Nuova Riveduta:

Efesini 2:14

Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell'inimicizia,

C.E.I.:

Efesini 2:14

Egli infatti è la nostra pace,
colui che ha fatto dei due un popolo solo,
abbattendo il muro di separazione che era frammezzo,
cioè l'inimicizia,

Nuova Diodati:

Efesini 2:14

Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione,

Riveduta:

Efesini 2:14

Poiché è lui ch'è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto un solo ed ha abbattuto il muro di separazione

Diodati:

Efesini 2:14

Perciocchè egli è la nostra pace, il quale ha fatto de' due popoli uno; e avendo disfatta la parete di mezzo che facea la separazione,

Commentario:

Efesini 2:14

b) La loro unione con Israele in Cristo: Efesini 2:14-18.

L'apostolo dimostra ora come la morte di Cristo abbia abolito l'esclusivismo della teocrazia giudaica. Abrogata la legge, il giudeo ed il pagano si trovano sul medesimo livello; e tanto per l'uno quanto per l'altro non v'è che un mezzo per giungere alla riconciliazione con Dio Gesù e la fede in Gesù. E il passo in cui l'apostolo esprime queste idee così grandiose e profonde, è di uno stile meraviglioso. Il Bengel, che aveva un gusto squisitissimo, ebbe a dire a proposito di questo brano: «Ipso verborum tenore et quasi rythmo canticum imitatur».

Poichè è Lui che è la nostra pace

Il poichè è l'addentellato con quel che precede. L'apostolo sta per dar la ragione di quanto ha testè affermato.

È Lui la nostra pace.

Mettendo così l'accento su quell'è Lui noi rendiamo esattamente l'enfasi dell'originale. Di che «pace» si tratta qui? Il contesto dimostra che si tratta principalmente della pace fra giudei e pagani; ma siccome la cosa supremamente importante non era cotesta unione in se ma era l'unione e dei giudei e dei pagani in un corpo, in Cristo, è evidente che l'idea della pace con Dio non doveva nè poteva esser qui estranea alle preoccupazioni dell'apostolo, quando egli diceva: «È Lui la nostra pace !»

Lui, che ha riunito i due:

le due razze giudaica e pagana.

Ha abbattuto il muro di separazione.

L'apostolo pensava egli, scrivendo queste parole, al muro divisorio che separava il cortile dei pagani dal Tempio vero e proprio, muro che portava scritta la minaccia di morte a chiunque avesse ardito passare oltre senza diritto? Può darsi; e così difatti pensano molti. Io, considerando che non v'è prova che cotesto muro si chiamasse come lo chiama l'apostolo ( μεσοτοιχον), che la parte dei convertiti dal paganesimo nelle chiese frigie poco o nulla potea sapere del piano del tempio di Gerusalemme e che l'allusione di Paolo sarebbe stata in questo caso oscura e fuor di luogo per il fatto che quando ei scriveva queste parole cotesto muro divisorio del Tempio era ancora in piedi, tutto questo considerando, dico, io inclino a credere che l'apostolo non avesse qui in mente l'architettura del Tempio, ma usasse semplicemente un'immagine grafica che è, in fin dei conti, l'immagine che anche noi usiamo tutti i giorni senza pensare a Gerusalemme. Ogni peculiarità nazionale, ogni esclusivismo religioso, ogni spirito di «campanilismo» che tiene una nazione «sulle sue», separata da ogni comunione con le altre, noi diciamo «è una barriera, un muro che separa ecc.»

La loro inimicizia:

l'inimicizia ch'era fra giudei e pagani. E un'apposizione, un dichiarativo dell'inciso precedente «Ha abbattuto il muro di separazione, vale a dire, la inimicizia, ch'era fra loro».

Riferimenti incrociati:

Efesini 2:14

Is 9:6,7; Ez 34:24,25; Mic 5:5; Zac 6:13; Lu 1:79; 2:14; Giov 16:33; At 10:36; Rom 5:1; Col 1:20; Eb 7:2; 13:20
Ef 2:15; 3:15; 4:16; Is 19:24,25; Ez 37:19,20; Giov 10:16; 11:52; 1Co 12:12; Ga 3:28; Col 3:11
Est 3:8; At 10:28; Col 2:10-14,20


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