Nuova Riveduta:

Efesini 2:15

la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace;

C.E.I.:

Efesini 2:15

annullando, per mezzo della sua carne,
la legge fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,

Nuova Diodati:

Efesini 2:15

avendo abolito nella sua carne l'inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace,

Riveduta:

Efesini 2:15

con l'abolire nella sua carne la causa dell'inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, affin di creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace;

Diodati:

Efesini 2:15

ha nella sua carne annullata l'inimicizia, la legge de' comandamenti, posta in ordinamenti; acciocchè creasse in sè stesso i due in un uomo nuovo, facendo la pace;

Commentario:

Efesini 2:15

Annientando, per mezzo della sua morte, la legge coi suoi comandamenti, coi suoi precetti.

«Per mezzo della sua morte»: letteralmente: «per mezzo della sua carne». I modi: «per mezzo del suo sangue» Efesini 2:13; «per mezzo della croce» Efesini 2:16; «per mezzo della sua carne» Efesini 2:15 son modi sinonimi ed equivalgono al «per mezzo della sua morte» della nostra traduzione. La legge è qui detta letteralmente: «la legge dei comandamenti espressi in dogmi». La legge cioè, che consisteva in comandamenti, i quali prendevano forma definita e concreta di dogmi; il che, nel Nuovo T., non significa altro che «decreti». Vedi Luca 2:1; Atti 17:7; 16:4; Ebrei 11:23 (testo Lachmann); Colossesi 2:14. E di che legge, o di qual parte della legge parla egli qui l'apostolo. A queste domande si suole rispondere così: La legge che qui l'apostolo dice Cristo aver distrutta per mezzo della sua morte, è la legge cerimoniale; non è la legge morale, che conserva sempre, anche dopo il Golgota, tutta quanta la sua maestosa e divina autorità. Ora sia ben posto in chiaro, e una volta per sempre: Queste distinzioni fra legge cerimoniale, legge morale ecc. son distinzioni che facciamo noi, per comodo nostro; ma sono delle distinzioni che l'apostolo non fece mai. Per lui la Legge è la Legge mosaica; un tutto indivisibile; è un pedagogo avente da Dio la missione di condurre l'uomo a Cristo. E quando l'apostolo dice ai romani, che Cristo è «la fine della Legge» Romani 10:4, ed ai galati che per il sopraggiungere della fede il pedagogo ha finita la sua missione Galati 3:25, non intende già parlare della legge cerimoniale, ma intende parlare della legge mosaica in genere; della Legge intera, che per lui è una e indivisibile. Ma allora si dirà: «Se Cristo per mezzo della sua morte ha annullato anche la parte della Legge che noi chiamiamo «morale», uccideremo noi, ruberemo noi, commetteremo noi adulterio senz'alcuno scrupolo?» Certo che no. Il cristianesimo degli omicidi, dei ladri e degli adulteri è evidente che non sarebbe più il cristianesimo di Cristo. La parte «morale» della Legge mosaica rimane legge normativa anche pel cristiano; ma riman tale non perchè è legge mosaica; rimane tale perchè è morale, perchè è in armonia con la legge universale Romani 2:14, perchè passa naturalmente a far parte integrale della legge di Cristo che è la legge dell'evangelo. Ecco qua un maomettano che si converte all'Evangelo. Il Corano cessa per lui d'esser la regola della sua condotta. La nuova regola della sua fede e della sua condotta è l'Evangelo. E ciò nondimeno cotesto maomettano, diventato cristiano, mette ancora in pratica tutti quanti i precetti morali che il Corano contiene. Che diremo noi? Che Cristo non ha abolito del Corano che la parte cerimoniale e che la parte morale del Corano rimane ancora normativa per i maomettani che si convertono all'Evangelo? Ma sarebbe semplicemente assurdo. Cotesto convertito non osserva i precetti morali del Corano perchè sono nel Corano; li osserva perchè cotesti precetti sono conformi allo spirito del cristianesimo, perchè sono all'unisono con l'Evangelo, perchè, in una parola, sono cristiani.

Affin di formare in se stesso, dei due un solo uomo nuovo, stabilendo la pace.

Ecco precisato lo scopo dell'abrogazione della legge mosaica. Formare dei due, vale a dire: del giudeo e del pagano. un unico uomo nuovo. L'idea di un profondo, radicale, spiritual mutamento espressa con l'immagine d'un «uomo nuovo», non è strana in Paolo. Cfr. Efesini 4:22; Colossesi 3:10; Galati 6:15; 2Corinzi 5:17.

Nuovo,

perchè non è il pagano che diventi giudeo o il giudeo che diventi pagano; ambedue assumono una natura nuova. Dice il Crisostomo: «Non è ch'Egli abbia fatto assorger noi pagani all'altezza di loro giudei; ma ambedue Egli ha fatto assorgere ad una nobiltà più grande ancora. Sarebbe come se uno fondesse assieme una statua d'argento ed una di piombo e dalla fusione risultasse una statua di oro».

In se stesso.

Non per mezzo di se stesso, ma in se stesso. La ragione ultima, la base di cotesta unità è Cristo stesso; e l'apostolo v'insiste a che, come dice il Calvino, i suoi lettori «ne alibi quam in Christo unitatem quaerant»; cfr. Galati 3:28.

Stabilendo la pace.

Per cotesta nuova creazione Egli stabilisce la pace. E queste parole spiegano lo «è Lui la nostra pace», di Efesini 2:14. La «pace» anche qui come là, il contesto ci dice che e la pace fra giudei e pagani; ma siccome cotesta pace non è possibile senza «pace con Dio», ecco che l'apostolo alla pace con Dio va col pensiero.

Riferimenti incrociati:

Efesini 2:15

Col 1:22; Eb 10:19-22
Ga 3:10; Col 2:14,20; Eb 7:16; 8:13; 9:9,10,23; 10:1-10
Ef 4:16; 2Co 5:17; Ga 6:15; Col 3:10


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