Nuova Riveduta:

Ebrei 5:10

essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec.

C.E.I.:

Ebrei 5:10

essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek.

Nuova Diodati:

Ebrei 5:10

essendo da Dio proclamato sommo sacerdote, secondo l'ordine di Melchisedek,

Bibbia della Gioia:

Ebrei 5:10

perché Dio lo ha scelto come sommo sacerdote «secondo l'ordine di Melchisedek».

«Mettetevi in grado di mangiare cibi solidi!»

La Parola è Vita
Copyright © 1981, 1994 di Biblica, Inc.®
Usato con permesso. Tutti i diritti riservati in tutto il mondo.

Riveduta:

Ebrei 5:10

autore d'una salvezza eterna, essendo da Dio proclamato Sommo Sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec.

Diodati:

Ebrei 5:10

essendo nominato da Dio sommo sacerdote, secondo l'ordine di Melchisedec.

Commentario:

Ebrei 5:10

Essendo proclamato sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec. Chi lo proclama, chi lo saluta solennemente tale dinanzi all'universo, è Dio che parla nel Salmi 110. Storicamente, Cristo fu proclamato da Dio sacerdote eterno e perfetto, non solo colle dichiarazioni celesti del battesimo e della trasfigurazione, ma sopratutto colla risurrezione e coll'ascensione che sono il suggello supremo di Dio sulla persona e sull'opera di lui.

Ammaestramenti

1. Sotto forme diverse, più o meno pure e nobili, il sacerdozio si presenta nella storia dell'umanità come fenomeno universale. È stato spiegato come manifestazione dell'ambizione, dell'astuzia e della rapacità umana; è stato detto perfino che i sacerdoti hanno inventato la religione per i loro fini egoistici. Sta in fatto che un fenomeno così universale e così costante, nonostante le corruzioni che lo hanno screditato, non si spiega sé non col fatto che esso risponde a un bisogno dell'uomo creato per una, vita di comunione con Dio, ma separato da Dio per via del peccato. Il sacerdote, sia egli il padre della famiglia, il capo della tribù, il re del popolo, l'uomo della scienza magari occulta, o l'uomo designato per statuto all'ufficio, è sempre il rappresentante dei suoi simili presso alla Divinità, il mediatore fra essa e gli uomini. il ministerio che egli compie, per quanto imperfetto od inefficace, od anche corrotto ed abbominevole possa essere, attesta pur sempre l'inestinguibile bisogno dell'uomo, il sospiro dell'anima dietro alla riconciliazione, alla comunione filiale con Dio. il giudaismo offre, nei tempi anteriori al cristianesimo, la forma, più pura e più alta del sacerdozio; ma anche quella non era che l'ombra del sacerdozio di Cristo, solo perfetto, solo capace di avvicinarci al Padre, solo permanente in eterno.

2. Niuno ha da prendersi da sè l'onore del sacerdozio, ma solo chi vi è chiamato da Dio. Ora sotto al Nuovo Patto, chi sono coloro che Dio ha chiamati al sacerdozio? il N.T. ci parla di Cristo come dell'unico sacerdote che risponda ai requisiti dell'ufficio: che sia uomo senza peccato; che sia capace di perfetta simpatia cogli uomini; e che possa offrire un sacrificio adeguato per l'espiazione dei peccati del mondo. In senso secondario ed in virtù della loro unione Con Cristo, sono sacerdoti tutti i credenti perchè hanno la libertà di accostarsi direttamente a Dio per offrir i loro sacrifizii di lode e di devozione. Cfr. Ebrei 13:15-16; Apocalisse 1:6; 1Pietro 2:5,9. Il Nuovo T. non conosce alcuna casta sacerdotale, alcun sacerdozio particolare all'infuori di quello di Cristo e dei suoi. Il ministro del Vangelo non è sacerdote più di quanto lo sia l'ultimo credente del gregge ch'egli pasce. Chi pretende essere in possesso di un sacerdozio speciale inganna sè e gli altri; distoglie i fedeli dal rivolgersi all'unico Sommo Sacerdote, Cristo; fa cosa contraria alla volontà di Dio usurpando un ufficio che neanche Cristo assunse senza esservi chiamato da Dio.

Coloro soltanto possono aspettar benedizione da Dio che sono dove Dio li vuole e chiama.

Ragionando dall'erroneo punto di vista romano, il gesuita, Curci nota che l'osservazione dell'Autore non mirava soltanto alle ambizioni ed al turpe traffico di cui il pontificato giudaico era diventato pascolo; ma che questa verità può esser meditata «con grande utilità e non minor decoro della Chiesa in tutti i tempi». La perdita del potere temporale dovea, nelle vie provvidenziali, avere fra molte altre benefiche conseguenze per la chiesa, romana, quella di «diradare le vocazioni ecclesiastiche fabbricate a solo riguardo» della prosperità temporale.

Ad ogni modo, il nostro grande ed unico Sacerdote, Gesù, è stato da Dio solennemente chiamato all'ufficio; egli è stato mandato da Dio secondo un eterno proponimento per compiere l'opera della salvazione. In questo sta il diritto divino di cristianesimo ed è questo per noi argomento di fiducia nella efficacia eterna della di lui mediazione a favor nostro innanzi a Dio.

3. Cristo ha passato sulla terra «i giorni della sua carne», ha sofferto molto, ha provato il timore della morte, ha offerto preghiere e supplicazioni a Dio con arido e lacrime per esser liberato ed ha accettato il sacrifizio estremo con ubbidienza come aveva accettato gli altri patimenti, e tutto ciò affine d'esser reso «compiuto» e di poter esser autore della nostra salvazione eterna. Avendo provato tutta la potenza delle tentazioni e delle prove, egli è in grado di simpatizzare coi deboli, coi tentati e coi sofferenti. S'egli, pur essendo Figlio, ha sofferto, i figli di Dio non debbono trovare strano se sono chiamati a soffrire; ciò può esser necessario per la loro santificazione e per renderli atti a qualche buona, opera; Gesù, per via delle cose sofferte, crebbe nell'esperienza della compiuta ubbidienza; non potranno le nostre sofferenze essere a noi pure che ne abbiamo un maggior bisogno, scuola di ubbidienza filiale? «La creatura non giunge alla sua perfezione se non sotto la legge dello sviluppo, della prova, del crescente trionfo sopra quanto e contrario alla volontà divina e della graduale assimilazione di quel che la volontà di Dio vien rivelando» (A. Murray). Nella oscurità della sua agonia morale Gesù cercò rifugio e sollievo nella preghiera della fede e quali preghiere furono le sue! Egli è nell'ora del dolore estremo che la preghiera della fede è più intensa e Dio non la lascia senza risposta. Se non è possibile che venga allontanato il calice amaro dalle nostre labbra, ci sarà data la forza di accettarlo con calma e con rassegnazione. Dovremo inoltrarci ancora noi nella valle della morte; sia Gesù il nostro sostegno ed allontani egli ogni timore dandoci profonda la certezza del perdono e riempiendo il nostro cuore di pace e di celeste speranza.

4. Il Salvatore è stato compiuto nell'ubbidienza; è stato ubbidiente fino alla morte ed alla morte della croce. La salvezza di cui egli è l'Autore col suo sacrificio è «per tutti quelli che gli ubbidiscono». L'ubbidienza del pentimento, della fede e della consecrazione a lui deve rispondere all'ubbidienza del suo sacrificio. Non giungeremo alla perfezione che per la via della ubbidienza a Dio.

Riferimenti incrociati:

Ebrei 5:10

Eb 5:5,6; 6:20

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata