Nuova Riveduta:

Galati 2:4

Anzi, proprio a causa di intrusi, falsi fratelli, infiltratisi di nascosto tra di noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, con l'intenzione di renderci schiavi,

C.E.I.:

Galati 2:4

E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi.

Nuova Diodati:

Galati 2:4

e ciò a causa dei falsi fratelli introdottisi abusivamente, i quali si erano insinuati per spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di metterci in servitù.

Bibbia della Gioia:

Galati 2:4

Il problema della circoncisione non si sarebbe presentato mai più, se non fosse stato per alcuni falsi «cristiani», veri e propri impostori, che si erano infiltrati fra noi per spiarci e sapere di quali libertà godiamo noi cristiani, per esempio se ubbidiamo o meno alle leggi ebraiche. Lo scopo di questi individui era di riportarci alla schiavitù delle loro leggi,

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Riveduta:

Galati 2:4

e questo a cagione dei falsi fratelli, introdottisi di soppiatto, i quali s'erano insinuati fra noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, col fine di ridurci in servitù.

Diodati:

Galati 2:4

E ciò, per i falsi fratelli, intromessi sotto mano, i quali erano sottentrati per ispiar la nostra libertà, che noi abbiamo in Cristo Gesù, affin di metterci in servitù.

Commentario:

Galati 2:4

[E questo] a motivo dei falsi fratelli furtivamente introdottisi, i quali erano sottentrati per ispiare la libertà che noi abbiamo in Cristo Gesù, affine di ridurci in ischiavitù.

Connettendo, come facciamo, il v. 4 con quello che, precede e propriamente col verbo: fu costretto, la frase ha carattere spiegativo. Tito non fu costretto alla circoncisione a motivo dei falsi fratelli. Se non erano le loro mene, il loro agitarsi per ottenere che la circoncisione fosse dichiarata obbligatoria per i credenti etnici, la cosa non avrebbe avuto importanza. Paolo ed i suoi compagni avrebbero potuto mostrarsi meno intransigenti e le autorità della chiesa di Gerusalemme veder di buon occhi un atto compiuto per un riguardo ai giudeo-cristiani. Ma la cosa mutava aspetto dal momento che i giudaizzanti dichiaravano la circoncisione necessaria a salvezza ed esigevano quella di Tito per quel motivo. Venivano così ad alterar l'evangelo della salvezza ]per grazia mediante la sola fede in Cristo introducendovi un elemento di merito legale. Posta la questione in quei termini, nè Paolo e Barnaba potevano mostrarsi condiscendenti, nè poteva la chiesa di Gerusalemme far causa comune con quei sedicenti fratelli che, in fondo all'anima, erano rimasti Farisei. Alcuni costruiscono così il versetto: «A motivo dei falsi fratelli... noi non cedemmo...» ma il pronome relativo: ai quali... che rompe la frase, rende tale costruzione impossibile. L'importanza del principio in causa è fatta risaltare dal modo in cui sono caratterizzati coloro che avrebbero voluto la circoncisione dei credenti etnici. Sono falsi fratelli perchè mentre si professano membri della chiesa cristiana, in realtà sono Farisei con una vernice di cristianesimo, gente che vede in Gesù non già il Salvatore del mondo, ma l'osservatore della legge mosaica. Si sono introdotti di soppiatto ( καρεισακτοι) sotto veste cristiana, senza esserlo realmente. Introdotti dove? Chi risponde: «nella chiesa di Gerusalemme»; ma siccome Paolo aggiunge: «per spiare la nostra libertà», si deve intendere piuttosto: "nella fratellanza" e più specialmente: nel campo della missione tra i pagani. C'è chi li ha chiamati perciò: spie giudaiche nel campo cristiano. In Antiochia, ad esempio, eran giunti sotto veste di missionari mandati da Gerusalemme, mentre lo scopo loro segreto era di osservare davvicino e con intento ostile ( καρασκοπησαι) quel che s'insegnava e quel che si praticava nelle chiese etnico-cristiane per opporsi poi alla libertà cristiana e ridurre i credenti in ischiavitù sotto il giogo della legge mosaica. Dicendo la nostra libertà Paolo vuol parlare della libertà di tutti i cristiani di fronte alla legge mosaica. Alla legge scritta sulle tavole di pietra, il Vangelo ha sostituito la legge scritta nei cuori dallo Spirito di Cristo creator di vita nuova. Il cristiano resta così libero rispetto alla natura: tutto ciò che Dio ha creato è buono, nessuna creatura è per se stessa impura e di tutto si può usare con rendimento di grazie; il cristiano è libero di fronte ai suoi simili, nessun uomo dovendo esser considerato come impuro per il fatto della sua origine pagana ecc.: non c'è barbaro o greco, Giudeo o Gentile, uomo o donna, schiavo od uomo libero, in Cristo; il cristiano è libero di fronte alle osservanze legali: circoncisione, distinzione di giorni, di cibi ecc. Questa libertà i credenti l'hanno in Cristo, per mezzo di lui e nella comunione con lui. Chi è in Cristo è nuova creatura, è morto alla legge e vive per Cristo. È questa libertà che i falsi fratelli miravano a distruggere per ridurre i cristiani sotto la schiavitù della legge giudaica. Tale il fine dei loro sforzi in Antiochia, in Galazia, dovunque. Con ciò essi introducevano, una nuova forma di legalismo che sovvertiva l'essenza stessa del Vangelo della grazia.

Riferimenti incrociati:

Galati 2:4

Ga 5:10,12; At 15:1,24; 20:30; 2Co 11:13,17,26; 1G 4:1
2Ti 3:6; 2P 2:1,2; Giuda 1:4
Ga 3:23-26; 5:1,13; Sal 51:12; 119:45; Giov 8:31-36; 2Co 3:17; 1P 2:16; 2P 2:19
Ga 4:3,9,10,25; Is 51:23; 2Co 11:20

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