Nuova Riveduta:

Ebrei 9:9

Questo è una figura per il tempo presente. I doni e i sacrifici offerti secondo quel sistema non possono, quanto alla coscienza, rendere perfetto colui che offre il culto,

C.E.I.:

Ebrei 9:9

Essa infatti è una figura per il tempo attuale, offrendosi sotto di essa doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, l'offerente,

Nuova Diodati:

Ebrei 9:9

il quale è una figura per il tempo presente; e voleva indicare che i doni e i sacrifici offerti non potevano rendere perfetto nella coscienza colui che faceva il servizio divino,

Bibbia della Gioia:

Ebrei 9:9

Questa è un'importante lezione per i giorni nostri. Infatti, secondo l'antico sistema, si offrono doni e sacrifici che non riescono però a cambiare il cuore di chi li offre.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Ebrei 9:9

Esso è una figura per il tempo attuale, conformemente alla quale s'offron doni e sacrificî che non possono, quanto alla coscienza, render perfetto colui che offre il culto,

Diodati:

Ebrei 9:9

Il quale è una figura corrispondente al tempo presente, durante il quale si offeriscono doni e sacrificii, che non possono appieno purificare, quanto è alla coscienza, colui che fa il servigio divino;

Commentario:

Ebrei 9:9

Nel luogo santo che conduceva bensì vicino al trono di Dio, ma non ne apriva l'accesso, l'autore vede dunque delineato il carattere preparatorio ed incompleto di tutta l'economia legale di cui esso era come l'immagine.

Esso era, per i tempi che stavano per venire, una similitudine in conformità colla quale si offrono doni e sacrificii che non possono render compiuto, quanto alla coscienza, colui che rende il culto, poichè [sono basati] solamente sopra vivande e bevande e svariate abluzioni, [che sono] degli ordinamenti carnali imposti fino ad un tempo di riforma.

Il v. 9 non è tra i più facili ad intendersi. Il testo offre alcune varianti fra cui notiamo il καθ' ην accettato dai critici (secondo la quale similitudine) invece del καθ' ον del testo recepto (secondo il quale tempo... Diod. «nel quale»). Abbiamo tradotto «i tempi che stavano per venire», ossia i tempi d'allora, applicandolo all'epoca ch'era «imminente» per Mosè ed i suoi coetanei, cioè all'epoca dell'amica economia. Altri traducono «in vista del tempo presente» e l'intendono dell'epoca messianica oramai venuta e di cui le ombre antiche dovevano preparare l'avvento. Stando al primo modo di vedere, l'idea generale è questa: il luogo santo. ch'era l'anticamera del santissimo ma non ne apriva libero l'adito, era destinato ad essere per le epoche vegnenti, una figura o rappresentazione in miniatura di tutta l'economia antica, la quale coi suoi riti e sacrificii non era capace d'introdurre l'adoratore in una vera e filiale comunione con Dio. Gli dava una certa preparazione esterna, rituale, ma non liberava la coscienza dal senso della colpa, nè poteva aprire il cuore all'amore. C'era così rispondenza tra quel santuario che restava quasi impenetrabile e la imperfetta efficacia di un sistema che non purificava la coscienza dell'adoratore.

Riferimenti incrociati:

Ebrei 9:9

Eb 9:24; 11:19; Rom 5:14; 1P 3:21
Eb 7:11; 11:39,40; 1P 1:11,12
Eb 5:1
Eb 9:13,14; 7:18,19; 10:1-4,11; Sal 40:6,7; Ga 3:21
Sal 51:16-19

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