Nuova Riveduta:

Giovanni 17:3

Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.

C.E.I.:

Giovanni 17:3

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.

Nuova Diodati:

Giovanni 17:3

Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 17:3

E questa è la vita eterna: conoscere te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo, colui che tu hai mandato nel mondo.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Giovanni 17:3

E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.

Diodati:

Giovanni 17:3

Or questa è la vita eterna, che conoscano te, che sei il solo vero Iddio, e Gesù Cristo, che tu hai mandato.

Commentario:

Giovanni 17:3

3. Or questa è la vita eterna, che conoscano te,

Alcuni vedono in queste parole una delle solite osservazioni fatte in parentesi da Giovanni medesimo; ma sarebbe stata una presunzione affatto opposta al suo carattere il mescolare i propri pensieri con quelli di Gesù in un momento così solenne. Non meno insostenibile è l'opinione secondo la quale Giovanni avrebbe qui espresso il pensiero di Gesù con parole sue proprie. La gran ragione che si dà in appoggio a tali teorie si è l'improbabilità che il Signore abbia parlato di sé alla terza persona, e soprattutto dandosi quel nome di Gesù Cristo, che egli non aveva mai usato, nel corso del suo ministerio terreno, e che venne impiegato nella Chiesa solo dopo di lui. A ciò rispondiamo che se v'erano state fino a quell'ora delle ragioni potenti per cui Gesù proibì ai discepoli di proclamarlo il Cristo 1Corinzi 2:8, quelle più non esistevano. Era giunto il tempo in cui l'appellativo glorioso, formato dall'unione dei due nomi "Gesù" e "Cristo" doveva venir proclamati nel mondo intero; ben si conveniva che i discepoli lo imparassero dalle sue proprie labbra, e in qual migliore occasione avrebbe ciò potuto avvenire che in quest'ultimo atto di comunione col Padre? Lungi dal credere che l'abitudine più tardi introdottasi nella Chiesa di designare il Signore sotto quel duplice nome abbia indotto Giovanni a farne uso in questo passo, Alford con ragione domanda: "Non starebbe forse il fatto precisamente al contrario? E non potrebbe quest'uso solenne di quel nome per il parte del Signore medesimo averne originato uso nella sua Chiesa, dopo la sua partenza? Quest'alternativa mi pare assai più probabile. "Una seconda risposta a questa teoria consiste nel dire che il Signore, avendo parlato nel, versetto precedente della vita eterna che egli doveva dare al popolo suo, spiega quindi in che essa consista, e così, mentre prega il Padre, istruisce i discepoli. Quella vita eterna è conoscenza, non semplicemente una conoscenza verbale ed intellettuale, ma una apprensione interna ed un vero apprezzamento di Dio il Padre, e di Gesù Cristo il Figliuolo, quale ci sono rivelati per la nostra Ubbidienza, il nostro amore e la nostra salute, mediante l'opera dello Spirito. È un errore il supporre, come fanno molti, che quando questa "conoscenza" ci vien presentata come "la vita eterna", dobbiamo considerarla come il mezzo o la via per cui si giunge a quella vita. Questo è vero, ma è solo una parte della verità. La vera conoscenza di Dio e di Gesù Cristo è in sé stessa vita eterna. Quella conoscenza implica conformità di mente e di cuore a Dio e al suo Figliuolo, e ciò costituisce quella santità e quella felicità che sono l'essenza della vita eterna. Non si può aver l'una senza l'altra. "La conoscenza di cui parla qui il Signore", dice Westcott, "è l'apprensione del vero per parte di tutta quanta la natura umana. Non è la mera conoscenza di fatti esterni, né un semplice convincimento intellettuale della loro verità, ma tale una appropriazione di essi, "se così può dirsi", che ne rimanga potentemente influenzato l'essere tutto che li conosce". Webster definisce questa conoscenza come quella comunione od associazione col Padre e col Figliuolo Giovanni 1:1-3, nella quale consiste il nostro cambiamento da morte a vita, la nostra conversione, la nostra nuova nascita, operate in noi dallo Spirito Santo. Questo è il principio ed il proseguimento della vita spirituale in terra, e sarà, nel pieno suo sviluppo, la vita perfetta e spirituale nei cieli.

che sei il solo vero Iddio,

Gli Ariani antichi ed i Sociniani moderni dal titolo che Gesù dà qui al Padre suo, concludono non esser egli stesso vero Dio; ma ben risponde Alford che l'esser qui Gesù nominato insieme al Padre, e la conoscenza di entrambi dichiarata "vita eterna", è prova indiretta, ma inconfutabile, della divinità del Figliuolo, imperocché la conoscenza di Dio e di una creatura non può costituire la vita eterna, e l'apposizione di questi due nomi riesce inesplicabile, se non c'è uguaglianza fra loro. Di più in 1Giovanni 5:20, secondo la interpretazione più naturale di quel testo, il Figliuolo è chiamato: "il vero Dio e la vita eterna". Brown dice molto in poche parole: "Con questo titolo, Gesù dichiara suo Padre solo, personale e vivente Iddio, in opposizione a tutte le forme di politeismo pagano, di panteismo mistico, e di naturalismo filosofico".

e Gesù Cristo, che tu hai mandato.

Già abbiam detto esser questa la sola volta che Gesù dia a sé stesso il duplice nome di CRISTO GESÙ e ciò fa per indicare in modo chiarissimo l'ufficio suo di mediatore, Vedi 1Timoteo 2:5. Ognuna di queste parole è usata nel suo senso più rigoroso. "Gesù" o Salvatore fu il nome datogli dal Padre, "perciocché egli salverà il suo popolo dai lor peccati" Matteo 1:21. "Cristo" è titolo di ufficio e significa che è stato unto colla illimitata pienezza dello Spirito Santo, per i vari suoi uffici di mediatore, Vedi Giovanni 4:25; Matteo 1:16. Le parole "che tu hai mandato" dichiarano la sua missione divina od il suo apostolato Ebrei 3:1, con pieni poteri per adempiere tutto il consiglio di Dio, per riconciliare Dio e l'uomo, e per "salvare appieno coloro, i quali per lui si accostano a Dio" Ebrei 7:25. La verità contenuta nelle parole "il solo vero Dio" i Gentili non la seppero riconoscere; quella dichiarata nell'inciso che segue fu ostinatamente respinta dai Giudei. Avendo Gesù descritto in quel modo in che consista la vita eterna, cominciamo a capir meglio che cosa volesse dire il Signore colle parole: "acciocché il Figliuolo glorifichi te".

PASSI PARALLELI

Giovanni 17:25; 8:19,54-55; 1Cronache 28:9; Salmi 9:10; Isaia 53:11; Geremia 9:23-24; 31:33-34

Osea 6:3; 1Corinzi 15:34; 2Corinzi 4:6; 2Tessalonicesi 1:8; Ebrei 8:11-12; 1Giovanni 4:6; 5:11,20

Giovanni 14:9-10; 2Cronache 15:3; Geremia 10:10; 1Corinzi 8:4; 1Tessalonicesi 1:9; 1Timoteo 6:15-16

1Giovanni 5:20

Giovanni 3:17,34; 5:36-37; 6:27-29,57; 7:29; 10:36; 11:42; 12:49-50; 14:26

Isaia 48:16; 61:1; Marco 9:37; Luca 9:48; 1Giovanni 4:14-15; 5:11-12

Riferimenti incrociati:

Giovanni 17:3

Giov 17:25; 8:19,54,55; 1Cron 28:9; Sal 9:10; Is 53:11; Ger 9:23,24; 31:33,34; Os 6:3; 1Co 15:34; 2Co 4:6; 2Te 1:8; Eb 8:11,12; 1G 4:6; 5:11,20
Giov 14:9,10; 2Cron 15:3; Ger 10:10; 1Co 8:4; 1Te 1:9; 1Ti 6:15,16; 1G 5:20
Giov 3:17,34; 5:36,37; 6:27-29,57; 7:29; 10:36; 11:42; 12:49,50; 14:26; Is 48:16; 61:1; Mar 9:37; Lu 9:48; 1G 4:14,15; 5:11,12

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