogno. E un'altra cosa è qui degna di nota. Quando l'apostolo dice che Dio «riconciliava con sè tutte le cose», quel con sè è indicato, nell'originale, con un modo ( εις αυτον) che esprime l'idea di «movimento verso Dio»; l'idea di moto progressivo, di una marcia lenta ma gloriosa, vorrei quasi dire, di tutte le cose alla volta di Dio.

3°) Il mezzo del quale Iddio si è servito per mandare ad effetto un programma così sublime, è Cristo. È per mezzo di lui ch'Egli ha compiuto cotesta riconciliazione.

4°) L'oggetto della riconciliazione è in queste tre parole: tutte le cose; parole che l'apostolo specifica più sotto: tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. E qui s'apre dinanzi agli occhi di chi medita questi fatti, uno sconfinato orizzonte. La riconciliazione comincia sulla terra, dice l'apostolo, ma si estende fino nei cieli. E che voglion mai dire codeste parole? Paolo non ci dà ulteriori spiegazioni; la Scrittura intera è muta su questo soggetto; la prudenza quindi consiglia che anche noi ci tacciamo. Posti nondimeno così sulla riva d'un oceano immenso, vien fatto naturalmente di domandarci - Questa riconciliazione che sulla terra ha per oggetto la creatura lontana da Dio, come mai può ell'avere un oggetto anche fra le cose dei cieli?... Nei cieli tutto è riconciliato; qual'altra riconciliazione può esser dunque possibile lassù dove tutte le cose formano una ineffabile armonia? Origene, il più ardito fra i Padri della Chiesa, vedeva in questo pensiero di Paolo la promessa d'una futura riconciliazione con Dio di tutti quegli spiriti malvagi che l'apostolo dice esser «nei luoghi celesti» Efesini 6:12 e dello stesso Satana che è il loro capo. Esagerava egli?... O forse, la riconciliazione che Cristo rende possibile fra l'universo e Dio, non rend'ella anche possibile una più intima comunione fra le intelligenze celesti e l'Eterno, da che sappiamo che la conoscenza degli angeli, per esempio, non è perfetta ma perfettibile e progressiva? 1Pietro 1:12. O forse l'apostolo non vide egli questa terra, che fu scelta da Dio ad essere il teatro del sacrificio che dovea produrre la riconciliazione, non la vide egli, dico, come il punto di partenza d'un rinnovamento morale dell'intera creazione? come il centro da cui dovessero partire i raggi destinati a beneficare anche la scintillante miriade di quei mondi che nelle notti serene e tranquille ci sorridono, e che pur sono per noi tanti ineffabili misteri?... L'apostolo non fa che sollevare per un momento il lembo del velo che ci nasconde chi sa quali cose, ma lo rilascia immediatamente cadere. È inutile quindi che ci mettiamo a fantasticare su cose intorno alle quali, in fin dei conti, non potremmo arzigogolare che delle congetture. Val meglio piegar le ginocchia sulla riva dell'oceano sconfinato, e adorare in silenzio.

5°). Il modo con cui Dio per mezzo di Cristo riconciliava con se tutte le cose che sono in terra ed in cielo, è così graficamente descritto dall'apostolo: Avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d'esso; per mezzo di lui, dico. Ecco le quattro parole che spiegano il modo con cui la riconciliazione è passata dallo stato d'idea, com'era nella mente di Dio, allo stato di fatto, sul terreno della storia: Pace, sangue, croce, lui. «Avendo fatto la pace»; vale a dire, avendo acconsentito a perdonare, avendo steso di sua iniziativa, e pel primo, la mano alla creatura ribelle. «Mediante il sangue»; e allude all'atto del sacrificio che Gesù ha compiuto, quando, come sommo sacerdote del nuovo Patto, ha recato nel luogo santissimo non il sangue d'una vittima, ma il proprio sangue Romani 3:25; Ebrei 10:14,18,20; 1Pietro 1:19. «Il sangue della croce», continua l'apostolo; ed accenna al supplizio a cui Gesù, vittima volontaria, si sacrò per il bene del mondo. E come mai Paolo insiste egli tanto sul fatto storico del sacrificio di Cristo? Per combattere due tendenze che cominciavano a manifestarsi nella chiesa di Colosse: l'una, frutto d'una esagerata spiritualità, mirava a ridurre la riconciliazione ad un fatto pneumatico, in cui non era data alcuna parte alle sofferenze di Cristo; l'altra; come vedremo poi, mirava ad attribuire a certi esercizi ascetici il valore del sacrificio di Cristo. L'apostolo non entra in discussioni teoriche; egli afferma i fatti ed invita i suoi lettori attorno a quella croce, ove ogni esagerata spiritualità ed ogni baldanza d'opere meritorie debbono sparire dinanzi a Gesù morto «a cagione dei nostri peccati» Romani 4:25. Ed un altro pericolo aveva in vista l'apostolo; un pericolo che minacciava la chiesa di Colosse, e che consisteva nell'attribuire al sangue di Cristo una virtù magica e meccanica. Quindi è ch'egli conclude col ripetere per la seconda volta «Avendo fatto la pace mediante il sangue della croce di lui... per mezzo di lui, dico». Cioè, non mediante un sangue che per virtù magica riconcili con Dio tutto quello che tocca, ma mediante la persona di Cristo, io dico, insiste l'apostolo; di quel Cristo che si fece uomo, che traccia alla umanità di cui fu capo la via dell'abnegazione, e che con le sue sofferenze e col supplizio della croce coronò quell'opera, in cui sta il segreto della riconciliazione dell'universo.

Riflessioni

1. Abbracciamo con un colpo d'occhio la base dottrinale, su cui l'apostolo fonderà più tardi i suoi ammaestramenti e le sue esortazioni. Dio, Cristo, l'universo; ecco le tre parole intorno alle quali s'aggira il pensiero dottrinale dell'apostolo. Iddio, per un atto libero della sua volontà e del suo beneplacito, fa abitare in Cristo tutta la pienezza della divinità e riconcilia con sè l'universo per mezzo di quel Figlio che, col sacrificio di se stesso, rende possibile la pace fra la creatura ed il Creatore. L'universo si muove non fisicamente soltanto, ma anche moralmente; e si muove alla volta di Dio, sospinto dalla potenza, di quello Spirito, che sul terreno della storia trasforma in un fatto reale ciò che Cristo ha già compiuto virtualmente sulla croce. Questa riconciliazione, che è il punto di partenza di quella che Cristo chiamò «palingenesi» cosmica Matteo 19:28, non sarebbe da parte nostra che un sogno dorato ma vano, e non sarebbe da, parte dell'Eterno che un'opera inutile, se, ad onta della mediazione di Cristo, l'universo dovesse, lontano dal Creatore gemere eternamente nelle catene del male. Ma è il Creatore che ha scritto in fronte a quest'universo il motto: Alla volta di Dio! Ed in quel motto sta la promessa della completa sconfitta del male. Come, quando, ed in quale estensione l'universo sarà finalmente compenetrato dalla luce della riconciliazione, non ci è dato di stabilire. Non importa Meditiamo le parole dell'apostolo; esse son l'eco fedele di quelle che Gesù pronunciava, quando, alla vigilia della sua morte e del suo trionfo, diceva: «Ora sarà cacciato fuori il principe, di questo mondo; ed io, quando sarò stato elevato da questa terra, trarrò tutti a me» Giovanni 12:31-32. Contempliamo in fede il giorno divino di quella che Pietro chiamava «l'universale restaurazione» Atti 3:21; e col cuore pieno di inni di rendimento di grazie, anche noi facciamo al mondo l'ambasciata per Cristo come se Dio esortasse per nostro mezzo: «Iddio ci ha riconciliati con sè mediante Gesù; siate dunque riconciliati con Dio!» 2Corinzi 5:18,20.

Riferimenti incrociati:

Colossesi 1:20

Col 1:21,22; Lev 6:30; Sal 85:10,11; Is 9:6,7; Ez 45:17-20; Dan 9:24-26; Mic 5:2,5; Zac 9:9,10; Lu 2:14; At 10:30; Rom 5:1; 2Co 5:19-21; Ef 2:13-17; Eb 13:20,21; 1G 4:9,10
2Co 5:18; Eb 2:17
Ef 1:10; Fili 2:10

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