Nuova Riveduta:

Genesi 47:26

Giuseppe ne fece una legge, che dura fino al giorno d'oggi, secondo la quale un quinto del reddito delle terre d'Egitto era per il faraone: soltanto le terre dei sacerdoti non diventarono del faraone.

C.E.I.:

Genesi 47:26

Così Giuseppe fece di questo una legge che vige fino ad oggi sui terreni d'Egitto, per la quale si deve dare la quinta parte al faraone. Soltanto i terreni dei sacerdoti non divennero del faraone.

Nuova Diodati:

Genesi 47:26

Giuseppe fece di questo una legge nel paese d'Egitto, che dura fino al giorno d'oggi, secondo la quale si deve dare la quinta parte del raccolto al Faraone. Soltanto le terre dei sacerdoti non diventarono proprietà del Faraone.

Bibbia della Gioia:

Genesi 47:26

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

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Riveduta:

Genesi 47:26

Giuseppe ne fece una legge, che dura fino al dì d'oggi, secondo la quale un quinto del reddito delle terre d'Egitto era per Faraone; non ci furono che le terre dei sacerdoti che non furon di Faraone.

Diodati:

Genesi 47:26

E Giuseppe, per istatuto che dura infino ad oggi, fece una imposta sopra le terre di Egitto, del quinto della rendita, per Faraone; sol le terre de' sacerdoti non furono di Faraone.

Commentario:

Genesi 47:26

13 Versi 13-26

Il prendersi cura di Giacobbe e della sua famiglia, come la benedizione progettata dalla Provvidenza nell'avanzamento di Giuseppe, ha risparmiato il regno d'Egitto dalla rovina. Non c'era più pane e la gente era pronta a morire. Vedete come dipendiamo dalla provvidenza di Dio. Tutta la nostra ricchezza non ci preserverà dal morire di fame se la pioggia non cadesse per due o tre anni. Vedete quanto dipendiamo dalla clemenza di Dio e aggrappiamoci sempre nel suo amore. Vedete pure come i nostri possedimenti esigono attenzione. Poiché tutti gli egiziani consumarono tutto il grano nei sette anni di abbondanza, si trovarono nei guai ignorando l'avvertimento. L'argento e l'oro non li potevano alimentare: essi avevano bisogno di grano. Tutto quello un uomo possiede lo darà in cambio della sua vita. Noi non possiamo giudicare questo argomento secondo la mentalità attuale. È chiaro che gli egiziani considerarono Giuseppe come un benefattore pubblico. Il tutto è coerente con il carattere di Giuseppe, che agisce tra Faraone e i suoi assoggettati, nel timor di Dio. Gli egiziani confessarono di avere sperato in Giuseppe: "Tu hai salvato le nostre vite!". Così diranno con riconoscenza le folle a Gesù nel giorno del giudizio: "Tu hai salvato le nostre anime dalla distruzione più tremenda e dal tempo dell'ira! Gli egiziani rinunciarono a tutta la loro proprietà e anche alla loro libertà per aver salve le loro vite: può essere perciò troppo contare tutto una perdita e affidarsi al suo comando e ai suoi fini, in Colui che salverà le nostre anime, che ci darà il centuplo, anche qui, in questo mondo? Sicuramente se salvati da Cristo, saremo desiderosi di diventate suoi servi.

Riferimenti incrociati:

Genesi 47:26

Ge 47:22; Ez 7:24
Ge 47:22

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