Nuova Riveduta:

Giovanni 19:26

Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!»

C.E.I.:

Giovanni 19:26

Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».

Nuova Diodati:

Giovanni 19:26

Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!».

Bibbia della Gioia:

Giovanni 19:26

Quando Gesù vide sua madre vicino al discepolo che egli amava, le disse: «Donna, ecco tuo figlio!»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Giovanni 19:26

Gesù dunque, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch'egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio!

Diodati:

Giovanni 19:26

Laonde Gesù, veggendo quivi presente sua madre, e il discepolo ch'egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figliuolo!

Commentario:

Giovanni 19:26

La terza parola di Gesù in sulla croce. Egli raccomanda sua madre al discepolo che amava, Giovanni 19:26-27

26. Laonde Gesù, veggendo quivi presente sua madre, e il discepolo ch'egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figliolo!

La prima parola di Cristo in sulla croce fu una preghiera per i peccatori, impenitenti che ve lo inchiodavano; la seconda fu un messaggio di salute per il ladrone pentito; la terza una parola di affetto filiale per la vedova sua madre. Assorto in meditazione sull'opera che stava compiendo, o preoccupato già di quel misterioso abbandono nel quale "il suo cuore come cera si struggerebbe nel mezzo delle sue interiora" Salmi 22:14, egli non aveva subito osservato quella piccola comitiva di amici più intimi, che si era a poco per volta avvicinata alla sua croce; ma quando li scorse l'occhio suo amorevole si fermò subito sulla madre e le sue parole mostrarono che, in mezzo alla sua agonia, trovava la forza di pensare e di provvedere al suo benessere: "Donna ecco il tuo figliuolo". La chiama "Donna" non "Madre", non già per risparmiarle, come credono alcuni, il dolore che un tal nome doveva risvegliare in lei, né per evitarle cattivi trattamenti per parte dei suoi nemici, quando a costoro fosse nota la loro stretta parentela; bensì per farle conoscere che la lezione che egli aveva principiato ad insegnarle alle nozze di Cana, e che l'umile contegno di lei durante il ministero di Gesù dimostrava aver essa imparata, era ora compiuta. Cessano da questo momento le loro relazioni di madre e figliuolo, per dar luogo ad una parentela spirituale assai più importante; essa non dovrà mai ambire qualsiasi onore speciale per esser sua madre, né permettere che le venga tributato da altri. Da quell'ora in poi, Maria viverà la vita della fede; come più tardi Paolo, essa dovrà dire: "Avvegnaché abbiam conosciuto Cristo secondo, la carne, pur ora non lo conosciamo più" 2Corinzi 5:16. La ragione poi per la quale Gesù prescelse Giovanni a guardiano di sua madre, egli non la dice; ma ben sappiamo che poco tempo prima i suoi fratelli non avevano ancora creduto in lui Giovanni 7:5, e non potevano perciò esser con la madre in comunione di fede; mentre egli sapeva che nella casa di Giovanni, Maria troverebbe abbondantemente quell'intima relazione di amore, che sola poteva soddisfare il cuor suo. Maria ben conosceva il carattere affettuosa e mansueto del suo nipote Giovanni; epperciò si affidò interamente alle sue cure, ben sapendo che egli poteva riceverla in casa sua, e proteggerla fino alla morte.

PASSI PARALLELI

Giovanni 13:23; 20:2; 21:7,20,24

Giovanni 2:4

Riferimenti incrociati:

Giovanni 19:26

Giov 13:23; 20:2; 21:7,20,24
Giov 2:4


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