Nuova Riveduta:

Genesi 47:29

Quando Israele s'avvicinò al giorno della sua morte, chiamò suo figlio Giuseppe e gli disse: «Ti prego, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, mettimi la tua mano sotto la coscia e usami bontà e fedeltà; non seppellirmi in Egitto!

C.E.I.:

Genesi 47:29

Quando fu vicino il tempo della sua morte, Israele chiamò il figlio Giuseppe e gli disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, metti la mano sotto la mia coscia e usa con me bontà e fedeltà: non seppellirmi in Egitto!

Nuova Diodati:

Genesi 47:29

Quando il tempo della morte per Israele fu vicino, egli chiamò suo figlio Giuseppe e gli disse: «Deh, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, metti la tua mano sotto la mia coscia e usa con me benignità e fedeltà; di grazia, non seppellirmi in Egitto!

Bibbia della Gioia:

Genesi 47:29

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Riveduta:

Genesi 47:29

E quando Israele s'avvicinò al giorno della sua morte, chiamò il suo figliuolo Giuseppe, e gli disse: 'Deh, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, mettimi la mano sotto la coscia, e usami benignità e fedeltà; deh, non mi seppellire in Egitto!

Diodati:

Genesi 47:29

Or avvicinandosi il tempo della morte di Israele, egli chiamò il suo figliuolo Giuseppe, e gli disse: Deh! se io ho trovato grazia appo te, metti ora la tua mano sotto la mia coscia, promettendomi che tu userai inverso me benignità e lealtà; deh! non seppellirmi in Egitto.

Commentario:

Genesi 47:29

27 Versi 27-31

Alla fine anche Israele deve morire e quel giorno si stava avvicinando. Israele, principe con Dio, ebbe potenza sull'angelo e prevalse ma tuttavia doveva morire. Giuseppe lo rifornì di pane, affinché non morisse di fame, ma non poté proteggerlo dalla morte per vecchiaia o per malattia. Egli morì gradatamente, la sua candela bruciò gradualmente fino al moccolo, in modo che egli vedesse come si realizzarono i piani del Signore. È un vantaggio vedere l'avvicinamento della morte, prima di andarsene, in modo da potere portare a compimento tutto ciò che ci rimane da fare. Tuttavia, la morte non è lontana da nessuno di noi. L'attenzione di Giacobbe, vedendo l'avvicinamento di quel giorno, fu sulla sua sepoltura: non un funerale con onori e fasti, ma una sepoltura in Canaan, la terra promessa. Era una specie di paradiso, quel paese migliore che egli veramente attendeva, Eb 11:14. La sua consolazione sul letto di morte fu la prospettiva certa di giacere nella Canaan celeste dopo la morte. Quando ciò fu certo, Israele si curvò verso la testa del letto e adorò Dio, vedete Eb 11:21, ringraziando Dio per tutti le sue benedizioni, sostenendosi così debolmente ed esprimendo la sua volontà di lasciare questo mondo. Anche quelli che vissero della provvidenza di Giuseppe e pure Giacobbe, così caro a lui, dovevano morire. Ma Cristo Gesù ci dà il pane vero, quello che possiamo mangiare e con cui vivere per sempre. A Lui veniamo e stiamo attaccati e quando ci apprestiamo alla morte, Egli, che ci ha sostenuto nella vita, ci incontrerà e ci darà la salvezza eterna.

Riferimenti incrociati:

Genesi 47:29

Ge 47:9; 3:19; 50:24; De 31:14; 2Sa 7:12; 14:14; 1Re 2:1; Giob 7:1; 14:14; 30:23; Sal 6:5; 49:7,9; 89:48; Eb 9:27
Ge 24:2
Ge 24:49
Ge 50:24,25; At 7:15,16; Eb 11:22

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