Nuova Riveduta:

Ebrei 10:7

Allora ho detto: "Ecco, vengo"
(nel rotolo del libro è scritto di me)
"per fare, o Dio, la tua volontà
"».

C.E.I.:

Ebrei 10:7

Allora ho detto: Ecco, io vengo
- poiché di me sta scritto nel rotolo del libro -
per fare, o Dio, la tua volontà
.

Nuova Diodati:

Ebrei 10:7

Allora io ho detto: "Ecco, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà"».

Bibbia della Gioia:

Ebrei 10:7

Allora ho detto: Eccomi, vengo! Proprio questo sta scritto nel tuo libro:
"Io prendo gioia nel fare la tua volontà, o mio Dio, perché la tua legge è nel mio cuore"».

La Parola è Vita
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Riveduta:

Ebrei 10:7

Allora ho detto: Ecco, io vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà.

Diodati:

Ebrei 10:7

Allora io ho detto: Ecco, io vengo; egli è scritto di me nel rotolo del libro; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.

Commentario:

Ebrei 10:7

Le parole seguenti: Ecco io vengo... per fare o Dio la tua volontà, descrivono il carattere volontario dell'abbassamento del Figlio e la sua disposizione fondamentale ad ubbidienza durante la sua vita terrena. «Trovato nell'esteriore come un uomo, abbassò sè stesso, col farsi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce» Filippesi 2:7-8. E questo per compiere tutto il consiglio di Dio rivelato nel volume delle Scritture, per la salvazione del mondo. Di tale disposizione fanno fede molte parole di Cristo riferite nei Vangeli. Es. Giovanni 6:38; 17:4; Matteo 26:39-40 ecc.

Il termine κεφαλις (kefalis) significa propriamente la estremità del piccolo cilindro di legno attorno al quale si avvolgeva la pergamena od il papiro che formava il rotolo o volume contenente una porzione della Scrittura. Quindi venne a designare il rotolo stesso. Risponde all'ebraico meghillah.

La citazione qui riportata è tolta da Salmi 40:7-9. Come al solito, l'autore segue la versione dei Settanta, ma, la cita abbreviandola e facendovi qualche lieve cambiamento come avviene a chi riporta a memoria un passo conosciuto. L'esame di questa citazione offre però delle difficoltà più serie quando la si confronti coll'originale ebraico. Dove la Settanta legge «tu mi hai apparecchiato un corpo», l'ebraico legge «tu mi hai aperto (lett. scavato) delle orecchie». La vers. Diodati «tu mi hai forate le orecchie» non si giustifica. Come spiegare l'espressione della Settanta che si ritrova in tutti i codici meno uno? C'è chi vi ha veduto una svista di amanuense nel copiare le due parole ηθελησαΣ ΩΤΙΛ di cui il copista avrebbe fatto ηθελησας, ΣΩΤΜΑ δε... trasformando così, per una certa somiglianza di lettere, «orecchie» in «corpo». Si sa che tutti i codici più antichi del N.T. sono copiati in lettere maiuscole, senza separazione tra le parole. Altri invece considera la Settanta come versione libera intesa a rendere il pensiero dell'ebraico in una forma intelligibile ai Greci. C'è poi sempre la possibilità che il traduttore avesse una variante nel suo testo ebraico. Dove poi la Settanta seguendo letteralmente l'ebraico, legge: «Nel rotolo del libro è scritto intorno a me», varie versioni moderne traducono: «col rotolo del libro scritto a mia intenzione», o per me. In genere, è evidente che la versione greca si presta assai più facilmente dell'Ebraico ad una applicazione messianica, così per la prima come per la seconda delle varianti notate. Ma è chiaro che l'autore non ha potuto alterare lui il testo, poichè altrimenti l'argomento che ne trae avrebbe perduto ogni valore agli occhi dei lettori che conoscevano la Settanta. Da questo passo, però, come da Ebrei 9:15-18 e da altri luoghi, e chiaro che l'ipotesi di un originale ebraico della Lettera è insostenibile. È del pari evidente che il metodo di citazione dell'A.T. seguito dall'autore non è quello di Paolo. Più importante è la questione di sapere in qual senso il Salmi 40 può riguardarsi come messianico. Profezia diretta non è, poichè il Salmo ha il suo senso storico. La soprascritta lo attribuisce a Davide e non c'è argomento interno che si opponga all'indicazione della soprascritta. Essa risponde alla situazione d'animo in cui ha dovuto trovarsi Davide quando, perseguitato, aveva già fatto l'esperienza delle liberazioni dell'Eterno in cui avea posta la sua fiducia. Gli sgorga allora dal cuore il sentimento della riconoscenza e la supplicazione per l'avvenire. Come manifesterà egli la sua grata divozione? Non con dei sacrificii solamente, ma con qualcosa di più personale, coll'ubbidienza che val meglio dei sacrificii. (Cf. 1Samuele 15:22; Salmi 50:7-15; 51:17-18; Isaia 1.11; Geremia 6:20; 7:21-23; Osea 6:6; Amos 5:21-24; Michea 6:6-8). Egli presenta quindi la propria persona quale offerta vivente, per fare, nelle circostanze in cui Dio lo pone, la volontà di Dio secondo ch'è scritta nel libro della legge, cui il re teocratico era tenuto di prestare ascolto in modo speciale Deuteronomio 17:18-20. Per questo gli ha Iddio aperta la mente per comprendere ed il cuore per ubbidire. In questi sentimenti del re teocratico per eccellenza per quanto peccatore Ebrei 10:13 ed incapace di tradurli pienamente in atti, vengono prefigurati quelli del Servo di Geova perfetto, il quale offrirà sè stesso in sacrificio per adempiere il piano di Dio per la salvazione del mondo (Cfr. Isaia 53). Il poco valore dei sacrificii legali figurativi ed il valore superiore, reale, dell'offerta volontaria di sè stesso fatta dall'Unto del Signore per compiere i disegni di Dio, sono i due punti in cui meglio combaciano le dichiarazioni di Davide con quelle del Messia. Solo, gli slanci ispirati del personaggio tipico, acquistano un senso assai più profondo ed assoluto nel caso dell'antitipo ch'è Cristo. Egli solo ha veramente abolito i sacrificii legali sostituendovi il proprio sacrificio. Egli non ha ubbidito soltanto, imperfettamente, ma per conseguire la salvazione degli uomini si è reso, lui giusto, ubbidiente fino alla morte della croce. Nelle espressioni ispirate del Salmo davidico l'autore vede quindi una dichiarazione anticipata del carattere inefficace e transitorio dei sacrifici legali, e l'annunzio profetico della sostituzione a quelli del sacrificio volontario ed unico del Messia.

Riferimenti incrociati:

Ebrei 10:7

Eb 10:9,10; Prov 8:31; Giov 4:34; 5:30; 6:38
Ge 3:15

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