Nuova Riveduta:

Ebrei 11:4

Ge 4:1-10; 5:21-24; 6:8-22; 7; 8
Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.

C.E.I.:

Ebrei 11:4

Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.

Nuova Diodati:

Ebrei 11:4

Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.

Bibbia della Gioia:

Ebrei 11:4

Fu per fede che Abele offrì un sacrificio a Dio che piacque al Signore, più di quello di Caino. Per questo Dio lo giudicò giusto e glielo dimostrò, accettando i suoi doni. E nonostante Abele sia morto da tempo, grazie alla fede, parla ancora.

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Riveduta:

Ebrei 11:4

Per fede Abele offerse a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo d'essa gli fu resa testimonianza ch'egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo d'essa, benché morto, egli parla ancora.

Diodati:

Ebrei 11:4

Per fede Abele offerse a Dio sacrificio più eccellente che Caino; per la quale fu testimoniato ch'egli era giusto, rendendo Iddio testimonianza delle sue offerte; e per essa, dopo esser morto, parla ancora.

Commentario:

Ebrei 11:4

Per fede Abele offerse a Dio un sacrificio più eccellente che Caino; per mezzo di essa ricevette la testimonianza d'esser giusto, rendendo, Iddio testimonianza sopra i suoi doni; e per mezzo di esso, dopo esser morto, parla ancora.

Il greco dice propriamente «un maggiore sacrificio»; ma s'intende un sacrificio, non di maggior valore materiale, ma di maggior valore spirituale, un sacrificio più eccellente agli occhi di Dio (cf. Ebrei 3:3; Matteo 6:25 ecc.). Quel che dà all'offerta di Abele un maggior valore, è la disposizione con cui viene presentata cioè la fede che n'è come l'anima. Codesta fede implica non solo la credenza nell'esistenza di Dio - poichè anche Caino ci crede - ma implica la nozione ed il giusto sentimento di quel che Dio è, come pure di quel che l'uomo peccatore è di fronte a Dio. In questo sentimento sono racchiusi il pentimento e la fiducia nella misericordia di Dio preannunziata nella promessa di Genesi 3:15. Nulla ci autorizza, anche nel testo della Genesi 4 a credere che il sacrificio di Abele fu accetto perchè cruento o perchè preso sul meglio delle greggie. Quel che, secondo la Genesi, rese accetto il sacrificio di Abele fu la pietà di lui e quel che fece rigettare l'offerta di Caino non fu il fatto ch'essa era incruenta o composta di roba da rifiuto, ma la malvagità di lui. «Se tu fai bene non rialzerai tu il capo?» (Genesi 4:6-7 cf. con 1Giovanni 3:7,11-12; Matteo 23:35). «Il sacrificio degli empi è cosa abbominevole presso l'Eterno» Proverbi 15:8. In armonia colla Genesi, lo scrittore degli Ebrei dichiara che la fede d'Abele fu quella che diede valore alla sua offerta. Per mezzo di essa fede Abele ricevette da Dio la testimonianza d'essere accetto, pio, giusto, non di una giustizia imputata, ma di quella, giustizia ch'è conformità alla volontà di Dio e ch'è frutto della fede. Come Dio abbia reso questa testimonianza riguardo ai doni offerti da Abele, non sappiamo. La tradizione, ragionando per via di analogia con altri fatti come Genesi 15:17; Levitico 9:24; 1Re 18:38, suppose che il fuoco celeste abbia, consumato il sacrificio.

Nell'ultima proposizione alcuni codici leggono il passivo λαλειται (è detto, mentovato) aggiungendo in qualche caso a Dio. Il testo più semplice adottato dalle edizioni critiche dice parla. Riferendosi a quanto è detto Ebrei 12:24: «il sangue di Cristo parla meglio di Abele», alcuni espositori vedono qui un'allusione a Genesi 4:10. La voce del sangue del tuo fratello grida a me dalla terra». Il presente λαλει sarebbe un presente descrittivo o storico e l'idea sarebbe che la fede rende una persona accetta a, Dio mentre vive e gliela rende preziosa anche quando è morta, talchè egli ne vendica il sangue sparso. (Cfr. Salmi 116:15; 72:14). Preferiamo tuttavia intendere questo parlar d'Abele dopo morte del parlar che fa alle successive generazioni per mezzo del suo esempio conservato per volontà di Dio nelle Sacre Scritture. Per quanto sia lontano da noi il tempo in cui visse, pure, per mezzo della fede di cui diede luminoso esempio egli, anche oggi ( ετι), parla ancora a noi. E si noti che gli Ebrei cristiani erano anch'essi come Abele oggetto dell'odio e delle persecuzioni dei loro fratelli secondo la carne.

Riferimenti incrociati:

Ebrei 11:4

Ge 4:3-5,15,25; 1G 3:11,12
Eb 9:22; Prov 15:8; 21:27; Tit 1:16; Giuda 1:11
Lev 9:24; 1Re 18:38; Mat 23:35; Lu 11:51
Eb 12:1,24; Ge 4:10; Mat 23:35

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