Nuova Riveduta:

Genesi 24:25

E aggiunse: «C'è da noi paglia e foraggio in abbondanza e anche posto da alloggiare».

C.E.I.:

Genesi 24:25

E soggiunse: «C'è paglia e foraggio in quantità da noi e anche posto per passare la notte».

Nuova Diodati:

Genesi 24:25

E aggiunse: «Da noi c'è strame e foraggio in quantità e anche posto per passare la notte».

Bibbia della Gioia:

Genesi 24:25

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Genesi 24:25

E aggiunse: 'C'è da noi strame e foraggio assai, e anche posto da albergare'.

Diodati:

Genesi 24:25

Gli disse ancora: E' vi è strame e pastura assai appo noi, ed anche luogo da albergarvi.

Commentario:

Genesi 24:25

10 Versi 10-28

Il servo di Abraamo devotamente riconobbe Dio. Dobbiamo in particolare affidare i nostri affari all'attenzione della Divina provvidenza. Egli chiese un segno, non perché pensava di volere smettere le ricerche, ma fu una preghiera affinché Dio fornisse una buona moglie al suo giovane padrone, e certamente fu una buona preghiera. La donna sarebbe dovuta essere semplice, attiva, modesta, allegra, pratica e ospitale. Qualunque sia la moda o il senso comune, la pietà ci dice che questi sono i requisiti corretti per una moglie e madre: primo, essere una compagna per suo marito, essere la guida nelle cure domestiche e avere fede per formare le menti dei figli. Quando il servo cercò una moglie per il suo padrone non andò in luoghi di divertimento e di piaceri peccaminosi, ma pregò di incontrarne una là, alla fonte dell'acqua, dove si aspetta di trovarne qualcuno che lavorasse onestamente. Egli pregò che Dio volesse compiacersi di rendere questa via piana e chiara davanti a lui. I nostri tempi sono nella mano di Dio, non solo gli eventi stessi, ma anche i loro tempi. Dobbiamo fare attenzione ad insistere su ciò che Dio vuole anche se un evento può indebolire la nostra fede anziché rafforzarla. Ma Dio fece in modo di rendere tutto subito chiaro. Rebecca, sotto ogni aspetto, rispondeva alle caratteristiche che egli cercava nella donna che sarebbe stata la moglie del suo padrone. Quando ella venne alla fontana, attinse e riempì il suo secchio e fece subito come se dovesse andare a casa. Rebecca non si fermò a curiosare su quello strano uomo con i cammelli, ma si curò dei suoi affari e non volle distrarsi dai suoi compiti se non per l'opportunità di potere fare del bene. Ella non si mise a parlare con lui per curiosità o per confidenza ma gli rispose con modestia. Essendo stato soddisfatto per il fatto che il Signore ascoltò la sua preghiera, egli diede alla donna alcuni ornamenti come si usa nei paesi orientali, domandando allo stesso tempo di conoscere i parenti di lei. Venuto a conoscenza che ella apparteneva alla parentela del suo padrone, il servo inchinò la testa e adorò benedicendo Dio. Le sue parole furono rivolte al Signore e Rebecca sentendosi nominare capì chi egli era e da dove veniva.

Riferimenti incrociati:

Genesi 24:25

Ge 18:4-8; Giudic 19:19-21; Is 32:8; 1P 4:9


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