Nuova Riveduta:

Genesi 47:10

Giacobbe benedisse ancora il faraone e si ritirò dalla sua presenza.

C.E.I.:

Genesi 47:10

Poi Giacobbe benedisse il faraone e si allontanò dal faraone.

Nuova Diodati:

Genesi 47:10

Giacobbe benedisse ancora il Faraone e si ritirò dalla presenza del Faraone.

Bibbia della Gioia:

Genesi 47:10

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La Parola è Vita
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Riveduta:

Genesi 47:10

Giacobbe benedisse ancora Faraone, e si ritirò dalla presenza di lui.

Diodati:

Genesi 47:10

Poi Giacobbe, salutato Faraone, se ne uscì fuori dal suo cospetto.

Commentario:

Genesi 47:10

7 Versi 7-12

Con l'austerità degli anni, con la pietà da vero credente e l'autorità di patriarca e di profeta, Giacobbe supplicò il Signore di benedire Faraone. Egli agì come chi non si vergogna della sua fede e come chi non esprimerebbe gratitudine al proprio benefattore e alla propria famiglia. Troviamo qui una risposta molto insolita data a una domanda alquanto comune. Giacobbe chiama la sua vita un pellegrinaggio, il soggiornare di uno straniero in un paese straniero o un viaggio verso casa sua e il suo paese. Non aveva dimora sulla terra: la sua abitazione, la sua eredità, i suoi tesori erano in cielo. Egli considerò i suoi giorni di vita, come passano presto e come noi non siamo sicuri di vivere un altro giorno. Consideriamo la nostra vita. I suoi giorni stavano giungendo al termine. Sebbene egli aveva vissuto fino ad ora cento trenta anni, essi gli parvero soltanto pochi giorni in confronto all'eternità. Ed essi gli apparirono malvagi e questo è vero se consideriamo sinceramente l'uomo. L'uomo vive pochi giorni ed essi sono pieni di difficoltà e poiché i suoi giorni sono perversi, è bene che essi siano pochi. La vita di Giacobbe era stata piena di malvagità. Anche la vecchiaia lo raggiunse come fece con alcuni dei suoi padri. Così come l'uomo giovane non dovrebbe essere orgoglioso della sua forza o della sua bellezza, così il vecchio non dovrebbe essere orgoglioso della sua età e dei suoi capelli canuti, sebbene gli altri lo riveriscano; sebbene molti si considerano molto vecchi, tuttavia non raggiungeranno mai gli anni dei patriarchi. La testa canuta è solo una corona di vanto solo quando ci si trova nella rettitudine. Una tale risposta non poté che impressionare il cuore di Faraone, per ricordargli che la prosperità e le felicità terrene non sarebbero durate a lungo e non avrebbero soddisfatto. Dopo una vita di vanità e di oppressione, l'uomo scende nella tomba, così come dalle stelle alle stalle. Niente può renderci felici se non la prospettiva di una casa eterna in cielo dopo il nostro pellegrinaggio breve e pesante sulla terra.

Riferimenti incrociati:

Genesi 47:10

Ge 47:7; 14:19; Nu 6:23-27; De 33:1; Ru 2:4; 2Sa 8:10; 19:39; Sal 119:46; 129:8; Eb 7:7

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