Nuova Riveduta:

Genesi 48:15

Benedisse Giuseppe e disse: «Il Dio alla cui presenza camminarono i miei padri Abraamo e Isacco, il Dio che è stato il mio pastore da quando esisto fino a questo giorno,

C.E.I.:

Genesi 48:15

E così benedisse Giuseppe:
«Il Dio, davanti al quale hanno camminato
i miei padri Abramo e Isacco,
il Dio che è stato il mio pastore da quando esisto
fino ad oggi,

Nuova Diodati:

Genesi 48:15

Così benedisse Giuseppe e disse: «Il DIO, davanti al quale camminarono i miei padri Abrahamo e Isacco, il DIO che mi ha pasturato da quando esisto fino a questo giorno,

Bibbia della Gioia:

Genesi 48:15

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Riveduta:

Genesi 48:15

E benedisse Giuseppe, e disse: 'L'Iddio, nel cui cospetto camminarono i miei padri Abrahamo e Isacco, l'Iddio ch'è stato il mio pastore dacché esisto fino a questo giorno,

Diodati:

Genesi 48:15

E benedisse Giuseppe, e disse: Iddio, nel cui cospetto i miei padri, Abrahamo ed Isacco, son camminati; Iddio, che mi ha pasciuto da che io sono al mondo infino a questo giorno;

Commentario:

Genesi 48:15

8 Versi 8-22

I due buoni uomini possiedono Dio come loro conforto. Giuseppe afferma: "Essi sono i figli che Dio mi ha dato". Giacobbe sentenzia: "Dio mi ha mostrato la tua discendenza". Il conforto è doppiamente grande quando lo vediamo venire proprio dalla mano di Dio. Egli non solo ci toglie le nostre paure, ma supera anche le nostre speranze. Giacobbe racconta di come la provvidenza Divina si sia preso cura di lui in tutta la sua vita. Molti stenti egli patì ma Dio lo custodì dal male e dalle difficoltà. Ora che stava morendo guardava a se stesso come redento da tutti i peccati e da tutte le sofferenze per sempre. Cristo, l'Angelo del patto, ci redime da ogni male. La liberazione dalle miserie e dai pericoli per la potenza Divina, che ci vengono attraverso il riscatto del sangue di Cristo, nelle Scritture è spesso chiamata redenzione. Nel benedire i figli di Giuseppe, Giacobbe incrociò le mani. Giuseppe, nel voler sostenere il suo Primogenito, avrebbe scambiato le mani di suo padre, ma suo padre non agì né per errore né per un affetto di parte nei confronti dell'uno rispetto all'altro, ma mosso da uno spirito di profezia e per il consiglio Divino. Dio, nel dare benedizione al suo popolo, dà più regali, più grazie, più conforti e più cose buone terrene ad alcuni piuttosto che ad altri,. Egli dà spesso la maggior parte a coloro che riteniamo minimamente degni. Egli sceglie le cose deboli del mondo, alza il povero dalla polvere. La grazia non osserva l'ordine della natura, né Dio preferisce quelli che noi riteniamo più adatti, ma Egli opera secondo il suo soddisfacimento. Quanto sono poveri coloro che non hanno alcuna ricchezza se non quella di questo mondo! Quanto è miserabile il letto di morte di quelli che non hanno una speranza ben fondata, ma la terrificante comprensione del male e solo del male per l'eternità!

Riferimenti incrociati:

Genesi 48:15

Ge 48:16; 27:4; 28:3; 49:28; De 33:1; Eb 11:21
Ge 5:22-24; 6:9; 17:1; 24:20; 1Re 3:6; Sal 16:8; Is 30:21; Ger 8:2; Lu 1:6; 1Co 10:31; 2Co 1:12; Col 2:6; 1Te 2:12
Ge 28:20,22; Sal 23:1; 37:3; 103:4,5; Ec 2:24,25; 5:12,18; 6:7; Is 33:16; Mat 6:25-34; 1Ti 6:6-10

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