Nuova Riveduta:

Galati 2:14

Ma quando vidi che non camminavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei giudeo, vivi alla maniera degli stranieri e non dei Giudei, come mai costringi gli stranieri a vivere come i Giudei?»

C.E.I.:

Galati 2:14

Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?

Nuova Diodati:

Galati 2:14

Ma quando io vidi che non camminavano rettamente secondo la verità dell'evangelo, dissi a Pietro in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi alla gentile e non alla giudaica, perché costringi i gentili a giudaizzare?».

Bibbia della Gioia:

Galati 2:14

Quando m'accorsi di ciò che stava succedendo e vidi che non erano onesti e non seguivano più la verità del Vangelo, in presenza di tutti dissi a Pietro: «Anche se sei giudeo di nascita, hai lasciato da tempo le leggi ebraiche. Perché, allora, tutto ad un tratto, cerchi di obbligare gli altri a vivere come gli Ebrei?

La Parola è Vita
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Riveduta:

Galati 2:14

Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare?

Diodati:

Galati 2:14

Ma, quando io vidi che non camminavano di piè diritto, secondo la verità dell'evangelo, io dissi a Pietro, in presenza di tutti: Se tu, essendo Giudeo, vivi alla gentile, e non alla giudaica, perchè costringi i Gentili a giudaizzare?

Commentario:

Galati 2:14

Ma quando vidi che non procedevano rettamente rispetto alla verità dell'evangelo, io dissi a Pietro in presenza di tutti:

È stato osservato che il fatto d'Antiochia getta una luce inaspettata per es. sulla soggezione di Pietro di fronte a quei della circoncisione di cui lo si sarebbe creduto capo, mentre il loro vero capo è piuttosto Jacobo. Il fatto inoltre mostra lo stato d'indecisione in cui tutti, ad eccezione del solo Paolo, si trovavano di fronte alla questione dell'osservanza della legge giudaica. Ma quando io vidi... È Paolo, infatti, che misura la portata non solo pratica sulle relazioni fraterne tra cristiani, ma anche dottrinale del procedere di Pietro e dei giudeo-cristiani d'Antiochia. Esso implicava il dovere per tutti i giudeo-cristiani di seguitare a "giudaizzare" implicava la condanna della larghezza dimostrata fino allora nelle relazioni coi loro fratelli etnici, implicava la necessità per questi di "giudaizzare" e volevano mantener le relazioni coi credenti giudei, implicava una ferita al principio dell'eguaglianza di tutti i credenti in Cristo. «Ritraendosi da loro, Pietro virtualmente diceva ad ogni fratello incirconciso: Ritirati, io sono più santo di te. Tu sei ancora impuro benchè lavato da Cristo» (Findlay). Con un tal procedere, si sarebbe giunti, per via indiretta, a riconoscere la necessità della legge per la salvazione, necessità ch'era stata esplicitamente ripudiata dalla Conferenza di Gerusalemme. Ivi le osservanze legali, senza esser condannate, erano state collocate nella categoria delle pratiche destinate a cadere come cadono d'autunno le foglie ingiallite.» L'avvento della Nuova Economia aveva segnata, la fine di quella preparatoria. Era questione ormai di liquidazione più o meno rapida di un'istituzione antiquata. Il tornare indietro, se spinto alle sue ultime conseguenze, avrebbe condotto a sovvertire l'evangelo della grazia e della libertà. Paolo scorge chiaramente che la condotta di Pietro e degli altri non è un procedere rettamente, un camminar diritto, ( ορθοποδειν) rispetto alla verità dell'evangelo, non è un condursi a dovere verso la verità che ha da esser fedelmente professata, praticata, mantenuta e divulgata nel mondo. Altri spiega: secondo la verità, ch'è il senso della prep. προς in 2Corinzi 5:10. La verità dell'evangelo è quella ch'è la sostanza, il contenuto essenziale del vangelo, e si tratta qui della verità centrale della salvazione per grazia, mediante la fede, senza condizione di osservanze legali. La condotta di Pietro essendo cosa nota a tutta la chiesa, era necessario che la rimostranza di Paolo fosse fatta in presenza di tutti affinchè tutti, e specialmente i giudeo-cristiani, ne ricevessero ammaestramento. Le circostanze erano gravi e Paolo avea bisogno di tutta la sua saviezza e di tutto il suo coraggio. Non perchè considerasse Pietro come suo superiore, come «principe degli apostoli», «supremo pastore della Chiesa», «primo vicario di Cristo» cui fosse «dovuta assoluta deferenza» ecc.; di tutto ciò non v'è traccia alcuna nelle parole di Paolo che tratta il suo collega come suo uguale: dissi a Pietro... Ma resta pur sempre vero che nella fondazione della Chiesa fra Giudei e pagani il Signore aveva assegnato a Pietro una parte cospicua e ch'egli era meritamente considerato come una delle colonne della Chiesa. Però, trattandosi della verità centrale del Vangelo, Paolo che a Gerusalemme l'ha mantenuta insiem con Pietro, la mantiene qui anche contro le inconseguenze di Pietro che la mettono in pericolo. La rimostranza di Paolo è data in modo molto sommario e questo ne rende l'intelligenza, in qualche punto, difficile. Ma non c'è ragione valida per troncare il discorso di Paolo alla fine del Galati 2:14 o alla fine di Galati 2:17. È naturale che Paolo avendo accusato Pietro d'inconseguenza ne indichi le ragioni. Galati 2:14-18 sono intesi a mostrare le conseguenze della inconseguenza di Pietro, mentre Galati 2:19-21 tracciano la vera posizione del credente unito a Cristo, di fronte alla legge.

Se tu che sei Giudeo vivi, alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare?

Il presente: vivi alla Gentile non si riferisce alla condotta di Pietro proprio al momento in cui Paolo gli parla, poichè in allora egli aveva ripreso a vivere alla giudaica, cioè ad osservare le prescrizioni legali relative ai giorni, ai cibi, alle relazioni cogli incirconcisi ecc. Ma questo vivere alla Gentile si ha da riferire alla sua condotta anteriore in Antiochia stessa e prima ancora in Cesarea. Il senso è dunque: Se tu, come l'hai fatto qui ed altrove, puoi, pur essendo Giudeo di nascita, tralasciare in buona coscienza le prescrizioni della legge levitica perchè sai di non andar contro, in così fare, alla volontà di Dio, come mai ora, con questo tuo mutamento di condotta, costringi tu moralmente, col tuo esempio autorevole, non solo i Giudei, non solo Barnaba, ma anche gli etnici a giudaizzare? Certo Pietro non insegnava che gli etnici fossero obbligati ad accettare i riti giudaici, ma il suo costringere era di natura morale; egli li traeva a ciò coll'influenza del suo esempio, anche contro le loro migliori convinzioni, a meno che si risolvessero a separarsi dalla comunità cristiana ove dominava un tale spirito. V'era nella condotta di Pietro una inconseguenza. Se prima faceva bene di lasciar da parte le osservanze giudaiche, perchè mutare? Perchè indurre altri, col suo esempio, a osservar delle pratiche ch'egli stesso riteneva abolite? Perchè non trarre piuttosto i zelatori della legge a una più retta intelligenza e a una più fedele pratica della libertà cristiana? Così avrebbe proceduto rettamente rispetto alla verità. Invece, tornando indietro, veniva a gettar lo scompiglio nelle menti e nei cuori.

Riferimenti incrociati:

Galati 2:14

Sal 15:2; 58:1; 84:11; Prov 2:7; 10:9
Ga 2:5; Rom 14:14; 1Ti 4:3-5; Eb 9:10
Ga 2:11; Lev 19:17; Sal 141:5; Prov 27:5,6; 1Ti 5:20
Ga 2:12,13; At 10:28; 11:3-18
Ga 2:3; 6:12; At 15:10,11,19-21,24,28,29


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