Nuova Riveduta:

Genesi 7:12

Piovve sulla terra quaranta giorni e quaranta notti.

C.E.I.:

Genesi 7:12

Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

Nuova Diodati:

Genesi 7:12

E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

Bibbia della Gioia:

Genesi 7:12

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

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Riveduta:

Genesi 7:12

E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

Diodati:

Genesi 7:12

E la pioggia fu in su la terra, per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti.

Commentario:

Genesi 7:12

Capitolo 7

Schema del capitolo

Noè, la sua famiglia e le creature viventi, l'ingresso nell'arca e l'inizio del diluvio.

(1-12)

Noè si chiude nell'arca.

(13-16)

La pioggia per quaranta giorni.

(17-20)

Tutte le creature muoiono nell'inondazione.

(21-24)

Versi 1-12

Dio chiama Noè quale tenero padre nei confronti di suo figlio che lo invita ad entrare in casa se vede arrivare la notte o la tempesta. Noè non entrò nell'arca finché Dio non glielo comandò, sebbene egli sapesse che era il suo rifugio. È molto saggio guardare a Dio prima di fare un passo. Noè sopportò molte fatiche per costruire l'arca e adesso viveva grazie ad essa. Quello che facciamo in obbedienza al comando di Dio e nella fede, prima o poi certamente tornerà a nostro conforto. Questa chiamata di Noè ci ricorda la chiamata del vangelo nei confronti dei poveri peccatori. Cristo è l'unica arca, dentro cui possiamo stare al sicuro quando si avvicina la morte e il giudizio. La Bibbia dice: "Venite!", i suoi ministri dicono: "Venite!", lo Spirito dice: "Venite, entrate nell'arca!". Noè fu considerato giusto, non per la propria giustizia, ma come erede della giustizia per fede Eb. 11:7. Egli credeva nella rivelazione di un Salvatore e ha cercato e atteso la sua salvezza per mezzo di Lui. Fu così giustificato dalla fede e ricevette quello Spirito il cui frutto consiste in ogni bontà, ma se un uomo qualunque non ha lo Spirito di Cristo, egli non gli appartiene. Dio concesse ai peccatori solo sette giorni per pentirsi. Ma quei giorni furono sprecati, come tutta la loro vita. Essi ebbero solo un'altra settimana, un sabato in più per migliorare e considerare le cose che portavano alla vera pace. Così accade normalmente a coloro che non si curano dell'anima e che guardano la morte a distanza, noncuranti anche durante quei giorni, i pochi giorni della loro malattia, quando vedono la morte avvicinarsi. I loro cuori sono così induriti a causa dello sviamento provocato dal peccato. Noè preparò l'arca per fede verso l'avvertimento divino, così egli entrò in essa credendo che quell'evento sarebbe accaduto presto. E in quel giorno Noè era al sicuro dentro l'arca quando le sorgenti delle grandi profondità furono aperte. La terra riteneva dentro quelle acque che al comando di Dio sgorgarono e provocarono l'inondazione: così, i nostri corpi hanno essi stessi quegli umori che, quando Dio vorrà, diventeranno frutti di malattie mortali. Le cateratte del cielo furono aperte e le acque che erano sopra il firmamento, cioè, nell'aria, scesero abbondantemente sulla terra. La pioggia cade a gocce, ma quelle piogge caddero come mai prima d'allora accadde. Piovve senza interruzione o rallentamento per quaranta giorni e quaranta notti su tutta la terra. Dal momento che la causa del diluvio era un'opera particolare della potenza onnipotente di Dio è inutile e presuntuoso tentare una spiegazione del fatto secondo la scienza umana.

Riferimenti incrociati:

Genesi 7:12

Ge 7:4,17; Eso 24:18; De 9:9,18; 10:10; 1Re 19:8; Mat 4:2

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